Vittorio Sgarbi: “Cairo premier? Non l’ha mai pensato, ma sarebbe l’anti Di Maio”

Vittorio Sgarbi: “Cairo premier? Non l’ha mai pensato, ma sarebbe l’anti Di Maio”

Esclusiva / Domenica allo stadio al fianco del presidente del Toro un tifoso spallino doc: “Spero la Spal si salvi”

di Marco Parella

Buongiorno Vittorio Sgarbi. Strano parlare di calcio con lei, ma domenica l’abbiamo vista in tribuna al Grande Torino in compagnia del presidente Cairo. Ci spiega il legame?
Ho incontrato Cairo al Salone del Libro, mi ha invitato nel suo stand e mi ha detto che di lì a poco sarebbe andato allo stadio. La cosa di per sé non mi avrebbe attratto e lui non mi avrebbe visto particolarmente entusiasta se non mi avesse detto che il Torino affrontava la Spal. Io avevo un “buco” prima di partire per Milano e così ho colto l’occasione.

Lei è nato proprio a Ferrara, sentire nominare la Spal è stato un ritorno di fiamma?
Il mio rapporto con il calcio si è interrotto nel ’68 quando la Spal è andata in Serie B. Fino a quel momento nutrivo qualche interesse per il calcio, tenevo per la Spal per appartenenza e per la Juventus, perché mi sembrava la squadra più forte. Ho smesso di seguire nel ’68, un po’ per la retrocessione, un po’ perché in quel periodo ogni interesse sportivo è passato in secondo piano.

Come ha ritrovato il calcio, cinquant’anni più tardi?
C’è molta pubblicità oggi e, come già avevo fatto notare una volta a Berlusconi, il campo è troppo lontano dagli spalti, si vede meglio in televisione, è frustrante. Forse un tempo il calcio era più poetico, ma il buon calciatore, la buona squadra la riconosci anche oggi. Vuol dire che rimane nelle persone una qualche attitudine psicologica ad affezionarsi nonostante tutto. Però adesso che c’è la televisione, tanto vale starsene a casa.

Com’è stata l’esperienza allo stadio in compagnia del presidente del Torino?
Ho visto che esistono questi lussuosissimi appartamenti che chiamano palchi, dove si fa di tutto tranne guardare la partita. Io ero con le mie figlie che vedevano una partita di calcio per la prima volta in vita loro, c’era Cairo, suo figlio, gli uomini del suo entourage. Siamo arrivati in un momento molto positivo per la Spal, che stava vincendo 1 a 0. Sono andato via sull’1 a 1 ed ero già fuori quando il Torino ha segnato il 2 a 1- Ero un po’ dispiaciuto, Cairo invece tutto esaltato.

Avete parlato di calcio?
Di calcio per nulla, ci siamo solo preoccupati che la Spal non vada in B. La prossima partita dovrà vincere, speriamo che si salvi.

VENICE, ITALY - SEPTEMBER 02: Vittorio Sgarbi attends the "La Pecora Nera" premiere during the 67th Venice Film Festival at the Sala Grande Palazzo Del Cinema on September 2, 2010 in Venice, Italy. (Photo by Gareth Cattermole/Getty Images)
VENICE, ITALY – SEPTEMBER 02: Vittorio Sgarbi attends the “La Pecora Nera” premiere during the 67th Venice Film Festival at the Sala Grande Palazzo Del Cinema on September 2, 2010 in Venice, Italy. (Photo by Gareth Cattermole/Getty Images)

Che idea si è fatto di Urbano Cairo sportivamente e professionalmente?
È uno molto sveglio che, come Agnelli, riproduce il tema del giornale. Ha comprato il Corriere e invece della Juventus ha dovuto prendere il Torino, ma è evidente che per i nuovi imprenditori quello dell’Avvocato sia un modello molto forte…

Ahia, un parallelo un po’ dolente per i tifosi granata.
Perché dolente?

Beh, sa, con la Juventus che vince tanto…
E va beh, un giorno vincerà anche il Toro!

Torniamo a Cairo. Nelle scorse settimane qualcuno ha proposto il suo nome come papabile Presidente del Consiglio. Lei ci crede?
Lo dicono da mesi che Cairo avrebbe una certa inclinazione per la politica, ma è tutto senza fondamento. Non l’ha mai pensato e nessuno ha mai pensato a lui. Quando ci sono le elezioni e si cercano buoni finanziatori forse si pensa a Cairo, ma tolto quel momento non c’è altro.

Forse qui il parallelo che qualcuno vuole cogliere è con il suo mentore, Silvio Berlusconi.
Non escludo che in futuro, in un panorama della politica così degradato, alcuni possano pensare di prendere una posizione di supplenza, come aveva in mente Della Valle. In realtà Cairo oggi mi pare del tutto estraneo per istinto, volontà e desiderio. Però se dovessero chiederglielo e ci fosse l’urgenza storica di avere una persona che nel lavoro abbia una pratica diversa sa quella di questi mentecatti che vediamo oggi, dai Cinquestelle in avanti, non lo escludo.

