Al campo l’ultima parola

Al campo l’ultima parola

Ho preferito pubblicare le vostre opinioni senza commentarle, non per mancanza di rispetto, anzi. Il nostro dovere come testata registrata il 1 giugno del 2005 è innanzitutto quello di informare, fatti alla mano, su come la pensa il nostro editore di riferimento: i tifosi. E poi, eventualmente, dare un giudizio. Premetto che quelle pubblicate sono solo alcune delle tante mail ricevute dalle 19 di ieri e…

Ho preferito pubblicare le vostre opinioni senza commentarle, non per mancanza di rispetto, anzi. Il nostro dovere come testata registrata il 1 giugno del 2005 è innanzitutto quello di informare, fatti alla mano, su come la pensa il nostro editore di riferimento: i tifosi. E poi, eventualmente, dare un giudizio. Premetto che quelle pubblicate sono solo alcune delle tante mail ricevute dalle 19 di ieri e il ritardo con cui oggi abbiamo aggiornato l’home page, per cui chiediamo scusa a tutti, è dovuto al fatto che, nel tentativo di dare un quadro fedele e obiettivo del pensiero dei tifosi, abbiamo cercato a lungo voci favorevoli all’operato sul mercato. Il risultato è quello pubblicato.

Confesso, a questo punto, che per la seconda volta in una settimana, mi sono trovato abbastanza disorientato da quanto accaduto “in campo”. Tanto che paragonare la giornata di ieri alla partita con l’Udinese non mi pare un azzardo. Sabato e ieri la buona volontà e la dedizione di giocatori e dirigenti è stata innegabile. Poi parlando con il Presidente l’ho sentito carico, convinto e sicuro della bontà suo operato. E a quel punto ho ripensato all’Abbruscato di sabato: inguardabile fino al primo gol poi lentamente sempre più sicuro dei suoi mezzi fino a centrare il secondo gol del “salvafaccia”.

Purtroppo però l’impegno non basta se non si portano a casa i risultati. I tifosi li guardano e dicono: dovevamo rinforzarci e sono arrivati due prestiti di un giocatore più a suo agio sulle copertine delle riviste patinate che in campo e di un giovane con qualche guaio fisico. In più è partito Fiore, giocatore talentuoso ma discontinuo, poco amato dalla piazza, ma dagli indubbi piedi buoni. In una rosa in cui oltre a Fabio Gallo, molto deluso per la mancata cessione al Monza, a poter impostare l’azione è rimasto il solo Rosina. Lazetic è sicuramente un buon cursore, ma non è in grado di dare ordine alla manovra. Barone non è un regista, né il modulo zaccheroniano lo prevede. Comprensibile, a questo punto, che si fatichi sempre più a intravedere il progetto di lungo respiro.

Tuttavia il giudice supremo di questa situazione rimane il campo. Cairo e Zaccheroni sono indubbiamente due personaggi fortunati e il Presidente, lo scorso anno, ha mostrato di capire e conoscere bene le leve della psicologia umana. Inoltre, a differenza della precedente edizione del mercato di riparazione, sono arrivati due giocatori nel reparto più debole, la difesa, ed è stata sfoltita una rosa a dir poco elefantiaca. Ceduti Ferrarese, Doudou, Melara, Orfei, Music e Fiore e con l’innesto di Bovo e Coco, Zaccheroni, adesso, ha a disposizione 25 elementi. Abbastanza per fare fronte anche a eventuali infortuni e squalifiche. Sulla carta questo mercato ha regalato più ombre che luci, staremo a vedere se, alla prova dei fatti, questo giudizio sarà confermato.

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