Oberdan Ussello, una vita interamente tinta di granata

Oberdan Ussello, una vita interamente tinta di granata

Figurine/ Oberdan Ussello avrebbe compiuto oggi 98 anni: torinese e torinista doc, da giocatore e allenatore la sua fu una vita totalmente dedicata ai colori granata

 

Il 21 febbraio del 1917 nasceva a Torino, più precisamente in via Filadelfia a due passi dallo stadio, Oberdan Ussello. Da sempre legato ai colori granata, viene notato da ragazzino proprio dagli osservatori del Toro che lo arruolano nel settore giovanile, del quale diventerà poi in seguito una delle persone più rappresentative. Dopo qualche anno a fare gavetta, il suo sogno si avvera nel dicembre del 1935, quando esordisce in Coppa Italia contro la Reggiana nel miglior modo possibile: una doppietta che permise ai granata di avanzare nella competizione. Nel maggio della stessa stagione fa il suo esordio in campionato, quando i granata battono la Fiorentina 2-0 in trasferta. Anche questa volta contribuisce alla causa con un gol. Ala veloce e di corporatura non particolarmente possente (nelle giovanili lo soprannominarono “Microbo”), nonostante queste buone prestazioni non riesce a ritagliarsi un posto da titolare in prima squadra.

Viene ceduto così al Vigevano, dove disputa quattro stagioni (di cui tre in Serie B).  Torna in granata qualche anno più tardi per giocare da titolare la stagione 1940-1941 (25 presenze e 5 gol), ma a seguito degli acquisti di Ferraris e Menti è costretto a fare di nuovo le valigie. Nel ’42 si accasa quindi alla Biellese, dove chiude la sua carriera da calciatore.

Anche la sua carriera da allenatore fu strettamente (se non unicamente) legata al Toro. Dopo un brevissimo periodo proprio alla guida della Biellese, infatti, Ussello guidò le giovanili del Grande Torino e la prima squadra nelle ultime partite del campionato ’48-’49 a seguito della tragedia di Superga. Prima allenatore delle giovanili, poi responsabile del vivaio, fu sempre a disposizione come “traghettatore”: allenerà il Toro in altre tre brevi occasioni, nel ’52-’53, ’53-’54 e nel ’68-’69 per quattro gare di Coppa Italia. Nella sua carriera scoprì e allenò numerosi talenti del vivaio granata: per molti ragazzi fu un punto fisso, un riferimento da cui prendere esempio. Una vita dedicata totalmente al Toro, una vita fortemente intrisa di granata.

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