Toro e Filadelfia, parla il dott. Novellino: ”Fieri di finanziare questo progetto”

Toro e Filadelfia, parla il dott. Novellino: ”Fieri di finanziare questo progetto”

Esclusiva TN / Il direttore territoriale del Credito Valtellinese: ”Nessun diritto di ipoteca, il Fila non sarà mai della banca”

Dopo aver svelato i dettagli del mutuo garantito dalla regione, che a breve verrà sottoscritto ed erogato, abbiamo contattato il dott. Vittorio Novellino, direttore territoriale del Gruppo bancario Credito Valtellinese. L’ente che erogherà i 3.5 milioni di euro, utili alla ricostruzione del Filadelfia. Un mutuo, ricordiamo, il cui piano di ammortamento è di 15 anni. 

Avete mai finanziato progetti simili?
”Avendo come missione quella di servire il territorio in un’ottica di vicinanza effettiva e tangibile, negli anni abbiamo finanziato numerose altre opere di questo tipo. Per noi è un punto d’onore e un elemento che ha a che fare con la nostra identità di banca”.

Partiamo dalla classica domanda che tutti i tifosi farebbero: lei che squadra tifa?
”Non sono tifoso. Mi piace lo sport in generale e amo le iniziative meritorie che coinvolgono i giovani; anche per questo abbiamo scelto di candidarci per erogare il mutuo per la ricostruzione del Filadelfia. Non si tratta di un progetto che ha uno scopo meramente commerciale, ma è qualcosa di diverso che si avvicina ai giovani. Siamo fieri di offrire il nostro supporto in questo piano ad elevata valenza sociale, ma allo stesso tempo ben pensato sotto il profilo della solidità e garanzia finanziaria”.

Nel concedere questo mutuo alla fondazione, c’è una matrice storico-culturale oppure avete semplicemente osservato il lato professionale?
”Esiste senza alcun dubbio una precisa matrice storico-culturale: il Filadelfia è un “monumento” che verrà realizzato e resterà nella storia E come Gruppo Credito Valtellinese condividiamo i profili culturali, ambientali e anche architettonici sottostanti, che sono i nostri”.

Le conoscerà senz’altro la storia del Grande Torino allora?
”Assolutamente sì, la mia generazione è cresciuta con il mito del Grande Torino. Le imprese di quei ragazzi riecheggiano negli anni e ancora oggi vengono raccontate – tutti conoscono la storia (anche l’epilogo tragico, a Superga), o almeno dovrebbero conoscerla. Si figuri io, che allora ero ragazzino e con il ricordo vivo di quella grande Squadra”.

Che impressione Le ha fatto la Fondazione Filadelfia?
”Ho avuto modo di compiere una conoscenza solo formale, dopo l’esito della gara d’appalto. Mi sono sembrati molto seri e Cesare Salvadori (il presidente, ndr) è una persona squisita. Per il resto non posso permettermi di giudicare, né lo voglio”.

Tra i valtellinesi, nel Torino c’è Padelli: possiamo parlare in un certo sento di ”anello di congiunzione”?
”Le assicuro che non c’era alcun preconcetto e neanche alcuna premeditazione. Mi avevano detto che Padelli è di origine valtellinese, ma è solo un caso. Non è per questo che abbiamo partecipato alla gara”.

In molti sono rimasti stupiti del fatto che vi siate presentati solo voi alla gara. Che cosa avete pensato quando avete saputo di essere gli unici partecipanti?
”Questa è una domanda che dovete fare alle altre banche, non posso sapere e non posso dire io perché non abbiano partecipato alla gara. Per quanto ci riguarda, siamo stati coerenti con quella che è la nostra mission: finanziare e sostenere il territorio, sempre”.

Cosa intende quando dice: finanziare e sostenere il territorio?
”Il nostro cliente tipico non è la grande azienda o la grande industria ma ad esempio colui che compra la casa, le PMI, il mondo del no-profit; soprattutto, siamo vicini alle istituzioni che agiscono sul territorio per statuto del Credito Valtellinese e per cultura d’impresa, che data dal 1908”.

Nell’ultimo periodo, qualcuno in Regione aveva messo in dubbio la copertura di tale mutuo e dei relativi interessi. Quale è stata la vostra reazione in merito a queste notizie?
”E’ normale, ho letto anche io certe notizie ma eravamo sereni sapendo come stavano le cose. Detto questo è giusto che in Regione abbiano voluto far chiarezza fino in fondo, nell’ottica della trasparenza dovuta nei meccanismi delle gare d’appalto. Abbiamo letto l’intervento come un evento normale volto a esaminare ancora più da vicino un’operazione importante e “voluminosa” in via di perfezionamento”.

A che punto siamo con la concessione di questo mutuo?
”Ormai i giocatori sono tutti “seduti al tavolo” e pronti a portare a casa la partita. Una partita da vincere”.

Possiamo descrivere meglio i dettagli di questo mutuo?
”Volentieri. L’asta era a tasso d’interesse variabile (Euribor 6 mesi + spread a 2.50%), per un mutuo di complessivi 3.5 milioni € da restituire in 15 anni. La Regione coprirà questo prestito con un contributo di 275mila € all’anno – non appena ci saranno tutte le condizioni giuridiche di riferimento analizzeremo il contratto e lo firmeremo. Quindi erogheremo il mutuo”.

E a quanto ammonterebbero gli interessi?
”Il piano di ammortamento è di 15 anni, quindi se dovessimo fotografare oggi la situazione e provare a indicare proiezioni future, possiamo dire che gli interessi dovrebbero ammontare ad una cifra non inferiore a 770 mila per l’intero periodo”.

Ma, facendo i dovuti scongiuri, se qualcosa dovesse andare storto esiste un diritto di ipoteca a favore della banca?
”No, il Fila non sarà mai della banca: non è come per una normale casa, dove se non riesci a far fronte al mutuo allora il bene viene ipotecato”.

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