Serino Rampanti: la situazione è tragica!

Serino Rampanti: la situazione è tragica!

Serino Rampanti, un uomo tutto di un pezzo. Sensibile e serio, al punto di sembrare schivo: tecnico e preparato analizza gli attuali problemi del Toro.

Come giudica la situazione attuale?

È tragica! Manca una strategia generale, o meglio c’è, ma non riguarda il bene della squadra. Chi ha in mano la società, non ha capito il valore affettivo, etico, sentimentale del mondo granata.

Che…

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Serino Rampanti, un uomo tutto di un pezzo. Sensibile e serio, al punto di sembrare schivo: tecnico e preparato analizza gli attuali problemi del Toro.

Come giudica la situazione attuale?

È tragica! Manca una strategia generale, o meglio c’è, ma non riguarda il bene della squadra. Chi ha in mano la società, non ha capito il valore affettivo, etico, sentimentale del mondo granata.

Che colpe ha Cairo?
Le colpe principali. Perché non ha capito i nostri valori. Nel Toro non c’è solo il business, ma è una realtà particolarissima, devi esserci dentro da tanto tempo, amare, vivere e pensare con la mentalità dei tifosi granata.

Che colpe ha Zaccheroni?
Ha impiegato troppo tempo a valutare le capacità tecniche dei calciatori, questo ha fatto sì che abbiamo avuto un inizio difficoltoso, i punti persi allora peseranno alla fine.

Anche nell’ultimo periodo il Toro non è andato molto bene.

I problemi di adesso non sono altro che la conseguenza di malumori tra calciatori e tecnico,.

E i calciatori ?

Alcuni sono inadatti, altri non sono all’altezza, taluni hanno fatto quello che potevano.La colpa non è dei singoli. Molti non sono giocatori da Toro, i tifosi granata non amano le sceneggiate, l’apparenza, ma gente che in campo dà anima e corpo.Non ci servono i giocatori da copertina!

Le è piaciuto il mercato di gennaio?

No. Non sono stati affrontati i giusti movimenti. Ma Bovo, se è in forma, è un ottimo calciatore.

La cura?

In passato sentivo il presidente regolarmente, tre mesi fa ho detto ha Cairo quello che pensavo sulle cose che non andavano bene: non mi ha più chiamato. L’unica cosa che si deve fare è affrontare questo periodo con la consapevolezza della realtà.

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