Una serie A dolce come il miele

Una serie A dolce come il miele

Tra milioni di alveari, c’è ne sono alcuni dove le api sono diverse, oggi sono in festa, sbattono le ali al ritmo dei cori della Maratona e producono un miele dal sapore di serie A. Siamo a Montanaro, tra propoli, arnie e sciami ci accoglie Alessandro Gallea, apicoltore granata. È timido, riservato, ma dal suo sorriso spicca una sensibilità profonda.

Come mai ha deciso di fare l’apicoltore?

di Ermanno Eandi

Tra milioni di alveari, c’è ne sono alcuni dove le api sono diverse, oggi sono in festa, sbattono le ali al ritmo dei cori della Maratona e producono un miele dal sapore di serie A. Siamo a Montanaro, tra propoli, arnie e sciami ci accoglie Alessandro Gallea, apicoltore granata. È timido, riservato, ma dal suo sorriso spicca una sensibilità profonda.

Come mai ha deciso di fare l’apicoltore?
“Prima facevo il geometra, poi, per amore della natura mi sono dedicato alle api. Il prossimo anno avrò trecento alveari. La vera difficoltà è seguire la fioritura delle piante, adesso produco il miele d’acacia, di castagno e di tiglio”

Secondo lei, che tipo di miele è adatto hai tifosi granata?

“Sicuramente quello di acacia, perché è quello più pregiato. Il Toro vuole il meglio. Pensi che la mia azienda la volevo chiamare ‘Azienda Apistica Curva Maratona’”

Ai bianconeri che miele consiglia?

“Quello scadente. Quello che ho fatto dieci anni fa, che è andato a male.”

Come spiega, apisticamente, il miracolo del Toro?

“È stato grande! È come un alveare che era sul punto di morte, ed è stato rivitalizzato e ha prodotto due quintali di ottimo miele.”

Mi parli dell’ape regina, cosa ne pensa di Cairo?

“Cairo, è l’ape regina che ha dato l’impatto giusto all’alveare, è stato maestoso”

Che insetticida usa per allontanare le api bianconere dai suoi alveari?

“Niente chimica, nessuna sostanza tossica. Ho messo un cartello con scritto fuori le api gobbe!”

È meglio la pappa reale o il nandrolone?

“Sicuramente la pappa reale, è sana e pulita. Anzi il prossimo anno la porto ai giocatori del Toro prima delle partite. Altro che il doping!”.

L’uomo dolce come il miele, sorride, torna a produrre il delizioso nettare, fischietta “ancora Toro” e lietamente si avvia verso gli alveari.

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