”Sono in scadenza, ma spero di rimanere”

”Sono in scadenza, ma spero di rimanere”

di Alessandro Brunetti – Sulle spalle porta un cognome importante, una responsabilità pesante. Lui, Ronaldo Pompeu da Silva, o semplicemente Ronaldo, non ne sente il peso. Gli illustri omonimi non sembrano interessargli. Ha altri modelli, Kakà in testa, perché oltre ad essere un campione, “fuori dal campo è un bravo ragazzo”. Classe ’90, centrocampista offensivo in forza al…

di Alessandro Brunetti – Sulle spalle porta un cognome importante, una responsabilità pesante. Lui, Ronaldo Pompeu da Silva, o semplicemente Ronaldo, non ne sente il peso. Gli illustri omonimi non sembrano interessargli. Ha altri modelli, Kakà in testa, perché oltre ad essere un campione, “fuori dal campo è un bravo ragazzo”. Classe ’90, centrocampista offensivo in forza al Padova, arriva in Italia nel 2007 e fa subito intravedere grandi doti tecniche. In terra veneta, quest’anno ha trovato poco spazio, ma su di lui sono in tanti pronti a scommettere. Intanto insegue con i compagni il sogno playoff..

Allora, Ronaldo, quante chance ha questo Padova di centrare i playoff..
“Non è facile rispondere, perchè ora non dipende solamente da noi. Comunque ci sono ancora due scontri diretti contro Livorno e Torino e noi ci crediamo. Non abbiamo nulla da perdere”.

Sabato affrontate un Sassuolo affamato, alla ricerca di punti salvezza..
“Sì, è una partita delicata, il Sassuolo non vuole correre il rischio di fare i playout e giocherà alla morte. Noi dobbiamo pensare una partita alla volta, poi quello che verrà sarà ben accetto”.

Come giudichi questa tua stagione? Sei soddisfatto?
“Bè soddisfatto no, perché speravo di trovare più spazio. Però credo di essermi fatto trovare sempre pronto quando sono stato chiamato in causa. Sono tranquillo, sono giovane e sto lavorando per crescere e giocare sempre di più in futuro”.

Un bilancio dopo due stagioni nel calcio italiano. Hai avuto difficoltà ad ambientarti?
“All’inizio sì, perché è un calcio diverso da quello sudamericano, poi mi sono abituato. Ora ho il contratto in scadenza, ma spero di rimanere ancora qua per continuare a crescere.  A me farebbe piacere rimanere, perché il Padova è una grande società e ha progetti molto ambiziosi”.

E’ vero che Costacurta disse di te: “con quel nome, non mi serve neanche vederlo giocare, lo convoco e basta”?
“Sì (ride ndr) a lui devo molto. Ma come a lui, devo molto a Claudio Valigi l’allenatore della primavera del Mantova, che mi ha insegnato tantissime cose. Poi devo ringraziare Serena che mi ha fatto esordire in serie B e Calori, che mi fatto capire tante cose del calcio italiano”.

Tu hai affrontato il Torino nella scorsa stagione, come vedi la squadra di Lerda nella corsa ai playoff?
“Sì, putroppo  non ho un bel ricordo di quella partita, perché fui espulso. Il Toro ha tutte la carte in regola per centrare e vincere i playoff. Li ha già fatti l’anno scorso e anche quest’anno ha una delle rose migliori. E’ una grande società, non merita di stare in serie B”.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy