‘Toro, non hai qualità. Ma anche il Lecce…’

‘Toro, non hai qualità. Ma anche il Lecce…’

di Alessandro Salvatico

 

E’ nato a meno di 20 km da Lecce, e nel capoluogo salentino ha iniziato la sua lunga e densa carriera di calciatore professionista. Carriera che avrebbe trovato i suoi anni più significativi, però, all’altro capo d’Italia, con addosso la maglia del Torino, anzi del Toro. Parliamo di Pasquale Bruno, protagonista…

di Alessandro Salvatico

 

E’ nato a meno di 20 km da Lecce, e nel capoluogo salentino ha iniziato la sua lunga e densa carriera di calciatore professionista. Carriera che avrebbe trovato i suoi anni più significativi, però, all’altro capo d’Italia, con addosso la maglia del Torino, anzi del Toro. Parliamo di Pasquale Bruno, protagonista con entrambe le maglie (nel Lecce ha giocato ad inizio carriera, 1979-1983, e poi ancora nel 1993-’94) che si incroceranno domani, sul terreno di gioco del Via del Mare, e con il quale abbiamo parlato proprio di questa partita. Ma soprattutto del Toro.

Pasquale Bruno, ha visto giocare la squadra granata, recentemente?
Sì, la seguo sempre o quasi.

Cosa le ne è parso?
La solita squadra, purtroppo. Evidentemente non è l’allenatore che può cambiare tanto la situazione, ma sono gli ingredienti che non sono buoni. Se gli ingredienti sono scadenti, la torta non potrà che essere insipida. Dico questo con tutto il rispetto per gli attuali giocatori, non voglio fare il fenomeno; ma la realtà è questa.

Problema tecnico, caratteriale, o entrambi?
Una questione di personalità, senz’altro. Quella potrebbe aiutare. E poi, vedo davvero poca gente che possa giocare nel Toro, in questa squadra. Poca gente che possa giocare a certi livelli, in assoluto.

Cosa la infastidisce maggiormente?
Sento dire da alcuni (giornalisti, addetti ai lavori) che la squadra, tutto sommato, regge, e che contro la Roma è migliorata, etc. Ma è possibile, siamo a questi livelli? Posso capire se l’allenatore, o un dirigente, o comunque un tesserato del club esprime giudizi positivi, per non deprimere l’ambiente. Ma chi la vede da fuori, come può parlare bene di tutto questo? Domenica scorsa lo stadio era vuoto. Vuoto. E contro la Roma, quindi contro una grande; già solo questo basta per darmi una pugnalata al cuore.

Tornando ai problemi tecnici, da dove nascono?
Tutti siamo stati calciatori, per cui non voglio, ripeto, passare per fenomeno, ma chi c’è ora in questa squadra non è all’altezza. Sia chiaro che non è colpa loro, se non sono adatti, ma di chi li espone a brutte figure. I problemi esistono già alla base, comunque…

La società ha fatto errori, ma anche sforzi.
Ne ha spesi, di soldi, altroché. Venti milioni non sono mica pochi, credo che subito dopo le prime, diciamo le “grandi”, sul mercato venga il Torino. Cairo, poverino, credo la notte non ci dorma. Perché ora, a fronte degli investimenti, il rischio è reale. Eccome.

Quale la soluzione?
A questo punto, è difficile, perché il tempo è poco. Verrebbe da mandare in campo i giovani; metti un ragazzo, gli dai 25 € al mese (per modo di dire), e magari ottieni gli stessi risultati. Fa rabbia, questa situazione. Fa rabbia vedere i tifosi discutere su presunti idoli che francamente…

Che partita sarà, domenica?
Ad aspettare il Toro ci sarà un Lecce che non è che sia messo molto meglio. Ha più o meno gli stessi problemi, una salvezza difficile da conquistare e un organico di livello basso.

La differenza è questo, per i pugliesi, era nelle aspettative.
Sì, loro sanno di che morte moriranno. Per il Toro non sarà per niente semplice, ma ci spero. So quanto ci tengono, qui, io a Lecce ci vivo, ma per domenica penso sarà una partita brutta e tirata e che non voglio pronosticare.

Cosa ci vorrà, per spuntarla?
Ci vorrebbe qualcosa che si può mettere in campo, come il carattere; e qualcosa che c’è o non c’è, ossia ci vorrebbe un po’ di qualità. Nel mio Toro, dove un allenatore pur bravo come Mondonico ha ottenuto i migliori risultati in carriera, abbiamo avuto successo perché, comunque, c’erano quelli, quei cinque, che con la palla sapevano cosa fare; e per il resto, c’eravamo noi che pensavamo a “pestare”. Io, Roberto, Enrico… Ma ci vogliono, comunque, giocatori di livello.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy