Roberto Mussi:”Il collettivo la forza di Parma e Toro”

Roberto Mussi:”Il collettivo la forza di Parma e Toro”

Per discutere di Parma-Torino abbiamo contattato un giocatore che con queste due maglie ha dato il meglio di sè in carriera: Roberto Mussi.

 

Ciao Roberto, Parma e Toro non sono per te due squadre come le altre,…

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Per discutere di Parma-Torino abbiamo contattato un giocatore che con queste due maglie ha dato il meglio di sè in carriera: Roberto Mussi.

 

Ciao Roberto, Parma e Toro non sono per te due squadre come le altre, giusto?

Vero, con entrambe mi sono tolto grandi soddisfazioni: il Parma è la società che mi ha lanciato nel calcio a certi livelli, consentendomi di andare poi a giocare nel grande Milan; dopo l’esperienza in rossonero sono tornato e ho vinto in Italia e in Europa. Quella nel Toro invece è stata un’esperienza diversa, più sentita, in un ambiente molto particolare, in una società gloriosa che le ha viste tutte. I tifosi del Torino hanno un grande attaccamento alla maglia e ti fanno sentire importante: pensate che ho 5000 contatti su Facebook, di cui 4500 sono granata, ed è significativo che siano rimasti così affezionati dopo tanti anni. Io ho avuto anche la fortuna di capitare in un periodo d’oro, giocando una finale di Coppa Uefa con l’Ajax, vincendo una Coppa Italia e rimanendo sempre nelle zone alte della classifica.Dunque in granata ho ricordi stupendi, sono stati cinque anni fantastici e sarò sempre grato a questa squadra per avermi permesso di raggiungere la Nazionale.

 

Tornando al Parma, l’ottima gestione di Ghirardi riuscirà a riportare la società ai fasti degli anni ’90?

Onestamente, nonostante l’ottimo lavoro e i sacrifici fatti, credo sia quasi impossibile riportare la squadra ai livelli della gestione Tanzi: fu un periodo irripetibile, dove vincemmo praticamente tutto tranne scudetto e Champions League e dove avevamo una rosa di campioni con tantissimi nazionali italiani e stranieri.

 

Quello fu l’unico caso negli ultimi tempi di una realtà di provincia in grado di competere con le grandi: la Juve, le milanesi e le romane, vero?

Sì, purtroppo incrociammo una Juventus molto forte con cui, nel maggio del 1995, ci giocammo tre titoli: perdemmo scudetto e Coppa Italia ma riuscimmo a batterli nella finale di Coppa Uefa.

 

Domani invece che gara prevedi tra Parma e Torino?

Sarà una partita molto tattica: il Parma sta un pò meglio a livello di classifica ma entrambe hanno bisogno di punti. I ducali puntano ad un posto in Europa League anche se dopo gli ultimi risultati sarà difficile ottenerlo, mentre i granata vogliono raggiungere al più presto una salvezza tranquilla togliendosi definitivamente dalle zone pericolose. Spero sia un bel match perchè tutte e due le squadre giocano un buon calcio, con il Toro che però ha forse qualche problema di troppo a finalizzare.

 

Chi dovranno temere di più gli uomini di Ventura?

Il Parma non ha grandi solisti ma un ottimo gioco di squadra dove tutti collaborano e sono importanti: sarebbe riduttivo indicare un giocatore come più pericoloso degli altri. Come nel caso dei granata anche la squadra di Donadoni ha la sua forza nel gruppo, dove ci si aiuta gli uni con gli altri.

 

A Parma spesso vediamo rinascere, come nel caso di Amauri, giocatori che sembravano ormai al capolinea: l’aria di provincia fa bene?

Amauri è un grandissimo attaccante ma il problema è che quando giochi in una grande società, come in questo caso la Juve, ogni volta la partita è decisiva e quindi accusi la pressione. Invece in realtà più piccole uno come lui può diventare un punto di riferimento importante, si prende le sue responsabilità e acquista fiducia, diversamente a quanto accadrebbe in un ambiente ostile.

A Parma si lavora bene, e come a Torino sponda granta i tifosi apprezzano chi in campo dà tutto e dimostra serietà e impegno, mentre magari da altre parti c’è un pò più di “puzza sotto il naso” e si bada solo alla qualità. Un esempio di tutto questo è dato dal fatto che nel Toro giocatori come Bruno, Policano e Annoni erano amati tanto quanto fuoriclasse del calibro di Martin Vazquez, Lentini e Scifo.

 

Grazie della tua disponibilità Roberto

Grazie a voi.

 

Roberto Maccario

 
 
 
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