Filadelfia, dall’abbattimento alla rinascita: il concorso di idee e lo scontro con la realtà

Filadelfia, dall’abbattimento alla rinascita: il concorso di idee e lo scontro con la realtà

La rinascita del Fila / Gli ultimi 20 anni del tempio granata, passo dopo passo

Quando ormai è scattato il countdown per l’inaugurazione del Filadelfia, che avverrà per il pubblico il 25 maggio, ripercorriamo gli ultimi 20 anni di (triste) storia del leggendario impianto. Dall’abbattimento alla rinascita, il travagliato percorso verso il “ritorno a casa del Torino”, al Filadelfia.

Filadelfia

Il primo grande passo era stato fatto: nel 2011 nacque la Fondazione Stadio Filadelfia, per come la conosciamo oggi. Un impegno importante da parte di istituzioni e privati per mettere fine all’abbandono dello storico campo degli Invicibili. Dopo i primi passi, arrivano le previste dimissioni di Giuseppe Sbriglio, assessore allo Sport del Comune. Un altro uomo dell’amministrazione cittadina gli succede: si tratta di Luigi Chiabrera. Figlio dell’autista del senatore Agnelli, si costruisce un nome in città attraverso l’imprenditoria: è il fondatore della Turin Marathon.

È lui l’uomo scelto dal sindaco Piero Fassino per rappresentare il Comune e continuare sulla strada tracciata dal predecessore. Nel frattempo, la Fondazione provvede alla modifica dello statuto per procedere sulla strada dell’iter di riconoscimento giuridico, essenziale per poter proseguire nel proprio lavoro. Modifica che viene approvata sia dal Comune sia dalla Regione.

Nel frattempo, però, a scaldare davvero i cuori granata fu il concorso di idee indetto il 10 novembre 2011. Al termine dei tre mesi di tempo, pervennero all’associazione ben 34 progetti sulla rinascita del Fila: un successo notevole, figlio del desiderio di tutta la città nel far rinascere un luogo simbolico. A valutarli una commissioni di 5 figure di nota capacità professionale e di altrettanto nota fede granata. L’intento era quello di ricostruzione di un monumento: infatti, come si legge nel bando originale, “L’idea progettuale del nuovo stadio non può non tener conto della consistenza storica del manufatto, ora in gran parte demolito, come risulta dalla documentazione fotografica”.

Il rendering del progetto redatto dallo studio Rossi, Andriolo, Sgarabossa
Il rendering del progetto redatto dallo studio Rossi, Andriolo, Sgarabossa

Il progetto vincente, dello studio Andriolo, Rossi e Sgarbossa, impressionante dal punto di vista scenico, superava però di gran lunga i fondi allora disponibili per la ricostruzione del Fila (come gli altri progetti, il prezzo oscillava tra i 20 e i 25 milioni di euro): fu così messo nel cassetto, mentre si cercava una soluzione che, trovando una sintesi tra i vari progetti in gara, riuscisse anche ad abbattere i costi.

Il presidente della Fondazione Chiabrera, dunque, optò per uno Studio di fattibilità, che propose alla stessa Commissione Giudicante, in maniera da restare al di sotto del budget allora disponibile, pari a circa 8 milioni di euro. Da lì sarebbe nato il prototipo di Fila che il 25 maggio vedrà finalmente la luce. Ma questo è un altro capitolo.

1 – L’inizio della fine

2 – La Fondazione Novelli e le promesse

3 – I primi passi: nasce la Fondazione Filadelfia

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy