Federico Giraudo: “Sono rimasto nel Vicenza fallito. Ma il grande sogno si chiama Toro”

Federico Giraudo: “Sono rimasto nel Vicenza fallito. Ma il grande sogno si chiama Toro”

Esclusiva TN / Il terzino sinistro di proprietà granata, ieri all’esordio in Nazionale Under 20, si racconta sulle nostre colonne

di Lorenzo Bonansea, @BonanseaLorenzo

Era difficile chiedere di meglio, alla prima stagione da professionisti per Federico Giraudo: il terzino classe ’98 di proprietà granata ha giocato sinora 22 partite in Lega Pro con la maglia del Vicenza, guadagnandosi anche la chiamata in Nazionale Under 20 – con cui ha esordito ieri pomeriggio nella sconfitta contro la Svizzera. Un anno ricco di soddisfazioni personali, dunque, quello del difensore del Torino, che ha deciso di restare a Vicenza nonostante i problemi societari e che adesso sogna una chance con la prima squadra granata.

Ciao Federico. Prima di tutto, come procede la tua avventura al Vicenza? Al primo anno tra i professionisti oltre 20 presenze non sono affatto male.

Sono molto contento di questo, il calcio dei professionisti è molto diverso e anche i giovani a volte fanno fatica ad emergere, soprattutto nella prima stagione. Sapevo che sarebbe stato difficile ma anche che avrei potuto dire la mia, e sono molto contento di aver scelto Vicenza. Perché nonostante i problemi è una piazza storica, con dei tifosi fantastici e per il mio primo anno non potevo scegliere di meglio.

Giraudo

A gennaio la società vicentina è stata dichiarata fallita. Come mai hai deciso di restare lo stesso?

Ci sono stati problemi non indifferenti, è vero, e noi chiaramente ci trovavamo in una situazione un po’ imbarazzante perché non sapevamo bene cosa fare. Come molti altri, inizialmente avevo l’idea di andare altrove, ma poi le cose si sono evolute in un certo modo e si è deciso che si sarebbe andati avanti fino alla fine dell’anno. Così abbiamo deciso di rimanere, e sinceramente sono contento di questo. Anche perché piazze come Vicenza non ce ne sono molte in Lega Pro e sono felice di esser rimasto col gruppo fino alla fine.

Tra le soddisfazioni personali, è arrivata anche la chiamata in Under 20. Ieri hai esordito con questa selezione contro la Svizzera, dopo aver fatto parte di Under 19 e Under 18.

Anche questa è stata una soddisfazione importante, esordire in Under 20 dopo aver fatto tutta la trafila nelle Nazionali giovanili a livello personale è molto bello. Vestire la maglia azzurra è un orgoglio immenso e spero ci saranno altre opportunità.

Nel gruppo Under 20 c’è anche Andrea Zaccagno, che condivide con te l’appartenenza alla grande famiglia granata. Avete avuto modo di parlare di Toro tu e lui?

Siamo stati pochi giorni insieme, ma sicuramente c’è un rapporto diverso tra me e lui rispetto a quello con gli altri. Abbiamo avuto modo di parlare delle nostre vicende attuali, ma non del futuro o del Toro. E’ stata anche per questo una bella esperienza.

Tu sei cresciuto nel Toro dall’età di 7 anni. Cosa vuol dire questo, per te, nel tuo mestiere di calciatore?

L’aria che si respira a Torino, come dicono tutti, è diversa da qualsiasi altra cosa. Me ne sto rendendo conto non tanto nei 10 anni che ho passato li, ma adesso che sono fuori: a livello caratteriale c’è qualcosa che rimane ed è diverso dal resto, ed è una qualità che gli insegnanti del Torino t’inculcano e ti porti dietro per sempre. E’ stato un privilegio per me.

Lo scorso anno hai avuto modo di lavorare con Coppitelli, che quest’anno sta guidando la Primavera granata alla finale di Coppa Italia. Senti ancora qualcuno? E che impressioni hai del gruppo granata?

Io la Primavera la continuo a seguire, anche grazie al vostro sito. La Primavera è un punto di riferimento e io che ci sono passato solo un anno fa ho un occhio di riguardo per questa squadra, visto che conosco molti giocatori e il mister. Il mister sta facendo un grande lavoro, e si sta vedendo: la riforma ha alzato il livello del campionato, però penso che Coppitelli stia facendo grandi cose e la finale di Coppa Italia lo dimostra. La vetrina è importantissima per i ragazzi, poi a San Siro… Se lo meritano tutti e speriamo ci sia un risultato positivo per noi.

A questo punto della stagione, quali sono i tuoi obiettivi?

Chiaramente è la salvezza, con tutti i problemi avuti l’obiettivo dichiarato è quello. Cercheremo di gettare il cuore oltre l’ostacolo per raggiungerlo. L’obiettivo personale, invece, è naturalmente quello di fare più presenze possibili e potermi fare vedere anche dalla Nazionale, che è sempre una grande soddisfazione.

E nel tuo futuro? Sogni il ritiro col Toro?

Assolutamente, essendo nato calcisticamente col Torino (è dall’eta di 7 anni che gioco li) è scontato che vorrei vestire la maglia della prima squadra, anche solo allenarmi per qualche tempo con loro. Poi ci sono tante cose da vedere e valutare, ma ovviamente è questo il mio grande sogno.

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  1. prawn - 4 settimane fa

    Tutta colpa del bilancio

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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