Natalino Fossati, un nuovo modo d’intendere il ruolo di terzino

Natalino Fossati, un nuovo modo d’intendere il ruolo di terzino

Figurine / Oggi è il settantaduesimo compleanno di un giocatore storico del Torino, cresciuto con Nereo Rocco e Gustavo Giagnoni, è nono nella classifica dei giocatori con più presenze in granata ed è stato un perno del Torino in un periodo fondamentale per la storia del club piemontese.

fossati a Toro Scatenato

Correva l’anno 1965 e, dopo un’esperienza in prestito al Genoa, Natalino Fossati s’apprestava a ritornare al Torino ma non per fare una semplice comparsa ma per restarci a lungo e per scrivere pagine importanti della storia granata formando, con Fabrizio Poletti, una coppia di terzini mai dimenticati dai tifosi granata rievocando, in quegli anni, Ballarin e Maroso che erano i terzini del Grande Torino. Il giocatore piemontese entrò ben presto nei cuori dei tifosi, come tutto quel Torino all’epoca, quella squadra, infatti, era la base di quella che poi vinse lo scudetto del 1976 nonchè furono i primi giocatori a ritornare a far sognare i tifosi granata dopo la strage di Superga. Nel sua sua carriera può vantare di aver vinto due volte la Coppa Italia nel Torino nelle stagioni 1967-68 e 1970-71.

Fossati era un terzino sinistro fluidificante con una visione di gioco dinamica, valido sia in fase difensiva che nelle ripartenze. Grazie anche all’intenso lavoro su di lui operato da Nereo Rocco esso riuscì ad avere un ruolo importante in fase offensiva. El paròn, infatti, intuì che il calciatore non era un semplice difensore ma mostrava più la propensione a giocare che a combattere, piuttosto che entrare con cattiveria sulle gambe e dare legnate preferiva giocare la palla e, all’epoca, un giocatore, così era merce rara. Era spesso protagonista di cavalcate sull’out di sinistra al fine di trovare una rete ma nelle sua carriera ne trovò soltanto quattordici. Agli appasionati di calcio ricordava molto Giacinto Facchetti che aveva introdotto il ruolo di terzino fluidificante, di cui ne era il sommo interprete. Questo nuovo modo di intedere i terzini permetteva ad essi di volare sulla fascia con la possibilità di andare a rete. Dopo Facchetti, il giocatore che sapeva interpretare al meglio questo nuovo ruolo era senz’altro Fossati.

L’ex giocatore granata rappresenta, senz’ombra di dubbio, una fetta importante della storia del Torino. Dopo, come già detto, la stagione 1962-63, che la passò in prestito al Genoa la sua permanenza al Toro durò dieci anni a cavallo tra il 1964 ed il 1974 ma precedentemente era cresciuto nelle giovanili dell’Alessandria per poi passare a quelle granata nel 1962. Il terzino rientra nella top ten dei giocatori come pià presenze al Toro, nella quale Giorgio Ferrini è in testa, piazzandosi come ottavo, alle spalle di Luigi Danova e davanti a Antonio Janni: con 336 presenze, un numero inimaginabile per un giocatore dei giorni nostri.

 

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