Torino, parla Longo: “Contento per l’esordio di Rosso, merita fiducia”

Torino, parla Longo: “Contento per l’esordio di Rosso, merita fiducia”

Parla il Mister della Primavera: “Quest’anno, oltre a lui, hanno esordito Graziano e Lescano, e molti dei nostri giovani sono in serie B”

Alla conferenza per l’almanacco La Giovane Italia ha preso la parola anche il Mister della Primavera granata Moreno Longo: ” In questo particolare momento del calcio italiano è importante puntare sui Settori Giovanili, quindi sposiamo totalmente un progetto come quello della Giovane Italia. Non è semplice lanciare i giovani in prima squadra e in questo senso stiamo facendo grossi passi avanti. Quest’anno hanno esordito Graziano, Lescano e Rosso, e molti dei nostri giovani sono titolari in serie B. Tutto ciò dimostra quanta sinergia ci sia tra giovanili e prima squadra. Il calcio deve saper valorizzare chi è più bravo, non ha senso mettere in campo un giovane soltanto usando il pretesto dell’età e del possibile prospetto futuro. Uno gioca se è bravo e se non lo è, non gioca. Neppure se è giovane. La nuova riforma in tal senso si inceppa sul nascere, perché corriamo il rischio di mettere in campo dei giovani giocatori per un anno, solo perché rientrano nell’età prestabilita. Poi l’anno successivo finiscono in Lega Pro oppure smettono di giocare. Oggi il calcio ci chiede di mettere in campo giocatori con delle caratteristiche tecniche importanti, ma soprattutto di attrezzarci con delle strutture adeguate a favorire la crescita di talenti. Senza scordare mai la selezione dei giocatori, anche e soprattutto attraverso le loro capacità cognitive. Ormai viviamo un calcio sempre più veloce e pertanto è necessario comprendere i dettami tattici per riuscire a dare il meglio in campo”.

Bava, Longo, Menghini, Fogli, Mezzano, Aramu. Gyasi e Giraudo (foto Manolo Chirico)

Posted by Toro News on Lunedì 25 maggio 2015

Poi una battuta sull’esordio di Rosso in Prima squadra e sulla Riforma Tavecchio: ”Rosso merita fiducia e ci ho tenuto molto a farlo inserire in questo almanacco. Fisicamente non è ancora del tutto formato ma fisicamente mi ricorda Possanzini, che fu erroneamente scartato per limiti fisici. Poi venne la crescita anche per lui e iniziò a segnare da professionista. La riforma Tavecchio? Come ho già detto rappresenta un primo passo, ma nulla di più. Non vorrei sfociasse nella solita riforma fumosa con il rischio di ritrovarci qui fra tre o quattro anni consapevoli di aver cambiato poco o nulla”.

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