Media retrocessione eppure siam ancora lì

Media retrocessione eppure siam ancora lì

di Guido Regis *

Dieci punti in undici partite: una media retrocessione da fine settembre.  Se non ci fossero stati i tredici punti  fatti nelle prime cinque partite, che comunque non ci hanno mai permesso di essere soli in testa al campionato, oggi non potremmo dire che siamo ancora li, incredibilmente a sette punti dalle prime.
Questo la dice lunga sul tasso tecnico…

di Guido Regis *

Dieci punti in undici partite: una media retrocessione da fine settembre.  Se non ci fossero stati i tredici punti  fatti nelle prime cinque partite, che comunque non ci hanno mai permesso di essere soli in testa al campionato, oggi non potremmo dire che siamo ancora li, incredibilmente a sette punti dalle prime.
Questo la dice lunga sul tasso tecnico di questo campionati di serie B. Si è già ampiamente sgonfiato il Frosinone ed in vetta ci sono due squadre che si chiamano Lecce ed Ancona. Tutti abbiamo visto quale mediocre “potenza”di fuoco, abbiano queste squadre. Eppure il nostro Torello, dotato di almeno sette giocatori  da serie A, sembra sprofondare lentamente sempre di più.
Possiamo ancora sperare?
Rolando Bianchi è capocannoniere.   Il problema della punta che non segna, spesso chiamato in causa negli anni passati, non esiste più.  “ C’è bisogno di una punta da cifra doppia” si diceva. Eccola servita, la cifra doppia l’ha già raggiunta anche se la squadra non lavora per lui. Semmai è lui che lavora per la squadra.
“C’e’ bisogno di un allenatore con le palle ”. Caspita, quindi anche Tuono è senza “zebedei” ?  Ma la battaglia per Camolese ( 80 % di preferenze ai sondaggi a fine campionato 2009) quanto è durata?   Ora si spera in una Beretta che li impallini tutti?  
“ Sti mercenari non ci mettono gli attributi ….”  Ma tre di quelli che non ci mettevano gli attributi l’anno scorso non si trovano al terzo posto in serie A, pur non giocando nell’ Inter o nella Giuva?.
“ Ma infatti l’abbiamo detto che li dovevamo tenere”. Chi?  Amoruso?  Dellafiore?  E non mi tirate fuori Dzemaili che insieme con Bianchi mi aveva stragiurato che sarebbe rimasto anche in serie B con il Toro.
“Dovevamo comprare tizio e non caio, vendere sempronio”. Eppure ad inizio campionato dopo tante lamentele sembravamo tutti, o quasi, soddisfatti?  Eravamo l’Inter della B … sulla carta, certamente. Ci eravamo dimenticati di alcune mele marce rimaste. Ci eravamo dimenticati che le mele sane non fanno guarire quelle marce ma semmai avviene il contrario. Ci eravamo dimenticati di essere stati abbandonati l’anno scorso con scuse senza senso e senza onore, sul più bello, dall’attuale capitano?
“ Cairo se ne vada, sta distruggendo il Toro”. Ma non si chiamava Papa Urbano?  E chi si propone per rilevare il Toro. Papa Vidulich secondo?  Ed i fallimenti per improvvise negazioni di prestiti da quattro euro, da parte delle banche controllate sappiamo bene da chi ? Ed i quasi dieci goal annullati l’anno scorso? Non sono anche queste alcune delle tante strane anomalie che stanno distruggendo il Toro?
Ho solo citato alcune tra le più comuni affermazioni che noiosamente si ripetono, al bar, sui forum, negli articoli anche nella “nobilissima carta stampata”.  Le stesse cose, da mesi, da anni. Sterili.
Ho solo espresso alcuni quesiti come risposta a queste ripetitive affermazioni del momento. Quesiti e risposte che tutti conosciamo, ma che molti o pochi, spero, fingono di non ricordare o proprio  dimenticano cronicamente, volendole relegare in un passato che è storia o ancor peggio negare.
Non m’invento io che la storia deve essere maestra di vita e di strategie. Non  insegno io che negare l’evidenza equivale a mentire.
Trecento fuori dallo stadio a protestare inca come delle bestie. Ed io che ho sputato dalla rabbia contro il televisore alla fine dell’ennesima figura di cacca,  facendo a mia volta una figura da idiota con mio figlio, non sono inca? E tutti i tifosi non sono inca?  Non vale se non urli o spacchi qualcosa o qualcuno?  Scopriamo che anche Cairo è inca. Anche quel badòla di Calderoni ha fatto l’inca entrando negli spogliatoi davanti alla telecamera, dando un pugnetto ad un pannello anziché martellarsi sonoramente i testicolini.
Ci vogliamo domandare a cosa servono tutte queste diverse manifestazioni di rabbia tardiva e convincerci definitivamente che non servono a nulla?
Ricordate che fine han fatto i trecento giovani e forti?
Quelli della Spigolatrice di Sapri del Mercantini sono morti. I nostri non moriranno, grazie a Dio, forse si beccheranno qualche ennesima denuncia ma soprattutto non caveranno un ragno dal buco. Semmai faranno temere alcuni dei pallidi mutandati granata di rischiare, nemmeno tanto, di andare a far compagnia al povero Rivalta per qualche impatto fuori dal campo.  Con quale risultato? Probabilmente si fingeranno malati per un po’ di partite, per non essere più coinvolti nel disastro e chiederanno ai loro procuratori di trovargli un’altra sistemazione. Poco male direte e posso essere d’accordo.
Ma con chi pensiamo allora a quel punto di provare a risalire la china?
Con gli unici tre che fino ad oggi hanno dimostrato di essere da Toro …. i tre moschettieri solitari  Rubin, Gasba, e Rolli.
E già bravi. Ma ci siamo dimenticati che esiste una carta stampata in agguato per distruggere anche questi?  
Con Rubin ci ha provato quest’estate trasformando la sua cortese risposta diplomatica verso un giornalista palermitano in un atto di fede per la squadra di quella città. Con Rolli qualche settimana fa dandolo per sicuro partente a gennaio, per sua espressa volontà. Per fortuna le tassative smentite sono arrivate tutto sommato in fretta.  Ci hanno provato anche con Ogbonna e li si è ulteriormente palesata l’assenza di un uomo Toro di peso nella dirigenza. Siamo in attesa per Gasba… . Se poi qualche mutandato si mette a giocare da Toro, ad esempio un Colombo, stiamo certi che ce ne sarà anche per lui. E la stessa carta stampata è già sul pezzo forte, da tempo, il Cairo pasticcione e sprecone ( perché sprecare il patrimonio che aveva improvvisamente acquisito a costo zero quattro anni fa effettivamente è proprio da pasticcioni)
In sostanza possiamo ancora sperare?  
Io, a nome di molti che conosco ed in genere poco urlano, poco bloggano, poco commentano e al “bar” provano con difficoltà a fare discorsi costruttivi, vi dico di si. Possiamo sperare perché siamo ancora tanti, inca.. in modo costruttivo o meno, ma sempre tanti. E’ il nostro attaccamento morboso ma sano a questi colori che ha impedito fino ad ora che il disegno di eliminazione ordito nei confronti del Toro ( e non è un invenzione, se ne convincano i più ingenui, per essere gentili ) non si sia ancora realizzato.
Possiamo sperare perché ci sono alcuni tra di noi che stanno tentando, con difficoltà sovrumane ma con tenacia, di far comprendere a tutti quelli che dicono di amare il Toro una banale verità; si deve essere compatti, smetterla di coltivare parrocchiette anche solo sui forum o peggio tra i club, associazioni, siti, e televisioni locali, trovarci e lavorare seriamente insieme.
Ma attenzione.
Dovevamo essere compatti quest’estate e convinti di alcune iniziative che mi ero permesso di promuovere su alcune mie lettere a nome di tanti fratelli.  La rivolta intelligente è scritta su questo ed altri siti, basta andare a rileggerla per rendersi conto di quanta lungimiranza fosse presente in frasi scritte, magari affrettatamente, ma che racchiudevano una summa popolare che, com’è noto, spesso è anche “vox dei”.
Dovevamo non avere timori politici, tantomeno farci deviare dai pochi fratelli che non capivano e che probabilmente continueranno a non capire. Purtroppo alcuni di loro a vario titolo contano, magari poco, ma contano nell’ambiente granata, ed ora o urlano più inca degli altri o dispensano sguardi e frasi inspiegabilmente da saccenti.
Non dovevamo desistere una volta che le azioni erano state intraprese, solo perché nel nostro infinito buonismo e amore per questi colori,  ci siamo accontentati di  qualche piccola apertura da parte del presidente. Le responsabilità non stanno solo in Cairo. Stanno anche in noi tutti me compreso, che abbiamo abboccato all’amo privo d’esca come pesci affamati.  Ebbene ora ci accade quanto  meritiamo, tutti, vati compresi.  
Questa ennesima lezione ci deve servire, anch’essa fa già parte della storia seppur datata pochi mesi. Non possiamo dimostrare di essere ancora sordi, ciechi o, peggio, stolti.
Uniti dobbiamo appropriarci di quello che è nostro ma che non abbiamo mai potuto gestire. Esiste un progetto di azionariato in divenire:  www.toromio.net . Potrà affiancarsi o meno all’attuale presidente.  E’ un progetto di e per tutti i tifosi. Tutti devono impossessarsene lavorando, tutti nel loro piccolo devono spendere e spendersi per diffonderlo, farlo crescere forte, serio, duraturo, “invincibile”.
Sarà necessario del tempo e dovremo stare attenti perché genera tanto, troppo fastidio a chi ci vuole male.  Se saremo capaci di non farci deviare dagli infiltrati, nonché dai ciarlatani,  pavidi e strumentalmente scettici personaggi che purtroppo si annidano anche tra noi, avremo il Toro che meritiamo e lo potremo consegnare ai nostri figli.
Se gli infiltrati, gli scettici, i pavidi ed i ciarlatani continueranno a dominare sul pensiero e sull’agire comune …..avremo il toro che meritiamo e i nostri figli probabilmente non avranno più nulla .

* presidente Toro Club CTO "C.Sala"

http://www.torinoclubcto.com

 

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