‘Toro, con la Reggina tutti concentrati’

‘Toro, con la Reggina tutti concentrati’

di Alessandro Salvatico

 

Penultima contro ultima, una sfida al vertice (capovolto) della classifica. Vedere Torino e Reggina dibattersi con l’acqua alla gola addolora chi ama l’una e chi ama l’altra, e tanto più chi le ha amate entrambe, come Iacopo Balestri. Una sola stagione in amaranto, due in granata, ma Iaio è stato segnato profondamente dall’esperienza…

di Alessandro Salvatico

 

Penultima contro ultima, una sfida al vertice (capovolto) della classifica. Vedere Torino e Reggina dibattersi con l’acqua alla gola addolora chi ama l’una e chi ama l’altra, e tanto più chi le ha amate entrambe, come Iacopo Balestri. Una sola stagione in amaranto, due in granata, ma Iaio è stato segnato profondamente dall’esperienza al Toro, esperienza indimenticabile tanto per lui quanto per i tifosi che hanno vissuto una promozione incredibile, e una salvezza sofferta.

Iacopo Balestri, due città lontane a confronto; com’è stata la sua esperienza al Sud?
Due realtà tanto diverse, e io mi sono trovato così bene in entrambe… A Reggio Calabria come a Torino abbiamo vissuto benissimo, perché prima di ogni altra cosa importa la gente, e quella è fantastica in entrambe le città. A Reggio c’è il mare, e per me che al mare sono nato vicino, ecco che questo è un elemento importante: vederlo ogni mattina al risveglio già ti mette bene la giornata… Il clima è favorevole, l’ambiente era bello, ci siamo davvero trovati bene. La sera mangiavamo su una terrazza sul mare…

Venire a Torino è stata una mezza pazzia, lo sa.
Io ho sempre amato le sfide. E poi, mi aveva chiamato mister De Biasi. Con lui avevamo già ottenuto diversi successi in passato. Lo sentii carico, e quando è carico e crede di poter fare qualcosa di importante, è una garanzia. Ho accettato, e ho fatto bene. Ho vissuto esperienze indelebili, come la finale giocata davanti a 60000 spettatori, alla fine di un campionato in cui ogni obiettivo a Marzo sembrava svanito, quando pareva non potessimo più nemmeno raggiungere la zona playoff, e che invece alla fine…

Il secondo anno, obiettivo salvezza, e obiettivo centrato. Ma che fatica…
Non ci credevamo neanche noi, nelle ultime giornate la situazione era talmente complicata, ci voleva un incastro incredibile. Invece poi ce l’abbiamo fatta, c’è stata la vittoria di Roma con il gol di Roberto Muzzi, vittoria insperata. Da allora sono stati fatti molti miglioramente, la rosa è stata sempre più competitiva.

Però i risultati non sono stati diversi; come mai, secondo lei?
Non è mai facile, fare bene e tenere fede alle aspettative; a inizio stagione, tutte le squadre vorrebbero l’Uefa, poi la realtà è sempre diversa. Sono stati fatti sforzi importanti, investimenti, che finora purtroppo non hanno portato quei risultati che erano nelle attese. Le ragioni possono essere varie, sicuramente di mezzo c’è la sfortuna, se è vero che sia l’anno scorso che quest’anno ho visto diverse partita in cui il Toro meritava di vincere 2 o 3 a 0, e invece magari perdeva.

Che partita si aspetta, questa sera? Disperata?
Domani, ci sarà soprattutto voglia di riscatto da parte della Reggina, se conosco l’ambiente saranno arrabbiati; hanno perso una partita difficile, avranno carica, grinta e determinazione. Per il Toro sarà un compito non facile, dopo un pari sofferto e faticoso come quello di Lecce; i granata dovranno essere concentratissimi.

Cosa ha pensato dell’esonero di mister De Biasi, lei che gli è legato?
E’ sempre la solita storia, per gli allenatori; quando qualcosa non va, è più facile cambiare una persona che non 22. Da esterno, non giudico quello che non so, d’altra parte non ero presente.

Come sta andando questa seconda annata mantovana?
Una stagione così così, i presupposti erano migliori. C’è il tempo per fare più di quanto si sia riusciti a fare finora, comunque.

A Mantova ce l’hanno davvero ancora col Torino?
Sì. Non immaginate quanto. D’altronde, per loro, qui, è stata un’occasione che si può presentare una volta ogni chissà quanto; e che oltretutto, dopo una stagione vissuta in testa per un periodo, e poi soprattutto dopo essersi assicurati la finale d’andata con un 4-2, sembrava centrata con sicurezza…
Me ne han dette, me ne han dette tante; diciamo che me le sono prese io per tutti, dai!

I tifosi ricordano la grinta di Balestri, di Brevi, di Nicola, e spesso rimpiangono, tale grinta.
Grazie, io non li dimenticherò mai. L’unico rammarico è non aver giocato il derby, in realtà. Per il resto, ho vissuto momenti forti, con la maglia granata addosso, ma nei momenti come in quelli dolorosi (e ce ne sono stati, non neghiamolo), non ho mai perso l’amore per la gente e la città; mia moglie ed io siamo stati innamorati di Torino, letteralmente. Peccato davvero non aver giocato il derby, è un pensiero che mi rimarrà sempre qui… Peccato davvero…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy