”Toro più attrezzato per i play off”

”Toro più attrezzato per i play off”

di Valentino Della Casa – Francesco “Ciccio” Romano ha bisogno di poche presentazioni. Colui che diventò il celebre regista del Napoli di Maradona (tra l’86 e l’89) è anche uno dei tanti doppi ex di Torino e Triestina. Con i granata, giocò per due anni, dall’89 al ’91, segnando 6 reti in 60 partite. Con gli alabardati, che lo rilanciarono magnificamente dopo il grave infortunio…

di Valentino Della Casa – Francesco “Ciccio” Romano ha bisogno di poche presentazioni. Colui che diventò il celebre regista del Napoli di Maradona (tra l’86 e l’89) è anche uno dei tanti doppi ex di Torino e Triestina. Con i granata, giocò per due anni, dall’89 al ’91, segnando 6 reti in 60 partite. Con gli alabardati, che lo rilanciarono magnificamente dopo il grave infortunio subito a inizio carriera al Milan, giocò ben 129 partite, segnando 22 reti. Contattato in esclusiva da TN, Francesco Romano ci racconta la “sua” Torino-Triestina.

Francesco Romano, Toro-Triestina è una partita che vuole dire tanto per lei, per il suo passato.
Vuol dire tanto soprattutto alle due compagini. Per me sono solo felici ricordi. Ho vissuto molto bene in entrambe le città e ho avuto un ottimo rapporto con le due tifoserie. Ma è il presente che deve parlare: il Toro deve assolutamente tenere alta la guardia, perché Padova, Livorno, Empoli e Pescara non restano a guardare; la Triestina, invece, si gioca una delle sue ultime chances per evitare la retrocessione diretta. Prevedo una partita con pochi tatticismi e tanto agonismo.

A proposito di analisi tattiche. A Torino il centrocampo ha spesso trovato difficoltà: poco filtro, poca proposizione in avanti. Da ex regista cosa ne pensa?
Partiamo dal presupposto che questo Torino dobbiamo immaginarcelo da primi posti. Ecco, io dico che sarebbe riduttivo dire che il solo centrocampo ha deluso: tutto il Toro avrebbe potuto e dovuto fare meglio. Sarebbe limitativo e costituirebbe un alibi attribuire le colpe di un’annata storta ad un solo reparto, è stato il collettivo che ha leggermente tradito le aspettative.

Chi non le tradisce mai è Rolando Bianchi.
Ha sempre segnato e si sta dimostrando un grande attaccante. Mi sarei meravigliato se fosse stata una stagione di magra, per lui.

Che giudizio da al campionato del Toro?
Ribadisco quanto detto sopra: eravamo tutti d’accordo a inizio campionato a giudicare Toro, Atalanta e Siena come contendenti per i primi due posti. Il primo è venuto meno nei momenti più importanti, ma non parlerei di “delusione”. Ad ogni modo, può comunque raddrizzare la stagione: i play off sono un match point interessante, e il Toro è decisamente attrezzato per vincerli.

Per quanto riguarda la Triestina, invece?
Sinceramente, non mi aspettavo di vederla così giù. Credo che, allo stato delle cose, sarebbe già un grande risultato arrivare ai play out, dato che reputo piuttosto difficile la salvezza al termine della regular season. Spero comunque che ce la faccia, la Triestina mi ha dato tantissimo, dopo l’infortunio al Milan: mi ha rilanciato e mi spiacerebbe vederla retrocedere.

Come ci dipingerebbe la sua carriera, Ciccio Romano?
Al Milan sono stato da ragazzo, è stata un’esperienza molto formativa, vissuta in un momento di grande incertezza, con la retrocessione del club rossonero. Poi l’infortunio, il grande rilancio con la Triestina e la consacrazione a Napoli. Qui ho riacquistato veramente la consapevolezza dei miei mezzi, e il passaggio al Toro è stata la naturale conseguenza, il naturale premio, per quanto avevo fatto in passato.

Grazie mille, Romano.
Grazie a voi, un saluto a tutti i tifosi del Toro.

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