‘No a nuovi stanziamenti per gli stadi’

‘No a nuovi stanziamenti per gli stadi’

Gli stadi, i tifosi e i rapporti con Cairo. Il sindaco Sergio Chiamparino fa il punto sulla situazione degli impianti sportivi cittadini e sulla gestione dell’ordine pubblico.

Sindaco, partiamo dalla questione stadi: una città, due stadi e l’ombra di un terzo…

Il terzo, il Filadelfia, è uno spazio iconografico più simile a un progetto in divenire. Ne co-finanziaremo…

Gli stadi, i tifosi e i rapporti con Cairo. Il sindaco Sergio Chiamparino fa il punto sulla situazione degli impianti sportivi cittadini e sulla gestione dell’ordine pubblico.

Sindaco, partiamo dalla questione stadi: una città, due stadi e l’ombra di un terzo…

Il terzo, il Filadelfia, è uno spazio iconografico più simile a un progetto in divenire. Ne co-finanziaremo la ricostruzione perché si tratta di un pezzo di cultura torinese.

A quanto ammonta lo stanziamento previsto ?

Abbiamo previsto uno stanziamento di tre milioni di euro ed è l’ultima spesa che faremo per i campi da calcio professionistici della città. Non tirerò più fuori un euro né per l’Olimpico né per il Delle Alpi.

A quando la posa dell’ultima pietra sul Filadelfia ?

E’ una storia lunga. Nel 2002 abbiamo cominciato la trattativa con Juve e Toro per fare in modo che ognuna delle due squadre avesse uno stadio di proprietà. La trattativa con la Juve si è conclusa e completata due anni dopo per il Delle Alpi e si stava perfezionando anche con il Toro che poi però è fallito. Per questo il Comune si è fatto carico delle spese dell’Olimpico. Per il Filadelfia vedremo. Il progetto va avanti.

In cosa consiste l’accordo fra Comune e Juventus ?

La Juve è una società privata che ha la proprietà dello stadio più grande e che ha chiesto il sostegno della città per realizzare uno stadio che in precedenza aveva pagato 50 miliardi delle vecchie lire e che da solo di manutenzione, costava alla città, 6 miliardi l’anno. Considerato che, alla luce del progetto di sistemazione presentato da questa società, ci potranno essere dei vantaggi per l’intera città, ho ritenuto che fosse il caso di appoggiare la sua richiesta presso il Credito Sportivo. Se poi gli europei del 2012 non saranno assegnati all’Italia, la Juve pagherà il prestito secondo i criteri stabiliti in precedenza.

Un sostegno che le ha alienato le simpatie dei tifosi granata, anche alla luce di quanto accaduto durante il consiglio comunale.

Avere i tifosi contro significa essere nel giusto, perché sono per definizione rappresentanti di una parte sola. Io sono un amministratore pubblico e devo fare gli interessi di tutta la città. Del resto mi sono alienato le simpatie dei tifosi della Juve nel periodo del fallimento del Torino, se adesso capita lo stesso con quelli del Toro per la vicenda dello stadio, da un lato mi spiace, dall’altra significa che sto facendo bene il mio lavoro perché curo gli interessi non dell’una, né dell’altra società, ma dell’intera città.

Ammetterà che la battuta sul fatto che non può prendere più i voti dei tifosi del Toro è stata un bel boomerang…

Fino a un certo punto. Ho solo risposto a uno degli ultras granata che mi diceva che non mi avrebbero più votato, mentre veniva accompagnato fuori dalla sala del consiglio comunale, dove aveva preso la parola senza averne diritto. Io non sono alla ricerca di facili consensi anche perchè la legge mi impedisce di presentarmi candidato per un terzo mandato.

A questo punto i cittadini e i tifosi dicono: "stesse condizioni per la società granata". Lei è un sindaco che si è speso molto in passato per i colori del Toro, adesso che cosa pensa di fare ?

Per la società granata siamo disponibili a fare anche un discorso più economico perché lo stadio c’è già. La logica da cui partire per trattare con il Torino fc è: stadio in concessione con diritto di superficie, più l’area Filadelfia che sta a lato. Al momento attuale c’è un contratto di affitto in essere che sarà rispettato finchè da parte della società granata non sarà chiarito l’interesse a un progetto più strutturale.

Però questo tira e molla con Cairo con uno che dice all’altro “chiamami", "no chiamami tu” sembra più una farsa che altro…

Non ho niente da dire di particolare al presidente granata. Se vuole parlare di una trattativa che preveda il passaggio di proprietà dello stadio e degli spazi commerciali limitrofi mi chiami e ci sediamo a un tavolo anche domani mattina a parlarne. Non dobbiamo però più farci moine e salamelecchi

Il fatto sotto gli occhi di tutti è che dopo decine di milioni di spesa, Torino non ha ancora uno stadio effettivo perché quello a norma è sottodimensionato persino per una squadra come il Toro…

Io non credo che l’Olimpico sia sotto dimensionato, perché dati alla mano le uniche partite in cui si è avuto il tutto esaurito sono state quest’anno, in serie A, quelle con Inter e Roma e quella per il centenario, per il resto la media di spettatori è stata ben al di sotto dei venticinquemila spettatori.

Se però uno guarda l’anno scorso, per l’ultima di campionato con la Cremonese, c’erano 40 mila persone al Delle Alpi. Per questo Cairo sostiene che per un Olimpico pieno c’è uno stadio pieno di gente che rimane fuori.

L’anno scorso oltre a quella con la Cremonese il pienone si è avuto solo con il Mantova e quest’anno solo per Roma e Inter, per cui se Cairo dice queste cose mente sapendo di mentire. Se però ritiene di essere danneggiato dall’Olimpico, può mettersi d’accordo con la Juve per la gestione del Delle Alpi, oppure se vuole mostrare un’interesse più strutturale per Torino e la città può fare una trattativa con il Comune per aumentare la capienza dello stadio attuale. Ci sono già dei progetti, realizzati in occasione dei lavori di ristrutturazione dello stadio dopo le Olimpiadi che prevedono, per la costruzione di un terzo anello, una spesa di una decina di milioni di euro in più. Noi, però, sullo stadio non spendiamo più in euro. Se lo vuole lo deve fare lui.

Qui si parla tanto di futuro degli stadi, ma come risolvere la questione della curva Primavera dell’Olimpico dove in uno dei sei stadi a norma d’Italia “se-dicenti” tifosi avversari sono arrivati a lanciare bombe carta?

L’Olimpico ha applicato al millesimo i dispositivi della legge Pisanu. Sulle reti deve decidere il prefetto, se i costi rientrano nella manutenzione ordinaria dell’impianto paga la società, altrimenti noi. Per quanto riguarda le tifoserie ospiti per il momento è un bene che non ci siano più trasferte organizzate, ci sono meno problemi di ordine pubblico.

E qui si va a toccare la questione dell’ordine pubblico, come va gestito lo spazio attorno allo stadio ?

Quello accaduto a Catania nasce dal fatto che tutti, ma proprio tutti abbiamo civettato, con gli ultrà facendoli diventare i padroni del campo e della piazza. Se penso che c’è gente come Paolo Cento che ha avuto l’ardore di proporre un disegno di legge a favore degli ultrà…ma anche fra i giornalisti le cose non stanno meglio, guardando certe trasmissioni sportive mi viene da dire che ci sono più ultrà travestiti da giornalisti che giornalisti.

Resta la questione della gestione degli spazi attorno allo stadio…

La logica di cui tutti si riempiono la bocca adesso, la “logica di Catania” è risolvibile con il modello inglese che porta alla costruzione di spazi del calcio dove le famiglie possano andare a fare la spesa al mattino, allo stadio al pomeriggio, a cena e al cinema alla sera stando nella stessa zona. Io sogno un modello inglese sia per la Juve che per il Toro e su questo modello che abbiamo cercato di operare. Adesso le due società hanno gli spazi teorici in cui operare, ma la realizzazione pratica di questo progetto dipende da loro.

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