Stefano Venneri: “Che gioia raccontare il Toro. E sabato al Filadelfia…”

Stefano Venneri: “Che gioia raccontare il Toro. E sabato al Filadelfia…”

Lo speaker ufficiale dei granata: “La nuova postazione a bordocampo è bellissima. Non dimenticherò mai quando ho preso un anno di pausa e tifosi e società si sono mobilitati perché volevano che tornassi”

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Venneri, speaker, Torino

Abbiamo intervistato Stefano Venneri, lo speaker del Torino che con i suoi annunci esalta tutto il popolo granata durante le partite casalinghe della squadra di Ventura: ecco le sue parole, dalle quali traspare l’orgoglio e l’emozione per essere la ‘Voce’ del Toro.

Stefano, puoi raccontarci quali emozioni si vivono ad essere lo speaker ufficiale del Torino?

Io sono qui da 6 anni e sono passato dalla Serie B alla Serie A fino ad arrivare a seguire le partite di Europa League, quindi posso dire di aver vissuto da vicino tutta l’evoluzione che ha compiuto la società in questo periodo ed è stata davvero una grandissima emozione. E’ una grande gioia essere lo speaker di una squadra così tanto amata, con tanti tifosi che la seguono e tanta gente che vorrebbe essere al mio posto. Arrivando da Alessandria, dopo 22 anni nei quali ho fatto il dj, è sempre un’ emozione trovarmi a commentare il Toro, pensando poi a quanti speaker e dj ci sono che tifano questi colori e vorrebbero fare quello che faccio io. Inoltre rappresenta un grande orgoglio la nuova postazione che mi hanno assegnato, che si trova attaccata al campo e non più sulle tribune; è un caso unico in Italia e ne andiamo molto fieri. Ci sono anche altri speaker che annunciano dal campo la formazione, ma soltanto noi abbiamo una postazione dedicata, con scritto “La voce del Toro”, ed è una cosa bellissima.

Il tuo è un lavoro molto particolare, ci puoi raccontare come si svolge il ‘dietro le quinte’?

Si, è una cosa che in tanti mi chiedono e che incuriosisce. In pratica la mia partita inizia il giorno prima: io seguo le notizie che arrivano dai vari club e dalla società e butto giù una scaletta. E’ molto bello il fatto che noi seguiamo anche il Settore Giovanile del Toro, per cui diamo conto di chi ha segnato, delle varie partite giocate, delle iniziative promosse dalla società. Mi fa molto piacere perché permette di dare anche visibilità ai giovani del Torino e in questo devo ringraziare molto la società. Il giorno del match arrivo allo stadio circa tre ore prima del calcio d’inizio: faccio partire la musica e cerco di parlare il meno possibile, anche per non dare fastidio ai tifosi che intanto stanno entrando nello stadio. Devo dire che ci sono tantissimi cantanti che tifano il Torino e la nostra scaletta è sempre pienissima. Poi circa 25-30 minuti prima dell’inizio della partita diamo l’annuncio dell’ingresso in campo dei giocatori. Anche in questo abbiamo alcune particolarità: ad esempio visto che è amatissimo dai tifosi annunciamo anche l’ingresso in campo dell’allenatore, cosa che molte altre squadre non fanno. Poi contro la Fiorentina abbiamo iniziato anche ad annunciare l’ingresso nello stadio del presidente Cairo. E’ una cosa che abbiamo scelto di fare per renderlo partecipe del prepartita e anche per ringraziare lui e la società del grande lavoro che svolgono. I tifosi hanno risposto molto bene per cui lo rifaremo anche sabato sera. Poi c’è l’annuncio delle formazioni, che quest’anno anticipiamo leggermente visto è stato introdotto anche l’inno della Serie A. Dopodichè parte un video con i momenti più belli della storia del Toro, che riesce sempre a caricare molto i tifosi e infine l’inno Ancora Toro. Durante la partita poi annuncio le sostituzioni e i gol, ovviamente solo quelli del Toro. Il pubblico è sempre molto coinvolto, una volta ho gridato per quindici volte il nome di Maxi Lopez dopo una rete e i tifosi continuavano ad intonarlo, credo che non avrebbero mai smesso. Poi, dopo circa 40’ dal fischio finale e dopo che sono usciti dallo stadio i tifosi ospiti, termina anche la mia partita e lascio l’impianto.

Venneri stadio olimpico
La nuova postazione di commento utilizzata da Venneri

Ci parlavi prima della nuova postazione che hai a disposizione, ti agevola molto il lavoro?

Si assolutamente. Intanto oltre  a me ci sono tre tecnici che mi aiutano e mi rendono la vita molto più semplice e poi la posizione in cui mi trovo ora è molto più comoda rispetto alla tribuna. Dal campo posso vedere più facilmente il riscaldamento, l’ingresso del mister e in generale tutta la partita. E’ una postazione molto particolare e davvero all’avanguardia per la quale non posso che ringraziare la società che ha voluto fornirmela.

Hai vissuto tanti momenti emozionati legati al Toro negli ultimi anni, quali sono quelli che ti hanno colpito maggiormente e ti sono rimasti nel cuore?

Sicuramente la promozione in Serie A è stata straordinaria. La partita contro il Modena, tutta quella gente festante che gioiva sotto la pioggia è un ricordo bellissimo. Un altro ricordo che mi porterò dietro per tutta la mia vita non riguarda però una partita in particolare: vivendo ad Alessandria e avendo anche un altro lavoro avevo deciso di interrompere per un anno l’impegno di commentatore del Torino, perché facevo fatica a gestire tutto. Tantissimi tifosi allora mi hanno contattato e mi hanno chiesto di tornare. E’ stato qualcosa di incredibile, davvero è la cosa più bella che si possa desiderare: tu ti fermi e la società, con il presidente in persona, si mobilità insieme ai tifosi e ti chiedono di ritornare. Quando sono rientrato mi hanno fatto fare il giro di campo ed è stata un’emozione indescrivibile. Poi c’è il ricordo di alcune partite vinte: ad esempio quella contro la Sampdoria per 5-1, o l’ultimo derby nel quale abbiamo trionfato dopo vent’anni e io finalmente ho potuto gridare per un gol del Toro. In ogni partita l’emozione che provo è uguale a quella dalla prima volta e mi lascio sempre trascinare dalla voglia di strafare. L’emozione più grande però credo sarà sabato: la società mi ha chiesto di presentare la giornata dedicata alla posa della prima pietra della costruzione del nuovo stadio Filadelfia e per me avere questa possibilità è un onore immenso. Essere presente in un luogo dal così grande significato per il Toro e la sua gente è qualcosa di speciale. Sto davvero vivendo un sogno. Delle volte parlo con mia moglie e le dico incredulo: “Ma ti rendi conto che sono lo speaker ufficiale del Toro?”. Non mi pare ancora vero.

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