Cesare Gallea, il Balon Boy cresciuto a tinte granata

Cesare Gallea, il Balon Boy cresciuto a tinte granata

Figurine / Per lui, dopo l’intera trafila delle giovanili, arrivò anche lo scudetto con quello che stava per diventare il Grande Torino

filadelfia

Prima di chiamarsi Figli del Fila, i giovani del vivaio granata erano soprannominati “Balon Boys”, sia per assonanza con la parola “pallone” in piemontese (“Balon”, appunto), sia in onore del suo principale ideatore, quell’Adolfo Baloncieri immenso giocatore e membro, con Libonatti e Rossetti, del “trio delle meraviglie” degli anni ’20.

Da quel settore giovanile uscì, nel 1935, Cesare Gallea, nato il 23 settembre 1917, che avrebbe poi giocato in granata altre 254 partite (31° più presente di sempre), segnando 3 gol. Nel suo palmarès ci sono due Coppe Italia (1936 e 1943) e uno scudetto (1942-43), il primo di quella lunga serie che avrebbe reso immortale il Grande Torino. Giocò anche, a soli diciannove anni, una partita in Nazionale, durante un Norvegia-Italia 1-3.

Dopo il granata, per lui, esperienze a Brescia e Alessandria. Fu anche tra i fondatori e direttore dell’associazione “Ex-calciatori granata”, prima di spegnersi, sempre nella sua Torino, nel 2008, all’età di 91 anni.

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