Torino, festeggiati i 10 anni del club: “Aldo e Dino Ballarin Veneto”

Torino, festeggiati i 10 anni del club: “Aldo e Dino Ballarin Veneto”

Mondo Granata / Partecipanti alla cerimonia i parenti dei Ballarin e Giampaolo Muliari, direttore del museo del Toro. Afflusso di ottantadue persone per ricordare i due fratelli periti nella tragedia di Superga

Il 4 maggio 1949 perse la vita nella tragedia di Superga la squadra del Grande Torino che era reduce da quattro scudetti di fila. In quell’aereo erano presenti Aldo e Dino Ballarin: il primo terzino destro titolare del Toro e della Nazionale mentre il secondo fratello era il terzo portiere della squadra di Ferruccio Novo. Questi due giocatori che resteranno, per sempre, indelebili nella storia granata sono veneti, in particolare la loro città natale è Chioggia: cittadina lagunare in provincia di Venezia. La località veneta è stata stravolta da quella tragedia, avvenuta nel dopo guerra, ed è sempre rimasta legata al Torino vista l’appartenenza dei due fratelli defunti alla squadra. La squadra di Chioggia, infatti, porta come colori sociali il granata e gioca nello stadio “Aldo e Dino Ballarin”, il nome dei due fratelli è anche quello di una scuola della località veneziana. Nel 2006, anno del centenario, per onorare ancora di più quei due campioni è stato fondato un club di tifosi in loro memoria.

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Il club granata prende proprio il nome dei due giocatori scomparsi a Superga e raccoglie i tifosi veneti del Toro. Nella giornata di ieri si è svolta la cerimonia per festeggiare i dieci anni con un pranzo, dopo la visione della partita, al ristorante “Facecook” di Chioggia a cui Toro News era presente. La data è stata scelta proprio in occasione della settimana del compleanno di Dino Ballarin (nato il 23 settembre 1925) e, fra gli altri, erano partecipi Antonio Ballarin e Maria Pia Ballarin, figli di Aldo; Aldo Cappon, figlio di Maria Pia nonché presidente del club e Nicoletta Perini, il cui nonno era proprio Dino, con il suo marito Davide Bovolenta. Una cerimonia, che si ripete di anno in anno, al fine di ritrovarsi tra tifosi granata, che in Veneto diventano sempre più rari, e ricordare, con i familiari, i campioni che furono commentando anche il futuro che vede la ricostruzione del Filadelfia.

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Grazie alla strepitosa vittoria del Torino sulla Roma, il piacevole intrattenimento di Marco Cappello ed i ricordi dei parenti dei Ballarin: il tempo è volato piacevolmente. Cori, urla di gioia e risate hanno contraddistinto la giornata in un clima familiare, che solo i tifosi del Toro sanno creare. Parecchi bambini presenti, segno che le generazioni di tifosi del Torino debbano continuare ancora per tempo per per la regione al Nord-Est dell’Italia. Il numero di partecipanti all’anniversario di ieri è di ottantadue persone, una bella cifra di persone vogliose di Toro e di poter condividere la propria passione. Il ristorante, guardacaso, è gestito proprio da un tifoso della Roma che comunque è stato ben felice di ospitare i supporters del Torino che sono riconosciuti, anche fuori dai confini italiani, come una delle tifoserie più calde e passionali. Il “Facecook” è diventato un vero e proprio covo granata per 24 ore: unite alla bandiere granata e agli storici striscioni c’erano le, suggestive, riproduzioni in miniatura della Mole Antonelliana e della Basilica di Superga, costruite da Aventino Fisanotti, che hanno fatto immergere tutti i presenti ancor più nel clima della città piemontese.

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Partecipe alla cerimonia anche il direttore del “Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata”, Giampaolo Muliari, insieme a tutta la sua famiglia. Il rappresentante della Memoria Storica Granata è anche intervento durante la giornata, visibilmente contento di essere essere presente a questo momento di ritrovo: “Sono orgoglioso di poter essere partecipe, insieme a voi, alla cerimonia di commemorazione di questo club. Io, personalmente, ho sempre cercato di tenere in vita la memoria granata, perché, ci tengo a ricordare, che la vera tragedia non è morire ma dimenticare. Abbiamo speso tanti sacrifici per realizzare il museo del Grande Torino a Grugliasco: è venuto fuori un spazio molto semplice dove ci si può ritrovare per parlare di Toro e ricordare le gesta dei campioni che furono. In attesa della realizzazione del Filadelfia, direi che, è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo granata”.  

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Prende parola anche Maria Pia Ballarin che è molto commossa per l’affetto che c’è ancora per suo padre e coglie l’occasione per presentare un nuovo libro che racconta le gesta di Aldo e di suo zio: “Ringrazio tutti i presenti, siamo in tanti e mi fa piacere. Vuol dire che il club continua a funzionare e sono molto contenta sopratutto anche per la presenza dei molti bambini. Questa occasione è doppiamente importante per me, in primo piano perchè c’è l’anniversario del nostro club che è ancora molto in forma e questo fa ben sperare per il futuro. Poi perché c’è la pubblicazione del libro del nostro amico Marco Cappello che  si chiama “I Ballarini”. L’aneddoto, che ci tengo a raccontarvi, è che il titolo  è un  nomignolo che ci diamo tutti noi parenti dei due defunti fratelli. Questo libro presenta pagine scritte anche da noi, dove si racconta storie del Grande Torino molto curiose, interessanti e anche commuoventi”. 

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Momenti belli e piacevoli che contraddistinguono i tifosi granata da quelli delle altre squadre e contribuiscono all’incontro, alla conoscenza o allo scambio di opinioni sul Toro. Infine, da sottolineare c’è che questo evento, con cadenza annuale, porta fortuna anche al club di Urbano Cairo, dato che il Toro non ha mai perso una partita quando ha giocato in corrispondenza del ritrovo del club “Aldo e Dino Ballarin”. Da buon scaramantico qual è, c’è da scommettere che se potesse, il presidente granata chiederebbe ai veneti granata di organizzare un evento ogni fine settimana…

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