Stefano Venneri: “Toro, è sempre come la prima volta”

Stefano Venneri: “Toro, è sempre come la prima volta”

Esclusiva TN, lo speaker del Torino FC: ” Ho realizzato un sogno”

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Chi, negli ultimi sei anni, è stato almeno una volta all’Olimpico, non può non essersi emozionato con la sua voce e la sua carica. Stefano Venneri, speaker del Torino FC, ci ha parlato di sé in questa intervista, grazie alla quale siamo riusciti a conoscerlo meglio.

Ciao Stefano, la prima domanda è d’obbligo: ti sei ripreso dalla gara contro la Sampdoria?
Più o meno (ride ndr): tra emozioni e gol, domenica sera ero stremato, e sono stato costretto a rimanere a letto. Urlare in occasione di cinque reti non capita tutti i giorni e poi ero talmente entusiasta che mi sono fatto prendere la mano e non smettevo più. Mia moglie infatti, vedendomi gridare in quel modo, mi ha detto “calma, che ti viene un coccolone”.

Tu fai questo lavoro ormai da diversi anni: ti emozioni sempre come la prima volta?
Sì, è sempre come la prima volta. Ovviamente poi dipende dalle partite.

A proposito: quando sei di fronte ad un Torino – Milan, ad un Torino – Inter o ad un derby pieno di pubblico, le motivazioni vengono da sé, ma come fai a caricare la piazza in occasione di un match meno sentito?
Io non cambio mai modo di fare, ma cerco sempre di mantenere lo stesso tono di voce ogni volta che leggo le formazioni o, in generale, ogni volta che prendo la parola. Per esempio, in Coppa Italia contro la Lazio, c’era poca gente, ma non ho modificato nulla delle mie abitudini. E’ chiaro poi che, quando arriva una tripletta come quella di Quagliarella domenica scorsa, o cinque gol come quelli con la Samp, automaticamente ti scateni, e il pubblico con te. In generale però sono sempre contento di essere allo stadio, perché ormai con i tifosi si è creato un bellissimo feeling a cui non rinuncerei per nulla al mondo. Diventare lo speaker del Torino era il mio sogno, e sono riuscito a realizzarlo.

Quali partite sono entrate maggiormente nei tuoi ricordi?
Beh, sicuramente Torino – Genoa 2-1 dello scorso anno, con quei due fantastici gol in extremis di Cerci e Immobile. Poi il mio primo derby all’Olimpico e la partita con il Modena con cui i granata andarono in serie A: un’emozione straordinaria, come quella di domenica scorsa.

Con il derby hai toccato un tasto dolente per i supporters granata: riuscirai a urlare per la prima volta quest’anno?
Sono sicuro di sì. Ma perché non cinque come con la Sampdoria? In fondo sognare non costa nulla.

Forse il segreto per riuscire a coinvolgere ed emozionare la gente è proprio emozionarsi, sei d’accordo?
Sì, è vero, infatti io arrivo sempre con largo anticipo, due ore prima della partita. A cominciare dal riscaldamento della squadra fino alla lettura delle formazioni, mi concentro e cerco di assorbire l’atmosfera dello stadio per caricarmi. Inoltre, da noi all’Olimpico, la cosa bella è che non ci limitiamo a leggere i nomi dei giocatori e a gridare sui gol. Prima del match infatti diamo tutta una serie di notizie relative alle giovanili e alle iniziative dei Toro Club, in modo da coinvolgere l’ambiente granata a 360 gradi e cercando così di far sentire tutti a casa, in famiglia.

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