A Torrazza una festa riuscita.

A Torrazza una festa riuscita.

Torrazza Piemonte (To) – Erano una cinquantina, felici e festanti, negli splendidi locali del ristorante “La Reggia” di Torrazza. La simpatia e l’amicizia, conditi dall’ottimo cibo, hanno trionfato. Ospiti della serata: lo “scudettato” Patrizio Sala, Franco Brunetti (Granatissimo) e il nostro direttore Alberto Leproni….

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Torrazza Piemonte (To) – Erano una cinquantina, felici e festanti, negli splendidi locali del ristorante “La Reggia” di Torrazza. La simpatia e l’amicizia, conditi dall’ottimo cibo, hanno trionfato. Ospiti della serata: lo “scudettato” Patrizio Sala, Franco Brunetti (Granatissimo) e il nostro direttore Alberto Leproni. Alcuni club presenti, i “Takabriga” di Brandizzo e i tifosi di Montanaro sono intervenuti per testimoniare la loro amicizia con i fratelli granata torrazzesi. Ad ogni commensale un pensiero, una splendida saponetta, avvolta in carta granata e un simpatico portachiavi a forma di dado.
Tra un coro e un brindisi proviamo a conoscerli meglio:
“Cinque anni di Toro e di amicizia – esordisce Valerio, il presidente – Molta sofferenza, poi la gioia più bella, quella dell’arrivo di Cairo. Anche nei tempi duri di Cimminelli noi ci abbiamo sempre creduto, abbiamo tenuto duro ed ora cogliamo i risultati. Essere il presidente qui, è bello ma difficile, sicuramente ne vale la pena.”
Un crocchio allegro di eroi parla di Toro, fede e Torrazza, ci avviciniamo: “Il Toro è la mia prima casa, – afferma Antonio – Torrazza è la seconda”, Ivan ricorda la marcia dei cinquantamila “Un momento indimenticabile, stupendo. Lì c’era l’orgoglio di essere granata”, “Un nostro socio deve avere questi requisiti – prosegue Roberto, il vicepresidente – innanzitutto una fede immensa per il Toro, abnegazione assoluta per i colori granata ed essere puro come noi”: infine affrontiamo il problema del Toro attuale “I giocatori potrebbero dare di più – garantisce Massimo .- soprattutto per noi tifosi che non li abbiamo mai abbandonati, devono amare maggiormente la maglia”. “Noi viviamo in un paese di campagna, ci alziamo al mattino presto per andare a lavorare, siamo persone umili – conclude ancora Antonio – così anche il Toro deve essere umile, lavorare con onestà, combattere con grinta in ogni partita. Non siamo la Juve alla quale tutto è dovuto, noi dobbiamo guadagnarci tutto.”
Patrizio Sala è venerato e attorniato dai tifosi, lui un eroe dell’ultimo scudetto è commosso: “I tifosi del Toro sono splendidi e unici, non dimenticano mai i loro calciatori, sono felicissimo di essere con loro”.
La serata finisce, le luci si spengono, ma a Torrazza già si pensa al prossimo evento la “Costinata” di luglio “Sarà una grande festa- dice Valerio – impossibile non esserci”.

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