‘Toro vecchio? No, sarà un giusto mix’

‘Toro vecchio? No, sarà un giusto mix’

Si è guadagnato la simpatia (e la riconoscenza) dei tifosi granata fin da subito: la scorsa estate fu lui a spingere Urbano Cairo in direzione Torino. Il futuro presidente era in vacanza a Forte dei Marmi. Una telefonata e via, l’avventura iniziò. L’avvocato Trombetta è colui che dinanzi ad una richiesta del sindaco Chiamparino non ebbe dubbi: l’uomo giusto per il destino granata era Urbano Cairo.
Avvocato, come…

di Ermanno Eandi

Si è guadagnato la simpatia (e la riconoscenza) dei tifosi granata fin da subito: la scorsa estate fu lui a spingere Urbano Cairo in direzione Torino. Il futuro presidente era in vacanza a Forte dei Marmi. Una telefonata e via, l’avventura iniziò. L’avvocato Trombetta è colui che dinanzi ad una richiesta del sindaco Chiamparino non ebbe dubbi: l’uomo giusto per il destino granata era Urbano Cairo.
Avvocato, come mai ha scelto di proporre il Toro a Cairo?
"Tutto è nato il 10 di agosto, dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Mi sono rovinato le vacanze ma ne sono felice. Non è stata, comunque, una fatica, la definirei un’avventura piacevole. Credo che sia stata una fortunata coincidenza, quella di avere individuato immediatamente una persona, Urbano Cairo, che si è reso disponibile ed è riuscito nel suo intento grazie alle sue indubbie capacità e all’ausilio dello staff tecnico".
Lei si sente un po’ come il padre putativo dell’attuale serie A?
"No, mi sento un appassionato che ha sempre praticato questo sport, prima da calciatore, poi da dirigente, secondo determinati principi. Tutto qui”
A quali principi si è ispirato?
"Lealtà e competitività. Il calcio deve puntare sui giovani, bisogna riportare le famiglie allo stadio, i tifosi devono vivere il Toro dal vivo. Poi, una volta accettata la sfida chi vince è il migliore, anche se la palla è rotonda. Gasparetto docet. Per un millimetro noi siamo in serie A e il Mantova no, il calcio è imprevedibile. Noi faremo di tutto per mantenere la serie A, anzi un’ottima serie A"
Alcuni sostengono che l’attuale campagna acquisti è un po’ “vecchia”..
"Anche l’anno scorso avevamo degli "anziani", ma il loro apporto è stato determinate. Con i giovani formano un’amalgama indispensabile per costruire il futuro"
Quali devono essere le caratteristiche di un giocatore che viene al Toro?
"Prima di tutto che sia una persona seria, che abbia voglia di sacrificarsi, consapevole d’indossare una maglia piena di storia e prestigio e per questa deve grondare sudore e dare tutto, un po’ come abbiamo fatto noi dirigenti, in senso metaforico".
Tre aggettivi per descrivere la seria A?
"Grande soddisfazione per i tifosi, bella, inattesa e stupenda. Aggiungo anche permanente, spero che non si parli mai più di B".
E per Cairo?
"Ne basta uno: inimitabile!"

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