Nessuno chiede la luna o l’impossibile

Nessuno chiede la luna o l’impossibile

“Che tristezza!!!” Erano le uniche due parole che mi venivano in mente dopo la sconfitta con la Lazio. Non Tanto per il risultato – perdere a Roma ci può anche stare – quanto per il modo in cui la squadra aveva rinunciato a combattere.

“Vergogna!!!” E’ l’unica parola che mi viene in mente 5 minuti dopo il triplice fischio finale della partita contro il Chievo. Era uno scontro diretto…

“Che tristezza!!!” Erano le uniche due parole che mi venivano in mente dopo la sconfitta con la Lazio. Non Tanto per il risultato – perdere a Roma ci può anche stare – quanto per il modo in cui la squadra aveva rinunciato a combattere.

“Vergogna!!!” E’ l’unica parola che mi viene in mente 5 minuti dopo il triplice fischio finale della partita contro il Chievo. Era uno scontro diretto fondamentale, la partita della stagione. Non solo perché era fondamentale mantenere i 3 punti di vantaggio, quanto perché dovevamo dimostrare di poter affrontare alla pari uno scontro così importante; dovevamo dimostrare di voler vendere cara la pelle, di voler lottare con il coltello tra i denti sino all’ultimo secondo, per rimanere in serie A. E invece, dopo un minuto, avevamo già ceduto il passo. Un minuto!!! Tanto è durata la resistenza di chi “dovrebbe” onorare la maglia granata. E non veniamoci a raccontare che è un problema di modulo (senza contare che sabato giocavamo proprio con il tanto “desiderato” 442). Quando si prende gol dopo un minuto l’unico motivo è che la squadra è rimasta negli spogliatoi. Non c’è altra spiegazione!!!

Non posso sapere se la squadra giocava contro Zaccheroni per far si che venisse cacciato; ma so, per certo, che non giocava per il TORO. E questo non è accettabile!!! Non tanto perché mi illuda ancora che chi arriva a Torino si leghi a questa maglia in quanto diversa; non perché viva nell’illusione che nel calcio business odierno ci sia ancora spazio per giocatori che capiscono “realmente” il significato delle parole “cuore TORO”. Ma perché questi “signori” prendono stipendi che la gente normale si sogna; guadagnano in un giorno quanto i tifosi che li seguono – e che loro hanno insultato con le loro prestazioni – guadagnano in un mese. E quelle cifre bisogna guadagnarsele!!!  Cosa che, da troppo tempo, non avviene.

A questo punto diventa difficile dire quale sarebbe stata la decisione giusta per cambiare rotta. Temo che abbia pagato per tutti l’uomo che, forse, ha avuto l’unica colpa di essere troppo buono nel gestire lo spogliatoio. Quanto sta accadendo non è causato da un modulo sbagliato piuttosto che dall’impiego di alcuni giocatori piuttosto che altri. Qui si tratta di un gruppo di giocatori che non ha avuto – sino a sabato – nemmeno l’orgoglio necessario per tentare di salvare la barca che sta affondando. Il motivo… solo chi vive lo spogliatoio può conoscerlo. E, sono certo, che noi non lo scopriremo mai. Ma, a questo punto, non conta più nulla. Stanotte il Presidente ha preso la sua decisione, giusta o sbagliata che sia. E solo il futuro lo dimostrerà.

Adesso non ci sono più scuse, ne alibi. Da mercoledì non c’è più modulo che tenga, ne problema di una o due punte. Dalla partita con il Cagliari bisogna che la squadra dimostri di essere fatta di uomini. Devono tentare tutto il possibile per arrivare a fine stagione conquistando ciò che ora sembra pura utopia: la salvezza!!! Da oggi sino all’ultima domenica di campionato, l’unica cosa che conta è il TORO. E questo De Biasi, al quale faccio i miei migliori auguri, e Cairo devono farlo capire da oggi stesso a tutti.

In ogni caso questi mesi hanno dimostrato una cosa: a prescindere da tutto, questa squadra è da rifondare da zero. Poche, molto poche, sono le persone che hanno dimostrato di avere la grinta necessaria per onorare questi colori. A prescindere da qualsiasi progetto.

Concludo con una considerazione assolutamente personale: spesso si parla, a ragione, del rispetto che i tifosi devono avere verso i giocatori. E’ ora che qualcuno inizi ad avere rispetto verso di loro però, che con la loro passione permettono ai giocatori di vivere da privilegiati. Un rispetto che molti, da qualche mese a questa parte, non stanno dimostrando nei confronti del tifo, granata che merita – per moltissimi motivi – un impegno vero.

Nessuno chiede la luna o l’impossibile. Ma ora è arrivato il momento di ripagare con l’impegno chi, sino ad oggi, ha dato il massimo avendo sin troppa pazienza. Da oggi qualcuno deve dimostrare di essere uomo, prima di tutto.

Gianluca Maestro

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy