Il 24 maggio al Fila, l’evento “interno” del Torino: c’è la squadra con 1500 invitati

Il 24 maggio al Fila, l’evento “interno” del Torino: c’è la squadra con 1500 invitati

L’evento / Ecco cosa succederà oggi: presenti circa 1500 invitati, tra acquirenti del seggiolino e grandi ex. Incerta la presenza del sindaco Appendino e del presidente della Regione, Chiamparino

Finalmente ci siamo, sarà oggi la prima giornata di eventi relativi all’inaugurazione del nuovo Filadelfia. Oggi è il primo dei tre giorni dedicati all’inizio della nuova storia del centro sportivo che sorge lì dove il Grande Torino costruì la sua leggenda: una giornata pensata come “prologo” al momento apicale dell’inaugurazione, ma che in realtà consisterà nel momento della inaugurazione pensato su misura del Torino FC più che del popolo granata, a cui sarà invece dedicata la giornata di domani.

Sarà presente la squadra con tutta la dirigenza, presidente Cairo in testa, che arriverà al Filadelfia dopo l’allenamento a porte aperte, in programma a partire dalle 16.30. Confermatissima la presenza dei calciatori nella giornata di oggi, è invece ancora in dubbio che Mihajlovic e i suoi uomini si possano presentare anche la mattina di domani, per il taglio del nastro. Presenti tanti calciatori del passato granata: in particolar modo, farà capolino quasi tutta la squadra campione d’Italia nel 1976, con Paolino Pulici e Claudio Sala in testa. Ci sarà Sergio Vatta, uomo e allenatore che è parte integrante della storia del Filadelfia, ma anche una rappresentanza importante dei parenti dei caduti di Superga. E’ sicura la presenza di due allenatori granata del passato: Emiliano Mondonico e Giancarlo Camolese. Assolutamente incerta, invece, la presenza delle massime autorità: sarebbe fortemente in dubbio la presenza del Sindaco di Torino, Chiara Appendino, ma anche del presidente della Regione, Sergio Chiamparino; ricordiamo che gli Enti pubblici hanno partecipato in massima parte alla ricostruzione dell’impianto, con 3.5 milioni arrivati da Comune e Regione. 

Saranno in tutto circa 1500 i presenti al Filadelfia: i circa 600 sottoscrittori dei seggiolini più qualche centinaia di ragazzini della Associazione OASI fondata da Don Aldo Rabino, i grandi ex della società granata e i giornalisti accreditati, in arrivo da tutta l’Italia. I momenti in “scaletta” a cui assisteranno i presenti sono innanzitutto la scopertura dei Pennoni commemorativi sul Piazzale della Memoria (prevista per le 18.35). Uno ad uno, i piloni – ognuno dedicato a un personaggio o ad una squadra che ha fatto la storia del Torino – saranno svelati alla “carovana” di persone presenti. Poi, ecco la scopertura della targa dedicata a Don Aldo Rabino, presidente onorario della Fondazione e faro nei momenti più bui e difficili del percorso che ha portato alla ricostruzione, venuto a mancare nell’agosto 2015 ma mai abbastanza ricordato. Dopo il ricordo al cappellano granata, ci si sposterà sul campo, dove Gino Strippoli condurrà la sequenza degli interventi. Al microfono, certamente il presidente del Toro, Urbano Cairo, e il presidente della Fondazione, Cesare Salvadori. Il Fila riparte, finalmente.

11 commenti

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  1. altrove - 7 mesi fa

    Oggi è la festa del Fila. Da un lato vedremo una tifoseria che sogna di rivivere le gesta del torino di pianelli, una delle squadre più forti di quel quinquennio, costruita con tanta buona volontà e qualche sacrificio economico personale da quello che fu l’ultimo presidente veramente del toro (cioè appassionato del toro e non delle plusvalenze).
    Dall’altra abbiamo un imprenditore abile, felpato, astuto nel muoversi coi politici cittadini così spesso legati alla paura di perdere un voto (vero Fassino?), che si porta a casa investendo un milione (su 8 complessivi) una struttura tecnica tuttaltro che brutta, che potrà sempre rivendere con adeguata plusvalenza il giorno che si stuferà del torino.
    Che poi la mediocre classe politica torinese abbia creduto alla storia del Museo (dove quando?) fa parte della solita storia italica del “cosa non farei per un voto”.
    Il Museo non c’è, i Trofei non sono esposti, chi volesse rivedere la storia del Grande Torino può accodomarsi da altre parti magari su internet.
    Resta il fatto che la Juventus, a prescindere da eventuali sconti e prezzi di favore, con lo Stadium ha RICOSTRUITO UNA SQUADRA E LA SUA STORIA.
    Alzi la mano chi pensa che Cairo intenda fare altrettanto.

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    1. FRINNICKER - 7 mesi fa

      Ma sì, in fondo il potere economico e politico della Fiat è identico a quello di Cairo, vero?
      Poi per il resto Cairo poteva anche spendere qualcosa in più per il Fila, ovvio, ma siamo semrpe allo stesso punto: lui ha speso poco, gli altri non vogliono spendere manco quello.

