Una pietra a Torino per ricordare Raf Vallone

Una pietra a Torino per ricordare Raf Vallone

Riceviamo e pubblichiamo la proposta del tifoso granata, e consigliere comunale, Dario Troiano

raf vallone

Riceviamo e pubblichiamo la proposta del tifoso granata, e consigliere comunale, Dario Troiano:

Tra le stelle della “Walk of fame” di via Montebello a Torino, inseriremo su mia proposta anche Raf Vallone, grande attore italiano, che in gioventù fu calciatore del Toro e giornalista cinematografico. Nato a Tropea nel 1916, è deceduto a Roma nel 2002. Da bambino si trasferì con i genitori a Torino, dove frequentò il Liceo classico Cavour e si laureò in lettere e in giurisprudenza con docenti come Luigi Einaudi e Leone Ginzburg. Calcisticamente cresciuto nel settore giovanili del Torino, alterna gli studi universitari al gioco del calcio. Esordisce in Serie A nella stagione 1934-1935, disputando una partita con la maglia del Torino e nello stesso anno vince la Coppa Italia.
Nel cinema La sua prima apparizione risale al 1942, nel film Noi vivi, dove interpreta un marinaio. Fece anche i primi passi nel teatro debuttando nel 1946 al Teatro Gobetti di Torino con Woyzeck di Georg Büchner, per la regia di Vincenzo Ciaffi. Ma è con Riso amaro, film del 1949 di Giuseppe De Santis, cui seguirono nel 1950 Non c’è pace tra gli ulivi, sempre di De Santis, e Il cammino della speranza di Pietro Germi che riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del neorealismo e decide di dedicarsi unicamente al cinema.
Negli anni cinquanta interpreta numerosi film, tra cui Il Cristo proibito di Curzio Malaparte (che lo definì “l’unico volto marxista del cinema italiano”), Anna e La spiaggia, entrambi di Alberto Lattuada, e Roma ore 11 di Giuseppe De Santis; interpreta anche Garibaldi in Camicie rosse, film del 1952 di Goffredo Alessandrini, e, in Francia, Teresa Raquin, film con Simone Signoret diretto da Marcel Carné nel 1953, mentre nello stesso anno torna a calcare i campi da gioco, nella finzione de Gli eroi della domenica di Mario Camerini.

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