Ziliani: ‘Un Toro da Uefa’

Ziliani: ‘Un Toro da Uefa’

Tempo di pagelle, non di gioco ma di mercato, e Paolo Ziliani è uno che si intende di numeri del calcio e non solo. Gli abbiamo chiesto un parere sugli acquisti del Toro e sul futuro del calcio italiano, ad un anno dallo scandalo di Calciopoli, che potrebbe aprire nuovi scenari.

Ziliani, a freddo, un voto al mercato del Toro.

Direi 7. Che motivo, innanzitutto, con l’acquisto forse meno…

di Redazione Toro News

Tempo di pagelle, non di gioco ma di mercato, e Paolo Ziliani è uno che si intende di numeri del calcio e non solo. Gli abbiamo chiesto un parere sugli acquisti del Toro e sul futuro del calcio italiano, ad un anno dallo scandalo di Calciopoli, che potrebbe aprire nuovi scenari.

Ziliani, a freddo, un voto al mercato del Toro.

Direi 7. Che motivo, innanzitutto, con l’acquisto forse meno considerato, e cioè quello di Novellino. Che non ha mai fallito una stagione, in carriera, da Ravenna a Venezia, da Napoli a Piacenza per finire a Genova (sponda Samp). Il carattere è quello dei Giagnoni e dei Radice, la competenza superiore a quella di allenatori più celebrati, ma capaci soprattutto di vendere bene la propria immagine. Con lui giocò bene, e con continuità, persino Recoba. Come si dice in questi casi: Santo subito.

In quale reparto, secondo lei, il Toro ha agito meglio?

Ripensando alle sofferenze di un anno fa e al penoso dibattersi in avanti di Stellone, Abbruscato, Muzzi e via dicendo, l’attacco ha fatto un deciso salto di qualità. Di Michele, in particolare, può essere l’uomo da 17-18 gol che al Torino di Zac e De Biasi è mancato. Con un attacco all’altezza, poi, a Rosina non si dovrà chiedere ogni volta di cantare e portare la croce.

In quale reparto nota invece ancora qualche carenza?

Con Corini, Novellino ha la certezza di avere l’uomo attorno al quale far girare la squadra: il Volpi stile Piacenza e Samp, per intenderci. In difesa, detto che i colpi di Sereni (acquisto) e Comotto (riscatto) sono stati ottimi, dà l’impressione di essere un po’ legnosa la batteria dei centrali (Natali, Franceschini, Di Loreto). Ma potrei sbagliarmi.

Ha fatto bene Cairo a non rinnovare tutti i contratti in scadenza?

Il mio pensiero è che dopo il trauma della stagione scorsa, con lo spauracchio della B sempre incombente, sia stato giusto dare un taglio netto con il passato.

Qual è stato l’acquisto più azzeccato?

Di Novellino ho detto. Tra i giocatori, Sereni, Corini e Di Michele. Il primo ha i mezzi per fare meglio di Abbiati; Corini, a dispetto dell’età, avrebbe meritato di essere tra i 23 azzurri ai mondiali di Germania; in quanto a Di Michele, dipende tutto dalla sua testa. Ma i piedi che madre natura gli ha fornito sono quelli di un brasiliano.

Cairo ha promesso un colpo: dovesse ipotizzare un nome? Bojinov?

C’è già Di Michele: una testa calda da gestire basta e avanza. Un giovane per cui stravedo è Nocerino, ex Piacenza, che alla Juve non è rimasto volentieri: c’era Firenze che lo aspettava a braccia aperte, lui alla Juve teme di non trovare spazio. Insomma: giovane, di bell’avvenire, insofferente ai colori juventini. Un bel biglietto da visita, in chiave-Toro: non trovate?

Quali giocatori consiglierebbe ancora al Toro?

L’ingaggio che Moratti gli passa è altissimo: ma Cruz, l’argentino dell’Inter, ha dimostrato di fare la fortuna di tutte le squadre in cui ha giocato. Tra l’altro, Cruz non ha escluso l’eventualità di lasciare Milano, visto che in attacco all’Inter sono le metà di mille. Insomma, una follia per lui la farei. In alternativa, proverei a riportare in granata Semioli. Con lui e Rosina il Torino avrebbe la coppia di esterni più forte (e giovane) del campionato. Impossibile fermarli.

