Torino e Filadelfia, sospesa la bonifica bellica

Torino e Filadelfia, sospesa la bonifica bellica

Verso la ricostruzione / Rinvenuti vecchie architetture che obbligherebbero a nuovi scavi. La Fondazione punta a far valere i controlli del 2007: deciderà l’autorità militare

Continua l’opera instancabile della Fondazione Filadelfia, impegnata nella ricostruzione del Tempio degli Eroi. E se da un lato l’azienda Alvit ha visto respinto il proprio ricorso in merito all’assegnazione dell’appalto di costruzione, dall’altro il presidente Cesare Salvadori e i relativi consiglieri della Fondazione lavorano per redigere e quindi sottoscrivere il contratto del mutuo – garantito dalla Regione Piemonte -, che sarà erogato dal Credito Valtellinese. 

Nel frattempo, la bonifica bellica iniziata circa un mese fa è stata temporaneamente sospesa. Il fatto non causerà alcun rallentamento – in ogni caso i lavori di costruzione non potranno iniziare sino a quando non verrà sottoscritto il mutuo e depositato il contratto d’appalto -, ma potrebbe obbligare la Fondazione ad investire ulteriore denaro.

Spese suppletive, facilmente evitabili se solo la burocrazia in merito non fosse così ferrea e ingarbugliata. Nella fattispecie, gli addetti alla bonifica bellica hanno individuato, nell’area perimetrale del vecchio campo principale, una serie di fondamenti, manufatti appartenenti alla primissima struttura (inaugurata nel 1926). Questi, ad oggi impediscono di constatare o meno – direttamente dalla superficie – la presenza di eventuali ordigni inesplosi e qualsivoglia residuo bellico. 

L’unica soluzione, nella pratica, è quella di inaugurare un nuovo scavo, così da poter verificare da vicino e concludere la suddetta bonifica. In tal senso – come detto in apertura – il percorso verso la ricostruzione non subirà modifiche a livello di tempistiche, bensì a livello di costi. Denaro che la Fondazione preferirebbe (giustamente) evitare di spendere. Proprio per questo lo zoccolo duro sta cercando di far valere le carte datate 2007, le quali dimostravano l’assenza totale di ordigni inesplosi in quella zona. 

Di norma, tale materiale è da considerarsi scaduto. Ma è altrettanto vero che – nella pratica – dal 2007 ad oggi a Torino non ci sono state né guerre, né bombardamenti e neppure attentati di sorta. Su questo punterà la Fondazione, diversamente, se tale materiale cartaceo non dovesse essere considerato valido, si procederà con un ulteriore scavo e con relativa ed ulteriore spesa. La decisione finale spetterà all’autorità militare.

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