Hitchens, il bomber operaio: al Filadelfia il seggiolino che lo ricorda

Hitchens, il bomber operaio: al Filadelfia il seggiolino che lo ricorda

Figurine / Il ricordo del bomber inglese nell’anniversario della sua nascita

di Redazione Toro News

Tribuna Vip del Filadelfia, Fila Q, posto 3. Un seggiolino reca una targhetta con inciso il nome di Gerry Hitchens. Quando giunse una chiamata dall’Inghilterra da parte dei familiari dell’attaccante inglese, al Toro dal 1962 al 1965, in Fondazione Filadelfia trasalirono ed ebbero ancora maggior contezza di quanto fosse importante l’opera di riedificazione dello stadio che avevano intrapreso. I figli di Gerry, alla notizia che il campo dove il padre aveva passato il suo più bel periodo in Italia stava tornando a vivere, non ci pensarono due volte e comprarono un seggiolino. E oggi 8 ottobre, anniversario della nascita di Hitchens nel 1934, vale la pena rievocare la figura di questo grande attaccante che al Toro scrisse pagine di storia importanti.

Dalle origini umili alla nazionale inglese: Hitchens era figlio di minatori, nelle torbiere iniziò a lavorare con i genitori per guadagnarsi da vivere. Poi il talento calcistico gli regalò un sogno. Partendo da Kidderminster e Cardiff City esplose all’Aston Villa tra il 1960 e il 1961. Arrivò a convincere il ct dell’Inghilterra, sir Walter Winterbotton; nel 1961 si prese la scena in un’amichevole contro l’Italia a Roma, segnando una doppietta. Una prestazione che stregò l’Inter: nei primi anni Sessanta gli inglesi – da Law a Baker passando per Charles – andavano per la maggiore in Italia, e i nerazzurri lo portarono in Italia.

Un anno dopo – nel 1962 che lo vide prendere parte ai Mondiali in Cile con la sua nazionale, e anche da protagonista –  ecco l’approdo al Torino, in uno scambio di mercato con Beniamino Di Giacomo. In granata una parentesi di vita e di calcio che restò negli annali: centravanti tanto agonista quanto implacabile sotto-rete, Hitchens segnò 37 reti in 113 partite. Nel Torino di Nereo Rocco gli anni migliori, tra un terzo posto in campionato e una storica semifinale di Coppa delle Coppe. Negli annali, Hitchens ci è rimasto anche per aver segnato il terzo gol più veloce nella storia del Torino, dopo 15 secondi in un Torino-Roma nel 1964 (qui la classifica dei gol più veloci nella storia granata).

Dal 1965, Hitchens cambiò aria: prima l’Atalanta e poi il Cagliari, quattro stagioni importanti che gli permisero di diventare, con 239 partite disputate e 73 reti, il calciatore inglese con più presenze e più reti della storia della Serie A. Insomma, il suddito della regina più forte tra tutti quelli che sono apparsi nel campionato italiano. Chiuse la carriera con un’esperienza in America ed un’altra in Inghilterra, Hitchens, che poi ebbe una fine prematura. Se lo portò via un infarto vigliacco, nel 1983 ad Hope in Galles, mentre disputava una partita fra vecchie glorie a scopo benefico. Ma a Torino c’è qualcosa che lo ricorda e lo ricorderà per sempre, in un angolo del Filadelfia.

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  1. user-13966399 - 1 mese fa

    A Gerry Arcibhald Hitchens debbo la gioia della mia prima vittoria in trasferta, a Ferrara. prima di quel suo gol non avevo mai visto il Toro vincere! Grazie Gerry e, buon riposo.

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  2. CUORE GRANATA 44 - 1 mese fa

    Ringrazio la Redazione per aver ricordato Gerry Hitchens. Per me si è trattato di un “salto indietro di oltre 50 anni!”Nella stagione 1962\63 “sgobbavo” per la “matura” ma alla canonica partitella del Giovedì cercavo di non mancare insieme ai miei compagni di classe granata.Eh sì su 25( comprese le ragazze per le quali ci “concentravamo” su altri requisiti) i gobbi erano solo 4 e non si permettevano di banfare! Gerry è stato il classico centravanti old british, grande persona ed ottimo giocatore che,con grinta,impegno e modestia ha bene incarnato lo spirito Toro. Il fatto che a distanza di tanti anni, a differenza di molti “signorini” granata solo a parole, i figli abbiano acquistato un seggiolino al Fila in ricordo del papà mi pare un gesto molto significativo. Lui non ha mai dimenticato il Toro e noi vecchi tifosi di un tempo che fu non l’abbiamo dimenticato. FVCG!!!

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  3. Giustoro - 1 mese fa

    Che tristezza, me lo ricordo abbastanza bene, vuol dire che sono veramente un po’ vecchiotto.
    Un gran bel giocatore, meno alcolizzato di tanti altri inglesi, vedi Law e Baker, peraltra tutti e due giocatori sopra la media.

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