Gigi Radice, allenatore rivoluzionario che ha riportato lo scudetto a Torino

Gigi Radice, allenatore rivoluzionario che ha riportato lo scudetto a Torino

La biografia / Cresciuto nel vivaio del Milan, ha conquistato tre scudetti ed una Coppa dei Campioni da giocatore

di Redazione Toro News

Si è spento ad ottantatré anni Gigi Radice, l’allenatore dell’ultimo scudetto conquistato dai granata. E lo ha fatto a due giorni da Milan-Torino, quella che sarebbe stata la sua partita. Nato a Cesano Maderno il 15 gennaio 1935, Radice è cresciuto infatti nel settore giovanile del Milan, squadra in cui ha militato dal ’53 al ’65, tolte le due esperienze annuali con Triestina e Padova. In maglia rossonera Radice si tolse importanti soddisfazioni, conquistando tre scudetti e la Coppa dei Campioni nel ’63.

IN PANCHINA – Una volta abbandonato il calcio giocato, nel 1965, Radice ha subito iniziato ad allenare e lo ha fatto partendo dal Monza. E proprio nelle vesti di tecnico è arrivato a Torino, sedendo sulla panchina granata dal ’75 all’80. Una prima parentesi in cui l’allenatore ha condotto il Toro alla vittoria dell’ultimo scudetto, primo ed unico titolo italiano conquistato dopo la tragedia di Superga. Fu esonerato nella stagione 1979-80, con la squadra in piena zona retrocessione. Ma per Radice c’è stato il tempo anche di un ritorno in granata: è tornato a sedere sulla panchina del Toro dal 1984-85 fino al 1988-89, sfiorando nuovamente la vittoria dello scudetto nell’85.

Gino Strippoli e Francesco Bramardo presentano la biografia di Gigi Radice

RIVOLUZIONARIO – La carriera di Radice si è chiusa nel 1997, esonerato dopo appena cinque giornate da quel Monza che aveva appena riportato in Serie B. Una carriera che è stata gloriosa tanto da giocatore quanto da allenatore. E proprio in questi ultimi panni Radice è stato un rivoluzionario del calcio, grazie all’introduzione del pressing a tutto campo ed all’utilizzo del fuorigioco come tattica. Ad ottantatré anni è mancato all’affetto dei suoi cari, pochi giorni dopo la presentazione della biografia “Il calciatore, l’allenatore, l’uomo dagli occhi di ghiaccio” scritta da Gino Strippoli e Francesco Bramardo.

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  1. renato - 2 giorni fa

    Poco da aggiungere a quanto hanno scritto in tanti. Me lo ricordo molto bene quel Toro, quel pressing asfissiante che non data al terzino avversario neanche il tempo di prendere fiato.
    Purtroppo, avendo un certo numero di decenni sul groppone mi ricordo il Toro attraverso tutte le epoche dai tardi anni’50 in poi, ma il suo Toro (il nostro Toro) aveva effettivamente uno spirito e una grinta che si sono ritrovati un po’ solo con Mondonico.
    Non c’erano ancora i “mercenari”, allora contava la maglia, e quella granata era probabilmente la più importante d’Italia. Contava la gente, la storia. I soldi venivano molto, moooolto dopo!Chiedere a Pulici o ai due Sala (Claudio e Patrizio) o anche a Natalino Fossati, ad Agroppi e tanti altri: tutta gente che si è innamorata perdutamente di quella maglia, e ancora adesso ce l’ha nel cuore.
    Per non parlare dello scudetto, una sensazione che non si può spiegare a chi non l’ha provata. Emozione unica per cuori forti, soprattutto dopo il gol in tuffo di Pulici contro il Cesena. Sembrava di vivere un sogno e tutti avevamo una paura folle di svegliarci..
    Nonostante tutto sono ottimista per natura, aspetto fiducioso che ritornino quei tempi, e anche quel calcio giocato…

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  2. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 giorni fa

    E adesso, cosa rimane del vero Toro?
    Solo Pulici, che Dio ce lo conservi a lungo.
    Tomà, la vedova di Maroso, Mondonico, Giagnoni, Radice.
    Si chiude un anno funesto per noi tifosi granata. Si chiude così, in un anno in cui malgrado l’attuale sesto posto e forse la miglior rosa degli ultimi vent’anni non riusciamo più a gioire come un tempo. Pochi tifosi allo stadio, poca passione sia nostra che nei giocatori che sembrano uniti solo a parole e nelle cene di gruppo.
    Mi sembra davvero che siamo arrivati alla fine di una lunga storia. Una storia leggendaria. disgraziata, gloriosa, sciagurata, bellissima e triste.
    La fine di un’epoca che in realtà ha iniziato a morire già con la vecchia demolizione del vero Fila e pian piano sta raccogliendo tutti i pezzi che erano ancora rimasti.
    Tomà, la vedova di Maroso, Giagnoni, Mondonico, Radice.
    Del mio Toro, del mio essere granata rimane oggi solo Pulici. Tanta roba ma troppo poco.
    Io credo che siamo rimasti quasi soli.
    Così è la vita.
    Scusate la retorica e la tristezza, ma solo questo mi è venuto fuori.
    Riposa in pace Gigi Radice, e grazie, grazie, grazie per quello scudetto.

