Sampdoria-Torino Calcio triste se non c’e’ equita’

Sampdoria-Torino Calcio triste se non c’e’ equita’

di Guido Regis

 

 

Davvero un bel Toro il primo tempo attento in difesa e pronto a ripartire.

Sfortunato come sempre, perde Natali ma trova Ogbonna.

Mi piace l’idea di GDB che utilizza Colombo più avanti consentendogli di usare la sua forma atletica e la sua voglia di fare senza la preoccupazione di sbagliare in difesa, come purtroppo spesso fa, ed affidando il compito più…

di Guido Regis

 

 

Davvero un bel Toro il primo tempo attento in difesa e pronto a ripartire.

Sfortunato come sempre, perde Natali ma trova Ogbonna.

Mi piace l’idea di GDB che utilizza Colombo più avanti consentendogli di usare la sua forma atletica e la sua voglia di fare senza la preoccupazione di sbagliare in difesa, come purtroppo spesso fa, ed affidando il compito più delicato ad un uomo di esperienza come Aimo Diana.

Purtroppo a Nic difetta il “piede caldo” nell’azione da rete più limpida. A Stellone manca l’intuito del rifinitore non facendosi mai trovare nell’area piccola nei tre insidiosi  passaggi che l’attraversano, dettati da Rubin e Colombo.

Entrambe però sono abili nel far salire, come sempre, la squadra difendendo i palloni e riaprendo sui compagni per l’impostazione.

Purtroppo ancora non in forma Barone, unica scelta che non condivido con GDB.

Secondo tempo ancora più bello del Toro. Ogbonna veramente incisivo sulla sinistra in coppia con Rubin, sviluppa una serie di cross tesi che alla fine producono un palo ed un gol regolarissimo per i granata, siglato da Amoruso e guarda caso annullato.

Anche Barone fa  valere la sua freschezza atletica e riesce qualche volta a penetrare nel centro campo avversario.

Ayroldi dimentica anche che le spinte in area sono fallo e non concede un rigore più tardi quando un difensore blucerchiato travolge Amoruso mentre sta per insaccare di testa o quando Colombo viene sgambettato appena dentro l’area.

Nel frattempo la Sampdoria, che è stata assolutamente sommersa dal gioco e dalla tecnica dei nostri, confeziona due occasioni da gol con Cassano, neutralizzata da Calderoni, e  Padalino. clamorosamente buttata sul fondo.

E’ inutile che qualcuno ci tacci di vittimismo quando si dice che queste partite sembrano segnate da un destino scritto.

Infatti anche questa volta al Toro non solo viene scippata la vittoria ma subisce come sempre l’onta dell’ingiusta sconfitta, con un gol banale e fortuito di tacco da fuori area di Bellucci.

Bisogna essere onesti, questa volta non si può imputare nulla ne alla squadra  ne all’allenatore.

Forse a pensarci bene persino i giudizi espressi, anche dal sottoscritto, in partite precedenti non sono stati del tutto obbiettivi e dettati più dall’amarezza per le sconfitte, che per una vera analisi delle partite.

Ora tocca davvero alla società fare la voce grossa.

Sono tre i gol assolutamente validi e negati dall’inizio del campionato. E sono solo gli episodi più eclatanti perché potremmo tranquillamente inserire il gol assegnato all’Atalanta mercoledì, per quanto ininfluente , o rigori non concessi, fuori gioco inesistenti, espulsioni esagerate, falli in attacco etc.. etc..molto più determinanti.

Nessuno ci può togliere il dubbio che senza questi  errori oggi avremmo da 6 a 9 punti in più, il che ci collocherebbe tuttavia in una posizione ancora ingenerosa in classifica se pensiamo che su 900 minuti giocati, non più di 200 sono quelli che ci hanno visti soccombere dal punto del vista del gioco, tra l’altro parte dei quali fatti con Reggina e Chievo.

Voglio ricordare che il calcio oltre ad essere un “ business” colossale dovrebbe anche cercare di ricordarsi dei giovani che lo seguono. Non si può continuare a fornire loro un esempio di impunità dalle ingiustizie,  oltre a quello della legge del più “ricco” che si compra la “forza”. Non si può lasciar passare il messaggio che il mondo è comunque e sempre dei furbi.

Scommettiamo che questa sera e domani, dopo eventuali e legittime recriminazioni del nostro presidente, scenderà nuovamente in campo il “ pelatone che se la tira”, come fece l’anno scorso sul goal irregolare di Trezeguet, a spiegare quanto Ayroldi abbia impeccabilmente interpretato il regolamento nell’annullare il nostro gol?

Comunque il Toro sta dimostrando di aver capito che non può permettersi di fare trenta minuti di forcing, magari non segnando gol facili, per poi farsi infilare nel secondo tempo.

Ha capito di avere i mezzi per controllare la partita giocando corto per poi aprirsi con belle folate in ripartenze ficcanti; gli uomini a disposizione sono assolutamente in grado tecnicamente e fisicamente di farlo.

L’impressione è che, alla faccia degli arbitri e delle “cupole”, abbia tutti i numeri per venirne fuori e oggi più che mai sono pronto a scommettere anche su questo.

 

   

Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala

http://www.torinoclubcto.com

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