”Toro, quanto mi dispiace”

”Toro, quanto mi dispiace”

di Valentino Della Casa

 

Oltre 130 goal segnati in carriera, un trascorso felice sia a Padova, la sua città e la squadra che l’ha lanciato nel calcio professionistico, e a Torino (con cui, di fatto, ha chiuso la carriera). Non c’era miglior doppio ex di Pippo Maniero per commentare la Partitissima di domenica, visto anche il grandissimo potenziale offensivo delle due compagini. Attalmente, Maniero è…

di Valentino Della Casa

 

Oltre 130 goal segnati in carriera, un trascorso felice sia a Padova, la sua città e la squadra che l’ha lanciato nel calcio professionistico, e a Torino (con cui, di fatto, ha chiuso la carriera). Non c’era miglior doppio ex di Pippo Maniero per commentare la Partitissima di domenica, visto anche il grandissimo potenziale offensivo delle due compagini. Attalmente, Maniero è alla sua prima esperienza di allenatore al Maserà (in prima categoria) e contattato in esclusiva da TN analizza con noi il momento dei granata e dei patavini.

Pippo Maniero, in una partita da dentro-fuori come questa quale può essere la chiave di volta, per uno che ha vissuto anche quell’incredibile Toro-Perugia da sessantamila tifosi allo stadio?
Sarà una gara stupenda, con tantissimo agonismo, ma anche tanta tensione. In queste partite la qualità può venire meno: il Toro, infatti, sulla carta è una squadra fortissima, ma il Padova ha dalla sua un’organizzazione di gioco notevole, grazie anche al nuovo mister Dal Canto. Vincerà chi avrà più motivazioni.

E in questo senso potrà sicuramente essere utile un Olimpico gremito.
Esattamente, anche se il giocatore del Toro deve essere attento a non farsi buttare giù qualora il risultato con il passare dei minuti non si sbloccasse o il Padova andasse in vantaggio. In quel caso, paradossalmente, lo stadio stracolmo potrebbe essere un’arma che si ritorce contro. Però diciamo anche che passare in vantaggio davanti al proprio pubblico di casa, soprattutto a Torino, ti da quella carica in più che difficilmente trovi in altri ambienti.

Da ex attaccante come giudichi i due reparti delle due squadre?
Io reputo che l’attacco del Padova abbia dimostrato qualcosa in più di quello del Toro. Ma ci terrei a precisare che in entrambi i casi parlo completamente da esterno, da chi segue sui giornali e guarda le partite. El Sharaawy, De Paula e Ardemagni sono stati bravissimi a sostituire gli infortunati Di Gennaro, Succi e Vantaggiato, andando a rete con grande continuità e facendo le fortune di Dal Canto, abile a saper gestire bene il gruppo in questo senso. Nel Toro, invece, noto ancora una volta la Bianchi-dipendenza dello scorso anno. Iunco e Sgrigna stanno facendo benino, mentre sta rendendo meglio Antenucci. Il reparto è comunque di primissimo livello, ma avrebbe potuto dare qualcosa in più, come tutto il Toro, del resto.

C’è un po’ di amarezza, in queste tue ultime parole.
Già, in effetti mi dispiace dover ancora una volta dire che il Toro abbia reso meno di quanto avrebbe dovuto. Non sono l’unico a dire che avrebbe dovuto giocarsela con Siena e Atalanta, al massimo per il quarto posto. Vederlo lottare, invece, per arrivare sesto all’ultima partita mi fa male: a Torino ho vissuto un anno eccezionale, e i tifosi meriterebbero molto di più. È anche per questo che penso che la partita di domenica sarà ancora più difficile per i granata, rispetto a quanto si possa pensare.

Perchè?
Perchè il Padova giocherà con la mente libera: se non riuscirà ad arrivare nei play off, poco male. Hanno già disputato una stagione strabiliante, fino a due mesi fa dovevano preoccuparsi di non retrocedere. Il Toro, invece, ha moltissimo da perdere, per cui non sarà una partita semplice, nonostante giochi in casa e possa contare su tanta qualità. Ci vorrà tanto, tantissimo sangue freddo.

Grazie mille, Pippo.
Grazie a voi, e un saluto a tutti i tifosi del Toro!

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