Mondonico: ‘Del Toro ricordo i momenti negativi, ti insegnano a reagire’

Mondonico: ‘Del Toro ricordo i momenti negativi, ti insegnano a reagire’

In occasione del suo sessantaseiesimo compleanno abbiamo contattato Emiliano Mondonico, storico allenatore del Toro e simbolo della storia granata. 

 

Buongiorno mister, innanzitutto…

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In occasione del suo sessantaseiesimo compleanno abbiamo contattato Emiliano Mondonico, storico allenatore del Toro e simbolo della storia granata. 

 

Buongiorno mister, innanzitutto tanti auguri: festeggerà in maniera particolare questo compleanno?

Direi di no, in realtà sarò impegnato tutto il giorno: al mattino allenerò i ragazzini dell’oratorio, mentre al pomeriggio alle 15 sarò in panchina con la Nazionale Magistrati. Poi a cena finalmente festeggerò in famiglia, anche se la sera bisogna mangiare poco e tenersi leggeri(ride ndr).

 

Se dovesse indicare un momento particolare della sua lunga e vincente storia granata quale sceglierebbe?

Nel Toro ho vissuto tanti bei momenti e indicarne uno significherebbe sminuire gli altri, sono stati anni bellissimi nella mia vita e nella mia carriera di allenatore. Forse però preferisco i momenti negativi, come le retrocessioni: è lì infatti che impari a reagire, una cosa sempre molto importante anche fuori dal calcio.

 

Questa capacità di non abbattersi e di risollevarsi sempre, tipicamente granata, può costituire un insegnamento per i bambini?

Sì, Torino è l’unica città in Italia dove una squadra è nettamente più importante dell’altra agli occhi della gente, dell’interesse generale e dei media: questa inferiorità deve quindi diventare uno stimolo per lottare contro i poteri forti, per dare rilievo alle proprie idee e ai propri diritti. Questa è una prerogativa del Toro, un qualcosa che aiuta anche ad aumentare l’autostima verso se stessi.

 

Come vede la situazione attuale del Toro? I granata stanno migliorando molto sotto tutti i punti di vista rispetto al passato, giusto?

Sì ma questa situazione non deve esssere considerata un’eccezione, deve costituire piuttosto la normalità. Negli anni precedenti invece, nonostante il continuo e incessante amore della tifoseria, era difficile chiamare quella squadra Torino.

 

Pensa che si possa ancora migliorare e tornare ai livelli del Toro di Mondonico?

Ora questa posizione di classifica intermedia deve diventare un punto di partenza per essere sempre più competitivi, per arrivare a giocarsela alla pari con le grandi, e questa sì che sarebbe un’eccezione. Con l’aiuto di tutti, tifosi e società, si deve puntare a situazioni di classifica sempre migliori, per far sì che il Torino diventi “Toro”.

 

Il merito delle ultime due buone annate è sicuramente per buona parte di Ventura, non crede?

Sì, è suo, della società e dei ragazzi ma, ripeto, la situazione di oggi non deve stupire, deve essere la normalità.

 

E’ un dato significativo che il Torino stia lavorando di nuovo molto bene sui giovani, con la Primavera che si batte ai massimi livelli. Nel calcio di oggi i ragazzi possono ancora costituire una risorsa?

Con la crisi economica bisogna puntare sui giovani, tutti allenano i ragazzi in centri sportivi specializzati perchè non possono più permettersi prodotti già confezionati da altri. E’ necessario allevare i giovani in casa e poi eventualmente esporre l’argenteria di famiglia: è uno degli aspetti positivi che questa recessione ha portato nel mondo del calcio.

 

Grazie mister e ancora tanti auguri.

Grazie a voi.

 

Roberto Maccario

 
 
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