Le Torogiornate di Tommy: 28-10-2015 Torino-Genoa

Le Torogiornate di Tommy: 28-10-2015 Torino-Genoa

Le Torogiornate di Tommy questa volta ci fanno rivivere le infinite emozioni di Torino-Genoa

La curva Maratona in Torino-Sampdoria 2-0

28/10/2015 – ore 07:00. La sveglia squilla, gli occhi fan fatica ad aprirsi. Mi sento più stanco che mai… ma sono felice. Oggi si prospetta un fantastico mercoledì. A parte le consuete 5 ore di scuola, piuttosto pensantucce, la giornata sarà tutto piacere e divertimento! Fabio (mio compagno di banco e di sventure…) verrà a casa mia e, dopo aver pranzato, ci uccideremo di playstation (ebbene sì… se pur raramente… lo fanno anche i ragazzi del liceo classico!). La serata sarà ancora meglio: Olimpico di Torino, i granata contro i genoani, sperando in una vittoria spumeggiante. Per la prima volta dall’inizio dell’anno scolastico oggi non aprirò un libro, in virtù del fatto che giovedì 29 ottobre, stranamente, non sono calendarizzate interrogazioni e verifiche. Non solo, forse per la prima volta in tre anni, la pagina del diario è totalmente vuota, nessun compito né lezione da studiare. Tempo di riposo e svago, con il pensiero alla partita serale. Mamma, come sempre, ha preparato un buon pranzo, che io e Fabio onoriamo. Subito dopo sparisce, in preda al lavoro ed altre mille cose da fare. Da soli, io e Fabio, diamo spazio ad urla sguaiate, simulando partite spettacolari, derby mai visti, fantastiche giocate… A proposito: Fabio è del Real Venaria, ma è un moderato, scontento più che mai della sua squadra quest’anno. Noi due, quando si sta insieme, tentiamo (quasi sempre ci riusciamo) di non parlare troppo di calcio. Un’amnistia tra buoni compagni di banco. Il pomeriggio vola, in un attimo arrivano le 17.00, ora di salutare Fabio e preparasi per il Toro. Mamma rientra e, felice di potere anche lei iniziare a preparare la granata-serata, si ritrova improvvisamente a fare i conti con il consueto imprevisto (non ricordo una sola volta in cui non ci sia stato). Riki (uno dei miei fratelli, il più scalmanato e combina-guai) la chiama avvisandola d’aver perso il treno… d’aver perso il cellulare… d’aver poi ritrovato il cellulare… di essere ancora senza treno… e soprattutto senza testa. Va da sé l’agitazione di mia madre, la preoccupazione, l’affanno, lo scoramento. Facciamo perdere il treno anche al povero Fabio che doveva partire in coincidenza con l’arrivo di Riki. Io decido, malgrado l’incertezza su come procederà la serata (Riki prima o poi tornerà?), di iniziare a prepararmi. La maglia di Glik, la felpa del Toro, il giubbotto, la sciarpa… addirittura le scarpe granata sono pronte per essere indossate. Non si hanno notizie di Riki, arrivano un paio di telefonate ma la linea cade, mia madre è sempre più agitata, Fabio sempre più in ritardo. Finalmente buone nuove: Riki, totalmente bagnato (correre sotto la pioggia torrenziale senza l’ombrello dà questi risultati) ha finalmente preso un treno per Chivasso. Ce la faremo: stasera tutti allo stadio! Mi preparo, sono un po’ agitato… sarà perché è quella prima del derby… sarà perché sino all’arrivo di Riki non ero più sicuro di poter andare allo stadio… sarà perché è la decima di campionato? Non lo so… sono estremamente agitato.

Finalmente si granatizzano anche Riki e Gianfranco (nel frattempo rientrato dal lavoro), panini e birre pronti, auto calda, mamma truccata e pettinata: si parte! Siamo in ritardo come sempre, ma non fa niente. Alle 20.00 saremo allo stadio. Durante il viaggio, però, l’agitazione che avevo a casa… si trasforma in brividi. Io che ho sempre caldo, improvvisamente sento un freddo tremendo. Gli occhi non riescono a stare aperti, la testa fa male. Che cos’ho??? Una sensazione quasi sconosciuta. Inizio a tremare più forte, proprio quando l’auto è finalmente davanti allo stadio.

“Mamma… sto male”. Il resto della famiglia sgrana gli occhi, mia madre posa una mano sulla mia fronte (qualcuno un giorno mi dovrà spiegare perché hanno inventato il termometro, non serve a niente!), mi comunica che la mia temperatura sarà circa 39 e, dopo un urlo misto a disperazione, rabbia e follia… gira l’auto per tornare a casa. Mi sento come in una bolla di sapone. Non ricordo l’ultima volta in cui ho avuto la febbre, è sicuramente passata un’eternità. Perché proprio stasera? Perché così all’improvviso? Corsa contro il tempo, nella speranza di arrivare a casa e poterla guardare almeno alla tv. Ma c’è traffico e, malgrado una dozzina di infrazioni, arrivati a casa, il Toro sta già perdendo. Io corro nel letto, sto davvero male, ho bisogno delle mie coperte. Gli altri litigano con il decoder, fuori piove forte, Sky non prende. Altro urlo di mamma, non certo un toccasana per chi ha mal di testa e vorrebbe un po’ di pace. Finalmente Sky riparte… è anche migliorato il risultato. Voglio qualcosa per il mio mal di testa e per la mia febbre a 40. Non so cosa mi abbia dato mia madre, mio fratello sostiene che non fosse un antipiretico. D’altra parte lei è naturopata: niente farmaci. Non posso neanche tanto lamentarmi, in tanti anni senza farmaci, io ed i miei fratelli non ci siamo mai ammalati. Qualunque cosa mi abbia dato, mi sono addormentato. La rivedo soltanto più tardi, in una delle varie volte in cui è venuta a controllarmi. Mi sussurra: “3 a 3, peccato!”. Questa volta l’urlo disperato è il mio. Ho voglia di piangere: sto male, non ho visto la partita, non abbiamo fatto il risultato.

Ripiombo nel sonno profondo, in compagnia del mio febbrone alto.

Giovedì mattina mi sveglio ancora semi-bollente. Dai che è stato soltanto un brutto sogno! Invece no. Invece abbiamo pareggiato al 94mo, ho ancora la febbre e mi sento malissimo. Sul nostro gruppo Whatsapp, quello di TOROinviaggio, Tiziano scrive diagnosi e rimedio. Diagnosi: Febbre da Derby. Rimedio naturale (per non dispiacere a mamma): Grappa calda con zucchero. Forse mia madre avrà seguito alla lettera l’indicazione. Stamattina mi girava la testa, ma della febbre… neanche più l’ombra. Ho terminato ora di riguardarmi la partita (ci avevo già provato anche ieri, ma con scarso successo). Mannaggia, era praticamente fatta; quando capiranno, i nostri ragazzi, che si deve vincere, che si può vincere, che abbiamo i numeri per vincere?

Vi prego ragazzi (spero che a qualcuno arrivi la mia missiva) … noi vi adoriamo, ci facciamo venire la febbre, la facciamo passare con la grappa granata, urliamo, deliriamo e sogniamo. Ce la potete fare, ma dovete assolutamente convincervene. Forza Padellino (anche io sono arrabbiato con te), riscattati alla grande!

Forza Capitan Glik… non lasciarti più distrarre!!!

Forza ragazzi! Noi ci siamo, ed emozionatissimi… vi stiamo aspettando!

Regalateci un sogno che tutti insieme, noi e voi, meritiamo!

Buon Derby granata…

TOMMASO FRENI

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