Siamo proprio al limite della fanta politica?
Il degrado è irreversibile, per cui per cercare di frenarlo bisogna rivolgersi a persone che almeno abbiano combinato qualcosa nella loro vita, quindi diciamo che Cairo sarebbe l’anti Di Maio, in questo senso. Non mi sento di escludere che ne nascerà la necessità, ma al momento non è ancora avvenuto e non mi pare Cairo abbia questo desiderio.

Che rapporto ha Vittorio Sgarbi con Torino?
Venni alla prima edizione del Salone del Libro e per me Torino è un appuntamento stabile da trent’anni. Vengo spesso a Torino, quando ero assessore a Milano ho inventato il festival “MiTo”, ho organizzato mostre e iniziative culturali. Ho buoni rapporti con tutte le autorità locali. Con Chiamparino, con Fassino, ho conosciuto persino la Appendino. Una delle mie figlie è nata a Biella per cui conosco queste zone. E poi ho avuto un sacco di fidanzate torinesi…

17 Commenta qui

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  1. peter1 - 4 giorni fa

    Per chi tifa per Cairo in politica pensi alla parabola discendente di Borsano (un altro che a un certo punto della sua vita voleva scimmiottare Berlusconi!!) e, conseguentemente, del Toro, nella seconda metà degli anni novanta. Quanto a Sgarbi il suo tifo per la juve è figlio della schizzinosità dell’intellettuale verso il mondo del calcio: ne parlano tutti e, in quell’ambito, quella squadra ha più tifosi degli altri club, ergo le simpatie vanno al più forte, o appare come tale anche a chi se non si è mai interessato di calcio.

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  2. dattero - 5 giorni fa

    andrea,non e’ italiana

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    1. Andrea Valentino - 5 giorni fa

      Grazie della risposta, come immaginavo, speriamo si facciano avanti il prima possibile, e che riescano a convincere il venditore di fumo

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  3. torinodasognare - 5 giorni fa

    VG tu hai le scoregge al posto dei dendriti!

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  4. VG - 6 giorni fa

    Abbiamo proprio un bel presidente gobbo merdoso, cari zerbini e fate più schifo di lui

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  5. vittoriogoli_635 - 6 giorni fa

    Cairo dice sempre l’opposto di quello che farà,se ha detto che non pensa alla politica vuol dire che tenterà.
    Però sono fatti suoi e di nessun interesse per noi tifosi.
    Una postilla: viene ritenuto persona astuta , si credo lo sia ed anche molto fortunato e con gli agganci giusti.
    Inteligente non so dovrà dimostrarlo, più si sale sulla scala e più la gente ti osserva , per cui di ballon d’essai occorrerebbe farne uso moderato.

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  6. dattero - 6 giorni fa

    in politica ci andra’

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    1. Andrea Valentino - 6 giorni fa

      Ciao, perdona il disturbo, ma ero curioso di sapere se l’identità di cui scrivevi è straniera o italiana. Grazie

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  7. dukow79 - 6 giorni fa

    “Cairo è uno molto sveglio che, come Agnelli, riproduce il tema del giornale. Ha comprato il Corriere e invece della Juventus ha dovuto prendere il Torino,” – grande Sgarbi lol godo alla faccia di quelle merde dei papa boys…

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    1. dukow79 - 6 giorni fa

      “Invece di prendere la Juventus si è dovuto accontentare di prendere il Torino.” – questo è il titolo dell’intervista altro che Cairo Premier. Questa è la risposta a tutte quelle merde che affermano che chi attacca Cairo è un gobbo. La verità è che il vostro amato presidente si è comprato il Torino perchè non poteva permettersi la Juventus vergognatevi siete peggio delle merde bianconere…

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  8. Bischero - 6 giorni fa

    Redazione… Per cortesia…. Certi personaggi evitiamo. Grazie

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  9. user-13685686 - 6 giorni fa

    Tanto colto quanto cafone arrogante becero e gobbo pezzo di merda

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    1. fabrizio - 6 giorni fa

      sintesi perfetta!!!

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  10. rokko110768 - 6 giorni fa

    Su Sgarbi avete già fotografato lo scenario. Mi limito solo a dire che Cairo alla politica ci pensa eccome, ma siccome è tutto tranne che uno sprovveduto credo che semplicemente faccia un passo alla volta. Ci arriverà e quando ci arriverà sarà per essere un protagonista, oltre a tutelare sè stesso.

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  11. Daniele abbiamo perso l'anima - 6 giorni fa

    Il degrado non riguarda solo la politica. Una volta come coscienza sociale avevamo gli intellettuali. Quelli veri.
    Oggi abbiamo gli Sgarbi, un buon critico di arti figurative che di letteratura e di politica sa ben poco, e anche di calcio (cultura popolare ) non capisce una mazza.

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    1. tric - 6 giorni fa

      Completo: però è bravissimo a pontificare e litigare col prossimo.

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    2. torotorotoro - 6 giorni fa

      mah, non credo sia nemmeno un buon critico… affabula, la conta lunga, se la canta e se la suona, sostanza zero.
      Infatti è un gobbo

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