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    2. bogianen - 7 mesi fa

      Cairo non si porta a casa proprio niente, e non potra’ vendere il Fila perche’ il Fila non e’ di Cairo ne’ del Toro. Il Toro paghera’ un affitto che verra’ investito per portare a termine il progetto. Cairo ha tirato fuori un milione di tasca sua. Non sara’ tanto, ma elencami tutti i ‘Vecchi Cuori Granata’ che hanno dato altrettanto o di piu.
      Il fatto che parlando di Fila tiri fuori lo stadium, poi, mi fa inorridire. Quello e’ stato un’autentica rapina (quanto hanno pagato? 5 euri al mq?), per la cui perpetrazione il fallimento del Toro del sicario Cimminelli e’ stato per i gobbi una graditissima necessita’.

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    3. prawda - 7 mesi fa

      Nel suo commento vi sono molti errori, per prima cosa il Filadelfia non e’ del Torino, quindi Cairo il giorno in cui cedera’ il Torino non vendera’ proprio nulla ma anzi dovrebbe pagare un affitto alla Fondazione che si spera servira’ a finanziare almeno in parte gli altri due lotti.
      Non farei paragoni con gli strisciati perche’ quanto dato al Torino sono elemosine rispetto a quanto la “famiglia” ha ricevuto e continua a ricebere da parte del Comune e non solo.
      Che Cairo sia ampiamente criticabile da parte dei tifosi del Toro per come ha gestito e gestisce la societa’ questo e’ sicuramente vero ma non credo da parte di chi, da come scrive, sicuramente tifoso del Toro non lo e’, ma anzi molto piu’ probabilmente emigra a Venaria la domenica pomeriggio.

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  2. fabio.operto@libero.it - 7 mesi fa

    Pensiero emotivo: non ci sarà Chiamparino? pazienza… Non ci sarà Appendino? A l’é mej parej…
    Pensiero razionale: le autorità continuano a ritenere non importante una società sportiva che ha segnato profondamente la vita dei Torinesi, in questi 111 anni, e non é certo una novità; in questo caso, ai aggiunge anche l’evento dell’inaugurazione di un impianto sportivo sul territorio comunale, in centro città, ricostruito sulle macerie di quello che è stato un monumento simbolo della città. Piena indifferenza. E sono pure stati spesi dei soldi, pubblici, per la realizzazione…chi li capisce è bravo. Forse si capiscono solo tra stellati, 3 o 5 fa poca differenza.

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    1. altrove - 7 mesi fa

      forse hanno qualche difficoltà a spiegare ai contribuenti i 4,5 milioni erogati dalla giunta precedente… la maggioranza dei torinesi non ha gradito…

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      1. FRINNICKER - 7 mesi fa

        La maggioranza degli italiani, torinesi compresi, non ha gradito nemmeno aiutare ripetutamente con SOLDI PUBBLICI un’azienda indebitata come la Fiat. E lasciamo da parte lo scandalo Continassa, meglio non approfondire…

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      2. bogianen - 7 mesi fa

        La maggioranza dei torinesi ha gradito eccome, visto che i contribuenti, quelli che riempono il salvadanaio del Comune, sono in gran maggioranza Granata (i gobbi a Torino sono cassintegrati, immigrati clandestini o evasori fiscali). Il comune per il Fila ha tirato fuori 3 milioni (non 4.5) in 90 anni. Sono 3,333 euri all’anno, mentre solo nel 2013 per stranieri e zingari ha speso 10.909.570 euri. Forse e’ questo che la maggioranza dei torinesi non gradisce. Va anche aggiunto che e’ stato il comune a voler abbattere il Fila nel 1997, nonostante i vincoli architettonici, avendo anche la faccia tosta di venderne i mattoni ai tifosi per 100.000 lire l’uno.

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      3. prawda - 7 mesi fa

        Sinceramente non credo abbiano difficolta’ alcuna a spiegare come i soldi messi dal Comune non siano altro che una parte degli oneri di urbanizzazione incassati per le cubature dell’area Filadelfia e tra l’altro vincolati alla ricostruzione dello stesso e sono solo 3,5M. Pero’ magari si potrebbe ricordare, a proposito del Comune e di fondi della collettivita’, la storia del fallimento Cimminelli. Il fallimento Cimminelli vedeva il Comune in veste di creditore, circa 4,5M che avrebbe dovuto incassare da chi lo aveva successivamente rilevato; solo che commise un errore formale nella stesura degli atti, ovviamente fatto immediatamente rilevare e quindi quei fondi, che erano dei cittadini torinesi, andarono persi. Sicuramente lei sapra’ chi ha rilevato il fallimento Cimminelli ed ha beneficiato dell’errore del Comune, perche’ La Stampa ha dimenticato di scriverlo ed e’ molto strano perche’ e’ lo stesso proprietario: la Fiat.

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  3. stto1962 - 7 mesi fa

    Facciamo giocare il fila…

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    1. rogerfederer - 7 mesi fa

      Ok ma ricordati che la F di fila deve essere OBBLIGATORIAMENTE MAIUSCOLA….

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