Melara: ‘Il Toro si salverà,

Melara: ‘Il Toro si salverà,

Non sarà una partita facile per Matteo Melara, che domenica incontrerà il Torino, la società che ancora detiene il suo cartellino, da ex. Soprattutto perché il match assume un’importanza vitale per la stagione dei granata.

Che Ascoli troverà il Toro?

Una squadra ormai retrocessa, anche se la matematica ancora non ci condanna, ma siamo un gruppo che vuole fare bene fino alla…

Non sarà una partita facile per Matteo Melara, che domenica incontrerà il Torino, la società che ancora detiene il suo cartellino, da ex. Soprattutto perché il match assume un’importanza vitale per la stagione dei granata.

Che Ascoli troverà il Toro?

Una squadra ormai retrocessa, anche se la matematica ancora non ci condanna, ma siamo un gruppo che vuole fare bene fino alla fine per mantenere la propria dignità. Abbiamo voglia di metterci in mostra, di cercare di fare il proprio dovere. E’ chiaro gli obiettivi sono diversi, per il Toro sarà una partita decisiva, senza contare che i valori in campo sono differenti, i granata sono più forti.

Quando è andato via a gennaio si aspettava di trovare a questo punto della stagione un Toro messo così male in classifica?

No, è una squadra composta da giocatori di qualità, superiore alle compagini che ora gli sono davanti, sopra ai 36 punti. E’ chiaro che con un organico superiore se il Toro è messo così male sono stati compiuti degli errori, nonostante gli sforzi economici che ha fatto Cairo.

Lei è andato via che c’era ancora Fiore, poteva essere utile alla causa granata?

Fiore ha grosse qualità e le ho ammirate nei mesi in cui ci siamo allenati insieme. Stefano è un’ottima persona, si è sempre dimostrato un grande professionista, allenandosi bene. Purtroppo agli inizi ha patito i problemi di amalgama della squadra, è stato buttato subito nella mischia ma non era ancora in un buon periodo di forma personale.

Ha già avuto qualche cenno riguardo al suo futuro?

No, a giugno rientrerò al Toro, deciderà la società cosa fare. Da parte mia ribadisco che mi piacerebbe rimettermi in gioco per la causa granata, visto che ho ancora due anni di contratto e ho vissuto un anno e mezzo fantastico con il Toro. Soprattutto mi sono rimasti nel cuore i tifosi, incredibili, ci hanno sempre sostenuto, è difficile trovare una tifoseria così passionale. Anche adesso continuano a dare fiducia alla squadra, nonostante i problemi.

Ad Ascoli è tornato titolare in A, soddisfatto?

Era quello che volevo, quando ho capito che non avevo chance a Torino. Volevo giocare, mettermi in discussione in A e confrontarmi ancora con grandi giocatori. Credo di aver disputato sin qui una buona stagione, anche se quando sono arrivato il campionato era ormai compromesso. Ho cercato di dare una mano ai miei nuovi compagni, abbiamo anche avuto una serie di cinque risultati utili consecutivi, poi sono arrivati gli scontri con le grandi squadre e siamo rimasti nuovamente penalizzati.

Lei è un difensore che ogni tanto scatta in attacco e segna. Vista la carenza che ha il Toro in chiave offensiva, non pensa che sarebbe stato utile come goleador?

Io speravo di essere ancora utile, ma sono arrivati altri giocatori e si è puntato su di loro. Certo ho provato molta delusione nel non essere stato preso più in considerazione. E’ vero qualche gol l’ho sempre fatto, non ci sono ancora riuscito con l’Ascoli (Melara ha colpito una traversa al Franchi contro la Fiorentina ndr), mi auguro non succeda proprio domenica…

Se dovesse capitare esulterebbe?

Assolutamente no, non potrei, ho troppo rispetto per i tifosi del Toro. E poi in fondo resto un giocatore granata.

Lei ha conosciuto entrambi gli allenatori del Toro, De Biasi l’anno scorso e Zaccheroni nella prima parte di stagione. Cosa pensa di loro due?

Sono molto diversi. De Biasi è più motivatore a livello caratteriale, ha più grinta. Zaccheroni è molto preparato dal punto di vista tattico e di gioco. Con Zaccheroni si lavorava bene, intensamente.

Ma era così difficile capire il suo modulo?

Il problema non era di comprensione, probabilmente non c’erano i giocatori giusti, adatti a svolgere al meglio la sua idea di manovra. Ad esempio si faceva fatica giocare a tre in difesa, così con tre attaccanti davanti. Non tutti i giocatori a disposizione si adattavano a cambiare modulo.

Tornando alla partita di mercoledì contro il Catania, c’era il rigore fischiato ai siciliani, che ha permesso loro di pareggiare?

Sinceramente dal campo non ho visto bene, mi hanno detto però che era dubbio, molto dubbio.

Lei l’anno scorso ha vissuto le celebrazioni del 4 maggio, che emozioni ha provato?

Mi ricordo tutto di quella giornata, dalla Messa a Superga, al raccoglimento davanti alla lapide, fino al bagno di folla alla basilica. E’ stata un’emozione enorme, incredibile. Una giornata bellissima e strana, fino ad allora ne avevo solo sempre sentito parlare poi l’ho vissuta in prima persona. Ho visto tanta gente commossa e partecipe, ho capito cosa significa questa data per i granata.

Il Toro si salverà?

Lo spero per tanti motivi, per i miei ex compagni che sono ragazzi eccezionali, soprattutto per i tifosi che lo meritano, sono incredibili per il sostegno che ci hanno sempre dato. Noi non regaleremo nulla per rispetto a tutti, alla maglia, alla città, ai nostri tifosi. E’ chiaro che il Toro avrà più motivazioni.

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