Claudio Sala: “Sacrificio, dedizione, impegno, umiltà per onorare la maglia. Questo è il Toro”

Claudio Sala: “Sacrificio, dedizione, impegno, umiltà per onorare la maglia. Questo è il Toro”

Al Bar Norman / Presentato il libro di Giorgio Merlo e Fabio Viglione “Caro Toro ti scrivo”, il magistrato Caselli: ”Un libro positivo, per una stagione positiva”

Se ci fosse una classifica in base ai libri dedicati a una squadra di calco, il Torino sarebbe molto probabilmente ai vertici mondiali. Nel ricco panorama letterario gravitante attorno alle vicende granata, il libro di Giorgio Merlo e Fabio Viglione merita un posto di riguardo e non soltanto per il fatto di essere l’ultimo uscito, in un anno, per giunta, in cui il Toro è riuscito ad infrangere alcuni tabù che si erano ormai cristallizzati nell’arco d venti lunghi anni: “Cari Giorgio e Fabio, visto che il vostro bel libro è stato partorito nell’anno in cui il Toro è tornato finalmente a vincere il derby, a farsi valere in Europa e a conquistare lo scudetto con la Primavera, spero vivamente che l’anno prossimo vi impegnerete a scriverne un altro, in modo che possiate accompagnare un’altra stagione positiva, come lo è stata quella da poco conclusa”, è l’esortazione fatta ai due autori da Gian Carlo Caselli, anfitrione d’eccezione. 

“Caro Toro ti scrivo”, è il titolo scelto da Merlo e Viglione per il loro libro, appena uscito per i tipi di Daniela Piazza Editore, non è il solito resoconto delle vicende e dei protagonisti che hanno contraddistinto le pagine più memorabili della storia granata, che i tifosi più appassionati ormai conoscono a memoria, ma è un racconto che viaggia sul filo delle emozioni, vissute in prima persona dai due autori, entrambi fieri di sentirsi parte di una comunità, quella granata, che non trova riscontri da altre parti. “Essere del Toro non vuol dire semplicemente fare il tifo per una squadra di calcio, ma fare parte di una comunità, i cui valori, che vengono tramandati di generazione in generazione e che riesce a sopravvivere anche in assenza di vittorie” sono le parole scelte da Giorgio Merlo, giornalista che in passato si occupato in prima persona della vita politica del nostro paese in veste di parlamentare. Un concetto sintetizzato al meglio dalla frase scelta da Gino Strippoli durante la presentazione: “L’operaio, il disoccupato, lo studente, l’attore e lo scrittore. Il colore granata non conosce differenze. Unisce. Nella gioia, ma soprattutto nel dolore che i torinisti conoscono bene. L’orgoglio di appartenere ad un popolo: migliaia in strada con vessilli granata al vento. Senza uno scudetto da festeggiare”.

Di questa comunità sente di fare parte anche chi, come Fabio Viglione, che nella vista svolge la professione di avvocato penalista, ha visto germogliare la propria passione lontano a Torino, prima in Basilicata, a Venosa, negli anni dell’infanzia e della prima giovinezza – “Essere del Toro per me era un tratto distintivo rispetto ai tanti compagni che subivano il fascino delle maglie a strisce”. – e successivamente a Roma, dove si è trasferito da adulto per motivi professionali e dove è riuscito a tramandare la fede granata da padre in figlio, a scapito della passione dei capitolini per le due squadre cittadine.

Alla presentazione, tenutasi al bar Norman, via Pietro Micca all’angolo con la piazza Solferino – non un luogo qualsiasi, infatti si tratta del posto in cui nel 1906 venne sancito l’anno di nascita del Torino Football Club – erano presenti alcune vecchie glorie granata, Angelo Cereser, Natalino Fossati, Serino Rampanti e Roberto Salvadori. Sopraggiunti impegni hanno impedito di essere presente a Claudio Sala, che ha firmato la prefazione del libro: “Essere del Toro lo imparai subito sul campo del Filadelfia…Sacrificio, dedizione, impegno, umiltà per onorare la maglia, lottare contro tutto e contro tutti perché nessuno ti avrebbe mai dato una mano”.

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