Un’altra occasione persa…

Un’altra occasione persa…

da Guido Regis

Siamo qui a commentare un’altra occasione persa dal Toro per uscire definitivamente dagli inferi.
Che dire. Una squadra che passa meritatamente in vantaggio e seppur con sei difensori, si fa riprendere e superare o è una squadra improvvisata, e così non è, o troppo poco assistita dalla sorte negli episodi.
Anche oggi cosa possiamo rimproverare nel…

da Guido Regis

Siamo qui a commentare un’altra occasione persa dal Toro per uscire definitivamente dagli inferi.
Che dire. Una squadra che passa meritatamente in vantaggio e seppur con sei difensori, si fa riprendere e superare o è una squadra improvvisata, e così non è, o troppo poco assistita dalla sorte negli episodi.
Anche oggi cosa possiamo rimproverare nel complesso all’undici di De Biasi? Nulla.
Possiamo invece annotare con dispiacere che due gol sono responsabilità unica di Diana, fattosi superare da gonzo inesperto, quale lui non è, in occasioni che avrebbe assolutamente potuto gestire mantenendo  semplicemente una posizione di copertura sul diretto avversario. Il gol su punizione è invece da imputare a una scorretta impostazione della barriera da parte del rientrante Sereni che tra l’altro ha anche contribuito nel secondo tempo ad infondere una mentalità rinunciataria – attendista ai compagni, ritardando eccessivamente le riprese del gioco fino al punto di farsi ammonire.
Tutto il resto è stato più che positivo. Persino un Amoruso sotto tono, probabilmente per questioni fisiche, merita la sufficienza in virtù del gol su rigore freddamente realizzato.
Stellone e Barone i migliori, a tratti strepitosi, anche se ancora una volta hanno difettato al momento della finalizzazione.
Dzemaili, soffocato dai continui raddoppi su di lui congeniati da Zenga, ha saputo venire fuori alla distanza.
In crescita davvero inaspettata Colombo che ha anche segnato il gol dell’illusione.
Sull’arbitraggio nulla da eccepire, non ci ha tolto ne regalato nulla.
Alla fine il risultato giusto sarebbe stato il pareggio, ma così non è anche  questa volta.
Il Catania, non c’è dubbio, ha dimostrato forza ed organizzazione di gioco, tuttavia noi non siamo stati da meno e questo rende tutto ancora più amaro.
Rode davvero tanto, ma ci siamo abituati, vedere infilarci una tripletta uno dei tanti esseri che popolano la faccia della terra definito dai banali estimatori “di talento e con gli occhi furbetti”, ma che in realtà Lombroso inquadrerebbe facilmente per i lineamenti in una classe dei suoi noti studi.
Sapete che ce ne sono un discreto numero nelle squadre italiane, a partire dall’odioso “scandinavo” dei pigiami nerazzurri, all’idolatrato “energumeno tascabile 2 ” degli altri pigiamati.
Noi dobbiamo essere fieri di non annoverare soggetti di questa natura tra le nostre fila, ma dobbiamo essere anche consapevoli che purtroppo, fintanto che il mondo continua a girare al contrario (e così sembra indirizzato ancora per lungo tempo ), vincere senza puzza di fogna tra i nostri ragazzi sarà dura.
Il miracolo è capitato nel 75 – 76: probabilmente il dio del male si era momentaneamente disinteressato del calcio.
 
Guido Regis
Presidente del Toro Club C.T.O. Claudio Sala
http://www.torinoclubcto.com

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy