Quando Mondonico faceva l’ingresso nell’universo granata

Quando Mondonico faceva l’ingresso nell’universo granata

Memorie Granata / L’eroe di Amsterdam e il Torino: una storia d’amore sbocciata nel 1968

6 commenti

Emiliano Mondonico. Due parole che scatenano nei tifosi del Toro, di qualsiasi generazione, sentimenti di orgoglio, di appartenenza, quasi di nostalgia. Tutto l’affetto dell’universo granata nei confronti del Mondo è dovuto soprattutto agli anni passati sulla panchina granata, ma lui in campo ha anche rincorso il pallone, indossando quella maglia.

Per l’appunto, il Mondo fa il suo esordio l’8 settembre 1968, sul campo della Reggiana; netta vittoria della squadra allora allenata da Edmondo Fabbri: 0-3, reti di Moschino, Facchin e proprio Mondonico, che bagna l’esordio con uno degli unici due gol che segnerà in granata.

Prelevato nel 1968 dalla Cremonese dopo due campionati straordinari (19 centri in 46 partite), rimane al Toro per due stagioni, e nel 1970 passa al Monza. Poi Atalanta e ancora Cremonese, dove chiude la carriera per quanto riguarda il calcio giocato.

Decisamente migliori i risultati come allenatore: comincia proprio dalla panchina della sua Cremonese, per scalare rapidamente categorie e piazze fino ad arrivare all’apice della sua carriera: il quadriennio granata 1990-1994. Sotto la sua guida il Torino conclude il campionato 90-91 in quinta posizione e quello successivo addirittura al terzo posto, conoscendo anche gioie ed amarissime delusioni europee: resteranno indelebili nella memoria di qualsiasi granata le immagini della finalissima stregata di Coppa UEFA contro l’Ajax e di quella sedia alzata al cielo dal Mondo, a reclamare un calcio di rigore non concesso che avrebbe potuto modificare la storia di quella partita.

Mondonico è però anche l’ultimo allenatore seduto sulla panchina del Torino ad aver alzato un trofeo: la Coppa Italia 1992-1993, vinta in una finale al cardiopalma contro la Roma.

Dopo un periodo all’Atalanta ed un ritorno al Toro (giusto il tempo di una promozione in serie A nel 99), si siede sulle panchine di Napoli, Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe, Cremonese e Novara; è costretto ad interrompere la sua carriera da allenatore anche perché colpito da un tumore.

Nella partita più importante della sua vita, il Mondo vince ancora.

Simbolo di un Torino d’altri tempi; simbolo di un uomo d’altri tempi: il nome di Mondonico è scolpito nei cuori granata, e non c’è pericolo che se ne vada. Il Mondo fa indissolubilmente parte dell’Universo Granata.

Federico Bosio

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  1. ziocane66 - 2 anni fa

    Per il MONDO mi spiace perfino aver battuto la Viola domenica

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  2. CONTE VERDE - 2 anni fa

    Solo per precisare ,,Mondonico nel Toro ha segnato 5 reti in coppa italia..in passato all’Inter !!!ticolare mi ricordo in uno spareggio per la Coppa giocata a Novara dove battemmo l’Inter 3 a 2 con doppietta di Monde e una rete di Giovanni Quadri un attaccante centrale classe 1951 grande bomber in primavera che doveva far coppia poi con Pupi ,ma fermato poi da una fastidiosa ernia discale..Mondo in quella partita segn0 su rigore battendo il grande Lido Vieri che era passato all’Inter!!!

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    1. RDS- toromaremmano - 2 anni fa

      Giovanni Quadri da Cornate d’Adda, in seguito gioco anche con l’Ascoli.

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  3. prawda - 2 anni fa

    Mondonico e’ granata dentro; la sedia alzata ad Amsterdam rimane l’episodio piu’ clamoroso ma basta sentire le sue parole riferite al Filadelfia o quando spiega cosa significa essere del Toro a Torino, per comprendere cosa significassero e rappresentassero per lui i colori granata.

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  4. LoviR - 2 anni fa

    MONDO UNO DI NOIII!!!!!!!

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  5. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 anni fa

    È ancora oggi lo vediamo alla Domenica sportiva come unico rappresentante mediatico che ci difende e parla di noi e spiega il Toro a chi non lo saprà mai.
    Ventura è un maestro.
    Ma il Mondo è il Mondo. A lui voglio proprio bene.

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