Taibi: ‘Salvezza da festeggiare per come si erano messe le cose’

Taibi: ‘Salvezza da festeggiare per come si erano messe le cose’

Massimo Taibi si presenta in sala stampa quando il pomeriggio è ancora soleggiato, prima che un forte piovasco cada su Torino. Il portiere della promozione si sofferma sull’andamento stagionale dei granata e si concentra sugli obiettivi futuri.

INTER. Contro i Campioni d’Italia si paventa un utilizzo dal primo minuto di Taibi che afferma: “Nessuno mi ha ancora detto…

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Massimo Taibi si presenta in sala stampa quando il pomeriggio è ancora soleggiato, prima che un forte piovasco cada su Torino. Il portiere della promozione si sofferma sull’andamento stagionale dei granata e si concentra sugli obiettivi futuri.

INTER. Contro i Campioni d’Italia si paventa un utilizzo dal primo minuto di Taibi che afferma: “Nessuno mi ha ancora detto nulla. Sarebbe bello se facessimo un tempo a testa io e Jimmy Fontana. Il clima ora è molto rilassato, devo dire che a salvezza acquisita mi sento scarico. L’obiettivo è stato raggiunto. Certo se dovessi giocare non andrò a San Siro in pantofole e poi una presenza mi servirebbe per avvicinare le 300 in A, dato che sono a quota 296.

FESTE. L’ex reggino commenta l’opportunità o meno di festeggiare il traguardo raggiunto domenica scorsa: “Ad inizio stagione pensavamo di poter fare un campionato quantomeno di metà classifica. Tuttavia domenica ho festeggiato e festeggerò ancora perché un mese e mezzo fa eravamo a rischio retrocessione. Poi per chi è qui da due anni ha realizzato promozione e salvezza: un bell’andare”.

MOMENTO PEGGIORE. Taibi individua i momenti critici dell’annata granata: “L’inizio è stato traumatico perché ci aspettavamo tutti risultati migliori, poi la serie negativa coincisa con l’esonero di Zaccheroni ed infine l’ultimo periodo negativo con De Biasi. Tra i momenti migliori cito il primo periodo di GDB di nuovo sulla panchina del Toro e poi la vittoria di Roma”.

VALORE. Un quesito che accompagna spesso i giocatori del Toro in sala stampa riguarda l’effettivo valore della squadra. L’estremo difensore siciliano risponde in merito: “Come diceva un mio grande allenatore, Gigi Cagni: ‘Ognuno ha quello che si merita’. Magari avremmo potuto fare 4 o 5 punti in più ma per quello che si è visto siamo stati una squadra da salvezza”.

PROSSIMO ANNO. “Mister De Biasi ed il Presidente devono parlarsi e poi la società dovrebbe cercare di prendere i giocatori richiesti dall’allenatore (compatibilmente con il budget a disposizione). Mi auguro che De Biasi rimanga perché se lo merita e poi il Presidente mi ha detto che era contento del mister”.

AMBIZIONI. Taibi non si pente della scelta fatta in estate di restare come secondo di Abbiati: “Ho sentito un affetto incredibile nei miei confronti e ciò mi ha gratificato moltissimo. Ho anteposto volentieri il Toro a me. Non ho fatto mai polemiche, ho sostenuto sempre Abbiati (che per me è unn grande portiere). L’unica cosa che rimpiango è non aver disputato qualche partita in più, quando Christian non stava bene fisicamente e c’erano impegni molto avvicinati. Chiarisco che il mio intento non era certo quello di scalzare Christian ma di rendermi utile quando lui non era al meglio”.

ABBIATI. “Personalmente spenderei anche più di 4.2 milioni di euro per uno come lui. Acquistandolo mi metterei un casa un portiere di 29 anni dall’assoluto valore tecnico e morale, in grado di fare ancora meglio rispetto a quest’anno. Certo, i soldi non sono i miei, quindi è facile parlare… Comunque confidandomi con Christian avverto che resterebbe più che volentieri con il Toro”.

CAMPAGNA ACQUISTI. “Secondo me l’ossatura della squadra è di ottimo valore perciò confermerei ragazzi come Barone e Di Loreto. Poi al fianco di punti fermi come Rosina e Ardito inserirei 4 o 5 innesti di qualità per fare passi avanti in campionato. Mandare via 10 giocatori per prenderne altri 10 significherebbe ritrovarci tra un anno esattamente allo stesso punto di oggi”.

FUTURO. “Se andasse via Abbiati dovrei parlare con la società per chiarire la mia posizione e valutare quanta fiducia ci sia in me. Potrei anche accettare di fare da chioccia ad un portiere più giovane ma se poi lui avesse delle difficoltà dovrebbe giocare quello più esperto”. Massimo non vuole sembrare presuntuoso ma constatare che a parte Buffon ed Abbiati non vede fenomeni in giro, tutti bravi professionisti ma ai quali non si sente inferiore.

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