”Toro, ora volta pagina: con il bel gioco si vince!”

”Toro, ora volta pagina: con il bel gioco si vince!”

di Valentino Della Casa – “Gioca come Zidane, picchia come Bruce Lee: è Manolo Pestrin, è Manolo Pestrin”. Cantava così la curva del Cesena per esaltare le prestazioni sempre positive del centrocampista romano, passato quest’estate alla Cremonese dopo la triste retrocessione con il Frosinone. Il trascorso in granata, inutile dirlo, ha un ricordo indelebile per lui, così come per…

di Valentino Della Casa – “Gioca come Zidane, picchia come Bruce Lee: è Manolo Pestrin, è Manolo Pestrin”. Cantava così la curva del Cesena per esaltare le prestazioni sempre positive del centrocampista romano, passato quest’estate alla Cremonese dopo la triste retrocessione con il Frosinone. Il trascorso in granata, inutile dirlo, ha un ricordo indelebile per lui, così come per i tanti tifosi che spesso l’anno scorso lo invocavano, sperando in un suo ritorno. Pestrin volentieri concede un’intervista in esclusiva a Toro News, per far sentire ancora una volta il suo affetto ad una piazza che non dimenticherà mai e che, soprattutto, ha sempre dimostrato di saperlo apprezzare.

Ciao Manolo, al Torino periodo breve, ma intenso.
Proprio così, non potrò mai dimenticarlo. Mi spiace solo che sia durato così poco: speravo in una conferma, che purtroppo non è arrivata. Ognuno ha fatto le sue scelte e così le strade si sono separate. Peccato, perchè si spera sempre di poter fare meglio dell’anno prima ed ero convinto che avrei potuto dare il mio contributo dopo quei quattro mesi così speciali: il mio grande rammarico è ovviamente quello di non aver centrato la promozione.

Non ce l’ha fatta neanche l’anno scorso, il Toro. Come vedi la squadra quest’anno?
Decisamente bene, anche se non mi piace fare paragoni con le stagioni passate. A mio parere bisogna “vivere alla giornata”, che non vuol dire a livello societario non programmare. Si deve saper voltare pagina: l’anno scorso il Toro ha fallito. Punto. Adesso deve ripartire, e ha un allenatore e dei giocatori importanti per poterlo fare bene. Sarebbe un vero dispiacere vedere il Torino ancora in B, l’anno prossimo: non è retorica quando si dice che questa squadra deve calcare palcoscenici importanti, basta vedere il seguito che ha e ci rendiamo conto di come sia vera questa affermazione.

E alla Cremonese come ti trovi?
Bene, sono molto determinato a far vedere quello di cui sono capace. Hanno dimostrato di credere molto in me, volendomi a tutti i costi dal Frosinone, che sinceramente non pensavo volesse cedermi. Voglio dare il massimo e ce la metterò tutta.

Torniamo al Toro, da centrocampista puoi dirci bene come sono le dinamiche in uno spogliatoio, soprattutto quando in cinque (come vuole il Torino) si deve “lottare” per due posti. Pensi che sia una scelta corretta, o credi che possa portare a qualche malumore di troppo?
Io penso che una squadra importante debba avere tanti giocatori importanti. Non credo che possa costituire un problema, quello di avere cinque centrocampisti per due posti, dipende sempre da come sono state fatte le valutazioni estive e se l’allenatore è stato accontentato o meno. L’importante è che questa scelta sia stata ponderata bene: se così è stato allora Ventura non avrà alcun problema ad “amministrare” lo spogliatoio.

E poi si cercano giocatori in grado di abbinare la fase difensiva a quella di impostazione. Insomma, più o meno le caratteristiche di Manolo Pestrin.
(Ride, ndr) Beh ma il gioco di Ventura, così offensivo, necessita di giocatori con queste capacità. E mi sembra che sia stato accontentato, perchè credo che tutti i centrocampisti attualmente in rosa siano abili in entrambe le fasi. Chi mi piace di più? Mi hanno parlato molto bene di Suciu, che però non conosco di persona perchè quando ero arrivato, purtroppo si era infortunato gravemente al ginocchio a Viareggio. È giusto che il Toro decida di puntare su di lui: è un giovane della Primavera, da lanciare definitivamente su palcoscenici importanti. Può fare bene, così come tutti gli  altri giocatori di categoria che ha a disposizione mister Ventura: conoscono bene la B e sanno come reagire durante i momenti di difficoltà.

Un’ultima parola proprio sul mister, che da molti viene individuato come il punto di forza della squadra. Tu cosa ne pensi?
Più che Ventura in sé, direi che il bel gioco può essere l’arma in più del Torino. Mi sembra che il mister punti molto sul collettivo, e poco sulle giocate individuali: buona scelta. Se saprà portarla avanti, avrà tutti i presupposti per fare bene anche a Torino. L’esperienza, d’altra parte, non gli manca di certo.

(Foto: M. Dreosti)

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