Un anno dopo: Orfeo Pianelli

Un anno dopo: Orfeo Pianelli

E’ passato un anno esatto, una triste domenica di aprile, in cui il mondo granata si è fermato con le lacrime agli occhi per dare l’addio al secondo grande presidente dopo Novo: Orfeo Pianelli. I giovani si fanno raccontare la storia dell’ultimo presidente granata che ha vinto lo scudetto, cui tra pochi giorni cadrà il trentennale, gli anziani lo ricordano con il pudore nascosto di una lacrima che scende. Non è stato un eroe…

E’ passato un anno esatto, una triste domenica di aprile, in cui il mondo granata si è fermato con le lacrime agli occhi per dare l’addio al secondo grande presidente dopo Novo: Orfeo Pianelli. I giovani si fanno raccontare la storia dell’ultimo presidente granata che ha vinto lo scudetto, cui tra pochi giorni cadrà il trentennale, gli anziani lo ricordano con il pudore nascosto di una lacrima che scende. Non è stato un eroe come coloro che dormono a Superga, ma ha vinto scommesse e imprese, perchè il suo Toro fece rinascere generazioni di tifosi che ancora vivevano malinconici pensando alla leggenda.

Era bonario il pacioso Orfeo, nome di battesimo importante, epico, dal carattere forte, a volte sfuggente, che talvolta fu anche strumentalizzato dal pettegolezzo. Il suo presunto vizio del gioco lo portò a subire guai e diffidenze, al punto che, già malato, fu praticamente costretto all’esilio francese per sfuggire ai vari problemi. Nessuno però riuscì a togliergli il capitolo vincente del suo fulgido passato granata.

Se ne andò lasciando il Toro in bilico tra mille paure, quando salì verso un mondo lontano e irraggiungibile ai terreni, non poteva nemmeno immaginare che la sua ex gloriosa società stesse per fallire, poche settimane dopo aver vissuto una notte da favola. Purtroppo il presidente che portò Pulici a Torino non ha potuto nemmeno più vivere la rinascita e salutare il presidente Cairo, che qualcuno vorrebbe già accostare al nostro caro Orfeo. I confronti al momento è meglio lasciarli alle statistiche, Papa Urbano I ne deve ancora fare di strada per arrivare ai livelli del Toro di Pianelli, ma può senza dubbio prendere esempio da lui.

Nel giorno del ricordo, che ci auguriamo sia vissuto anche dalla nuova società, è bello pensare che l’anima nobile di Pianelli sia presente il 16 maggio ad accarezzare i suoi ragazzi che si presenteranno a rivivere quella festa di trent’anni fa. Per tutti resterà sempre un padre generoso che ha voluto fare il regalo più bello ai suoi figlioli.

Come si può notare è passato un anno dal suo addio e siamo qui a ricordarlo per quanto gli abbiamo voluto bene e quanto gliene vorremo sempre, perchè la caratteristica di un granata vero è quello di non dimenticare mai chi ha scritto pagine importanti di vita, raccontando soprattutto l’essenza di una fede.

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