La trasfigurazione di un tifoso

La trasfigurazione di un tifoso

 

Anche chi non ha preso come me 28/30 all’esame di Psichiatria sa che esistono sostanziali differenze tra lo psicotico ed il nevrotico.
Per semplificare posso dirvi che lo psicotico è inconsapevole della sua patologia e non può che essere compensato solo con farmaci “potenti”, il nevrotico ne è consapevole e può anche guarire affidandosi alla psicanalisi.

 

Anche chi non ha preso come me 28/30 all’esame di Psichiatria sa che esistono sostanziali differenze tra lo psicotico ed il nevrotico.
Per semplificare posso dirvi che lo psicotico è inconsapevole della sua patologia e non può che essere compensato solo con farmaci “potenti”, il nevrotico ne è consapevole e può anche guarire affidandosi alla psicanalisi.
Ma esistono aspetti non sempre descritti nei trattati degli illustri maestri delle scuole psicoanalitiche e psichiatriche.
Un essere umano può anche fingersi nevrotico o per lo meno volontariamente riaccendere a comando in se elementi di nevrosi latenti, per farsi scudo ed evitare responsabilità o per ottenere risultati, a volte anche positivi, nella gestione del proprio vissuto.
Io faccio parte di questo ultimo gruppo; allo stadio consapevolmente opero la nevrotica trasfigurazione della mia persona, trasformandomi da serio (almeno credo) professionista, ad esaltato e bisontico urlatore nonché spronatore della MIA – NOSTRA squadra granata, e di molti tiepidi sostenitori che anche in curva, perdinci, sembrano appollaiati come galline in attesa di fare l’uovo, pronti solo a crocchiare o chiocciare, talvolta impropriamente a starnazzare al primo errore di un nostro giocatore.
Ma insomma il giovane popolo granata ( in parte anche un po’ il vecchio) vuole intendere che la sostanziale distinzione da tutte le altre compagini calcistiche italiane e no, sta proprio nel fatto che noi non abbiamo mai vissuto la squadra come un gruppo di “beniamini” da osservare, di cui compiacerci nelle vittorie e contro cui inveire nelle “disgrazie”?
Noi partecipiamo fisicamente e psiconevroticamente ad ogni evento, dentro e fuori dal campo fino ad esserne totalmente coinvolti quali attori e non spettatori.
La nostra unicità sta proprio in questo, per cui siamo responsabili nel bene e nel male di quanto accade al Toro, essendolo.
Ed allora anche ieri con il Milan si è verificato per me questo straordinario fenomeno e mi sono ritrovato ad inveire con voce baritonale contro Berlusconi e tutti i milionari elementi di quella corazzata italo, ucraino, ceco, georgiano, brasiliana ( nulla a che vedere con la Potëmkin), soffocando facilmente l’ammirazione per la spettacolare e corale raffinatezza del gioco che esprimono.
Al solito accanto a me i colleghi hanno osservato stupiti, a tratti, coinvolti e partecipi, per un discreto lasso di tempo, preoccupati quando mi hanno visto alzarmi e dirigermi con gli occhi fuori dalle orbite contro la tifoseria avversaria, non appena ho udito un breve ed unico canto infamante che osava paragonarci ai pigiami.
Grazie a Dio le forti braccia di Luigi e Gerry mi hanno trattenuto e la curva, finalmente in modo corale, ha risposto, restituendo al mittente quanto più realisticamente gli si confaceva.
Mi sono anche scompisciato quando Gerry, sindacalista della CIGL, ha urlato al nostro Natali “ non farti confondere dai due abbronzati …. ”.
Ma godimenti plurimi si sono succeduti per l’intera partita.
Il primo  quando ho notato schierato il capitano a sinistra nel ruolo di centro campista di fascia  in un classico 4 – 4 – 2, i successivi quando l’ho ammirato difendere nella nostra metà campo per 80 minuti, ricevere la palla ed esibirsi in decine di fughe lineari, funamboliche e senza fronzoli lungo l’out di sinistra, saltando più volte Bonera e Gattuso come se fossero due sprovveduti calciatori da oratorio. Il massimo avere la conferma di quanto scritto e detto in passato; un assist goal per Stellone ed un rigore procurato e realizzato sempre da quel lato.
Ma quanti ne possiamo ancora raccontare in questa serata? La conferma del guerriero Dzemaili, e del pelide Stellone, la sicurezza ritrovata dei due centr – Nat – Prat – ali, per quanto a digiuno di preparazione e clima partita da tempo, il ritorno più che positivo di Rubinho nella posizione di difensore – cursore di fascia sinistra, un ulteriore passo avanti di Barone, Sereni sicuro su tante uscite a terra, il buon inserimento nel finale di Zanetti e Abbruscato, ma soprattutto la grintosa reazione corale del secondo tempo che ha soffocato le velleità di umiliarci da parte della corazzata, ha prodotto tante azioni scaturite nel meritato pareggio e avrebbe potuto anche regalarci una vittoria.
La gioia di vedere un po’di serenità nel bistrattato GDB ( pochi ma pungenti i suoi denigratori ).
Certo le note stonate ci sono state, in primis uno strano comportamento anche questa volta di Diana, per lo meno preoccupante, se non si vuole essere malpensanti.
Il Bianchi evanescente e assolutamente meno scattante e veloce di quanto lo si noti in allenamento (io ho detto tutta l’estate che non ci serviva, ma ora è nostro e i suoi estimatori devono rassegnarsi a lasciare libero GDB di rigenerarlo o formarlo ex novo, se vogliono sperare di vederlo diventare un tassello importante del nostro attacco).
Un Colombo fuori dalla partita.
Il solito scivolare ed incespicare del nostro “campione del mondo”, che per altro ho già comunque anche inserito nel capitolo godimenti.
Un errore di piazzamento e un ritardo nel tuffarsi di Sereni nell’occasione della punizione goal di Ronaldinho ( anche lui idem come sopra).
L’impressione che Saumel non sia una prima scelta per GDB indipendentemente dal piccolo infortunio che lo ha tenuto fuori dalla rosa.
La continua assenza anche in panchina di Vailatti.
Il riacutizzarsi del dolorino sopra e sotto al ginocchio di Rosinaldo.
Tutte quisquilie in fondo, di fronte al fatto che la nostra squadra, infinitamente meno milionaria di quella che abbiamo affrontato, sia riuscita a realizzare una bella prestazione ed un risultato positivo.
Sono sempre convinto che risaliremo la china e ci toglieremo qualche soddisfazione, sfiga permettendo.
Se non avessi un impegno istituzionale domenica mi andrei a trasfigurare a Siena.
Lo farò comunque come sempre e per un breve lasso di tempo tra le mura di casa.
Facciamolo tutti, ognuno a suo modo: credetemi! serve.   
  
Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala
http://www.torinoclubcto.com

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