Per concludere sul mercato, che posizione potrebbe ambire il Toro con questa squadra?

Novellino due anni fa sfiorò una clamorosa qualificazione alla Champions: fu l’Udinese a piazzarsi al quarto posto, beffando la Samp. Considerata la bravura dell’allenatore, credo che il Torino, un altr’anno, possa battersi per un 6°-7° posto capace di regalare al club granata il lasciapassare per la Coppa Uefa.

E’ partito anche il ritiro dei giocatori disoccupati a Coverciano, c’è qualcuno che a suo avviso potrebbe essere utile al Toro?

Ho letto che tra i disoccupati c’è, tra gli altri, Pancaro. Insomma, mettiamola così: se c’è un giovane della Primavera che promette bene, proviamo il giovane. Per le vecchie glorie, c’è sempre tempo.

Qual è la squadra che ha operato meglio finora sul mercato?

C’è molta euforia nei confronti della Juventus, ma forse l’entusiasmo è eccessivo: la difesa lascia molto a desiderare e in attacco ci ritroveremo davanti al tormentone Del Piero. Vedremo come Ranieri si porrà di fronte a questo vero e proprio scoglio. Tornando alla domanda, al termine del mercato manca ancora un mese e mezzo e quindi è presto per fare bilanci. Fino ad ora si sono mosse bene Udinese, Palermo, Fiorentina (nonostante Toni) e lo stesso Torino.

Pochi i colpi realmente realizzati, il motivo può essere che ora c’è una forte concorrenza da parte di Spagna e UK?

Bisogna ammetterlo, la disinvoltura con cui spagnoli e inglesi mettono mano al portafogli, da noi è sparita: vedi Real Madrid che acquista Pepe (non Beckenbauer) per 30 milioni di euro. Ma potrebbe non essere un male: specie se si ripensa al Milan che acquista Kakà per 8 milioni di euro pagandolo meno di Legrottaglie, passato dal Chievo alla Juventus. Per intenderci: prendere Pato, 17 anni, a 15 milioni potrebbe essere l’affare del decennio. Certo, bisogna aver voglia di rischiare.

Cosa ne pensa di Abbiati all’Atletico di Madrid?

Guadagnerà bene, perché in Spagna le tasse ti lasciano in tasca il 75 % (e non il 50) del lordo italiano. Lui i numeri li ha: ma il carattere di uno Zenga, o di un Buffon, non si compra al supermercato. Insomma, speriamo parta col piede giusto.

Secondo lei sono azzeccate le scelte di alcuni di andare a giocare all’estero?

Lucarelli in Ucraina guadagnerà 5 volte quel che guadagnava in Italia; Bianchi al Manchester City altrettanto; Toni al Bayern Monaco è oggi uno dei 20 giocatori più pagati d’Europa. Toni ha più di 30 anni, Lucarelli pure: quello che hanno firmato è l’ultimo contratto importante della loro carriera. Insomma: nei loro panni come ci saremmo comportati?

A un anno dalla vittoria mondiale e dallo scandalo Calciopoli, come giudica il calcio italiano: è più credibile o è rimasto lo stesso?

Ho solo una curiosità. Tra qualche mese la Procura di Napoli mostrerà le carte dei contatti telefonici segreti, sulle utenze riservatissime del Liechtenstein, che Moggi ha intrattenuto con arbitri, dirigenti arbitrali, dirigenti federali e fedeli scagnozzi anche nel 2005-2006: un campionato diverso da quello giudicato dalla giustizia sportiva (il 2004-2005). Ebbene, a meno che il Palazzo non dica chiaro e tondo: “Scurdammoce ‘o passato! Non possiamo permetterci altri processi e altre retrocessioni a tavolino”, sono curioso di vedere con quali equilibrismi si tenterà di evitare alla Juventus, dato che Moggi era il suo direttore generale e Giraudo il suo amministratore delegato, le sanzione che il codice di giustizia prevede. A meno che nottetempo qualcuno non l’abbia riscritto, e non ce l’abbia detto…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy