‘Prima la salvezza, poi il resto’

‘Prima la salvezza, poi il resto’

Nel Palermo ha segnato 9 reti in 29 partite, ed è uno dei fiori all’occhiello della campagna di rafforzamento tanto da essere definito da Cairo uno dei suoi pallini. Eppure David Di Michele si presenta in punta di piedi, si intravede il personaggio istrionico e simpatico come i suoi colleghi romani (Stellone e Muzzi), ma rimane sullo sfondo. Probabilmente frenato, almeno con i media, anche dalla spada di Damocle rappresentata…

di Redazione Toro News

Nel Palermo ha segnato 9 reti in 29 partite, ed è uno dei fiori all’occhiello della campagna di rafforzamento tanto da essere definito da Cairo uno dei suoi pallini. Eppure David Di Michele si presenta in punta di piedi, si intravede il personaggio istrionico e simpatico come i suoi colleghi romani (Stellone e Muzzi), ma rimane sullo sfondo. Probabilmente frenato, almeno con i media, anche dalla spada di Damocle rappresentata dal deferimento.

NOME: David
COGNOME: Di Michele
NATO A: Guidonia il 6-01-1976
STATO CIVILE: sposato con due figli
RUOLO: attaccante
MODELLI: nessuno
HOBBY: pochi, dedicarsi a moglie e ai due figli (Mattia e Rebecca)

Di Michele, come si presenta ai nuovi tifosi ?

In punta di piedi, senza fare promesse. Voglio riscattare un girone di ritorno non bellissimo. Ho molta voglia di fare bene.

Dove può arrivare questo Toro ?

Per ora i presupposti sono buoni, ma prima pensiamo a salvarci poi prendiamo tutto quello che viene.

Cosa rappresenta per lei il Toro ?

Un’opportunità importante che può aprirmi nuovi orizzonti, in una piazza calda con tante ambizioni e reduce da una stagione travagliata.

A chi si ispira ?

A nessuno, penso a mettermi a disposizione in campo. Sono Di Michele, nel bene come nel male.

Preoccupato per il deferimento ?

No, sono ottimista, ho fatto quello che dovevo, dicendo ai giudici cosa pensavo. Adesso tocca a loro giudicarmi.

Cairo ha detto che l’ha inseguiva da tempo, cosa si prova ad essere il pallino di uno dei presidenti più amati della serie A ?

Una grossa responsabilità. Spero di ricambiarla nel modo migliore sia dentro che fuori dal campo.

Qual è l’allenatore con cui si è trovato meglio ?

Spalletti e con lo stesso Cadregari che ho avuto a Salerno.

Lei è stato allenato da Camolese, cosa le ha insegnato ?

E’ un buon allenatore e un’ottima persona, l’ho incontrato a Reggio Calabria e abbiamo fatto benino poi ci siamo persi di vista.

Nella Reggina aveva giocato anche con Stellone, come lo ha trovato ?

Come sempre, ottimo giocatore, può fare molto bene, penso che la stagione scorsa sia stato frenato dagli infortuni.

Trova Corini e Barone, è un Toro di ex-palermitani…

Sono tutti ottimi giocatori, con Corini capace come pochi di organizzare il gioco e Barone che ha una voglia matta di riscattarsi.

Si sente ancora tradito dal Palermo ?

No, ho vissuto due anni bellissimi dove ho incontrato tanti amici e di cui non ho nessun rimpianto.

Che rapporto ha mantenuto con Antonelli ?

Lui è l’Amministratore Delegato del Torino, io un giocatore. C’è il rapporto che si crea in questi casi all’interno di un’azienda.

Con la Salernitana prima ha segnato 23 reti, poi 14, il granata le porta bene…?

Eh in effetti ho segnato quasi 40 gol in totale, spero di farne qualcuno in più con il Toro.

Quale schema di gioco preferisce ?

Ho giocato in tanti modi, trovandomi bene con tutti, però il modulo è secondario, contano gli uomini.

Che bilancio fa di questi primi giorni di ritiro ?

Vedo gente motivata, pensare positivo è d’obbligo.

Uno dei suoi bersagli preferiti è stato Abbiati (6 centri), poi Sereni (5) cosa vi siete detti quando l’ha incontrato ?

Lo scopro adesso, ci scherzeremo su, il passato è tale, concentriamoci sul presente.

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