Toro, Filadelfia e SCR: i conti non tornano

Toro, Filadelfia e SCR: i conti non tornano

Verso la ricostruzione / Il ribasso d’asta disattende le previsioni, mancano circa 200mila euro per finire il primo lotto. E sul secondo e terzo…

Proprio quando tutto sembrava filare liscio come l’olio, ecco che sul percorso verso la ricostruzione del Filadelfia si presenta la classica buca: per completare il primo lotto, mancano 200mila euro. Non una voragine, ma pur sempre un ammanco che fa scricchiolare l’intero meccanismo.

RIBASSO D’ASTA – Stando alle previsioni, grazie il ribasso d’asta in gara d’appalto, la Fondazione avrebbe avuto a disposizione i soldi necessari per realizzare il primo lotto e parte (se non tutto) del secondo lotto, programmati nel progetto iniziale. Invece, con un ribasso del solo 1.67% (pari a circa 175mila euro), non solo mancherebbero i soldi per realizzare il secondo lotto, ma in questo momento mancherebbero addirittura circa 200mila euro, utili a completare la parte sportiva. Ossia il primo lotto, in pratica, il Filadelfia.

CAMPO MISTO-SINTETICO E SPOGLIATOI – Allo stato attuale, con i soldi a disposizione, potranno essere realizzate le tribune, gli spogliatoi della Prima squadra e della Primavera, il campo in erba naturale e le coperture laterali su via Spano e via Filadelfia (fondamentali per oscurare gli occhi indiscreti durante gli allenamenti a porte chiuse). Mancano così i soldi per realizzare il secondo campo d’allenamento, in erba mista sintetica-naturale e gli spogliatoi per le altre categorie delle giovanili. Il campo potrebbe essere realizzato con i 175mila euro risparmiati grazie al ribasso d’asta, gli spogliatoi no. E in ogni caso, i costi del secondo lotto graverebbero interamente sulle spalle della Fondazione Filadelfia.

UN BANDO AZZARDATO – L’ammanco in questione, nasce dai punteggi attribuiti dalla committente SCR, durante il bando di gara. Le migliorie progettuali, infatti, davano ben 17 punti in graduatoria, il ribasso dei costi soltanto 13. Risultato: tutte le aziende hanno apportato migliorie al progetto e tralasciato il ribasso d’asta, in modo tale da accaparrarsi piú punti possibili, nella corsa alla concessione edilizia. Effetto collaterale? Anziché costar meno, il primo lotto é venuto a costare di più.

In questi giorni la Fondazione studierà le migliori strategie per superare questo piccolo ostacolo e realizzare il primo lotto, senza rimetterci ancor di più di tasca propria. Per il secondo lotto, che doveva essere pagato con i soldi risparmiati grazie al ribasso d’asta, si vedrà. Per il terzo, vale a dire la parte culturale e aggregativa, chissà…

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