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  3. Marchese del Grillo - 3 giorni fa

    PER LA REDAZIONE
    Per favore, non lasciate che notizie di attualità sportiva, seppur importanti, prendano il sopravvento su quella del ricordo del maestro Radice. E’ proprio una questione di rispetto, non ci ha salutato un pinco pallino qualunque. Le notizie della serie A o della Primavera non meritano in questo momento di essere anteposta a quelle che riguardano Gigi. Almeno per qualche giorno, per favore, tenetela nella giusta considerazione.
    GRAZIE!

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  4. rokko110768 - 3 giorni fa

    Perdiamo Uomini Straordinari: Mondonico, Giagnoni ed ora Radice. Non perdiamo quanto ci hanno donato, è un arrivederci infine. Anche se oggi mi mancano e soprattutto ed ovviamente Radix.

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  5. GlennGould - 3 giorni fa

    Oggi è morto un pezzo di toro. Ciao Gigi.

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  6. user-14003131 - 4 giorni fa

    Costruì una idea di gioco, tattica, partecipazione emotiva che non ho mai più visto da allora nel Toro. Partendo da grandi calciatori come Pupi, C.Sala, Zaccarelli, Graziani per finire a comprimari che in realtà diventarono tasselli insostituibili (C.Sala, Salvatori, Santin) costruì il più bel Toro dopo Superga. Addio a un Grande.

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  7. ciccio76 - 4 giorni fa

    Grande Gigi Radix insieme a Mondonico sei stato l’allenatore con la A maiuscola, che ha perfettamente incarnato i valori granata ed ancor oggi ho negli occhi quella stupenda squadra con un gioco scintillante.FVCG

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  8. Bilancio - 4 giorni fa

    Grazie Mister per quello che ci hai dato.
    Arrivederci Mister.

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  9. user-14057417 - 4 giorni fa

    ciao grande mister riposa in pace ,non ricordo lo scudetto del 76 ma ricordo bene il toro 84/85 quando ci hai fatto di nuovo sognare lo scudetto perso x pochissimo grazie x quello che ci hai dato e trasmesso, sei stato un grande uomo prima di tutto con valori che ormai non esistono più.che gli invincibili ti accolgano a braccia aperte.

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  10. Forvecuor87 - 4 giorni fa

    Per chi come me non ha vissuto quei gloriosi anni di vero cuore Toro e non può fare altro che venerare certi nomi come giusto appunto MISTER RADICE, c’è profondo rammarico è tanta malinconia.
    Queste persone in un certo senso con il loro carattere e con la loro grinta sono riuscite ad abbattere il divario che abbiamo sempre avuto con i poteri forti del calcio italiano. Grazie!

    Condoglianze alla famiglia.

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  11. Granata - 4 giorni fa

    Gigi era prima di tutto un Uomo, con dei valori, che non mancava mai di trasmettere, a tutti. Ricordo la sofferenza che lo segnò, dopo l’incidente auto, dove perse la vita Barison e lui fu miracolato. Soffri per il comportamento di Altafini. Non concepiva i tradimenti. Diceva che i tempi cambiano ma i valori restano. Il tuo valore,Gigi, resterà intatto.

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  12. user-13814870 - 4 giorni fa

    che brutta notizia….Riposa in pace Gigi…sei volato lassù con tutti i nostri angeli. . Sei stato un GRANDE ma GRANDE davvero…Mondo ti ha fatto posto vicino a lui ed io ti immagino in un grande campo con tutto il Grande Torino…con tutti i giocatori che ti hanno preceduto.. siete li tutti in maglia granata ….se potete guardare giù e dateci una mano…ridateci quei giorni..Grazie Grande Gigi puoi stare tranquillo che non ti dimenticheremo mai.

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  13. BACIGALUPO1967 - 4 giorni fa

    RIP
    Ho solo tanta tristezza nel cuore per quel toro che non c’è più.

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  14. Rock y Toro - 4 giorni fa

    Grazie per quei gloriosi anni, Mister! Riposa in pace

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  15. Seagull'59 - 4 giorni fa

    Anch’io quel giorno presi uno scudetto dal Fila come quello della foto, lo portai in giro per Torino, fino a Superga, a piedi e poi gelosamente custodito a casa per anni.
    Gigi, mi hai fatto sognare a 17 anni vincendo lo scudetto e facendo giocare al Toro un calcio poi copiato e invidiato da tanti.
    Grazie e Riposa in Pace! Gli Angeli del Grande Torino ti accoglieranno.

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