Via la cultura della furbizia

Via la cultura della furbizia

IL CALCIO DEVE CAMBIARE IN PRIMIS DALLE CURVE

Da Luca

(…) sono un’abbonato del Torino FC in curva Maratona. Dopo i fatti accaduti a Catania tutte le persone PER BENE che vanno allo stadio si devono ribellare a questi fantomatici tifosi perchè non sono altro che dei delinquenti. A orino-Udinese gli "Ultras Granata" hanno obbligato tutta la curva, quindi anche quelli…

IL CALCIO DEVE CAMBIARE IN PRIMIS DALLE CURVE

Da Luca

(…) sono un’abbonato del Torino FC in curva Maratona. Dopo i fatti accaduti a Catania tutte le persone PER BENE che vanno allo stadio si devono ribellare a questi fantomatici tifosi perchè non sono altro che dei delinquenti. A orino-Udinese gli "Ultras Granata" hanno obbligato tutta la curva, quindi anche quelli che non fanno parte di nessun gruppo come me, a rimanere fuori dallo stadio per 10 minuti per protesta contro l’arresto di alcuni pseudo tifosi, che dopo aver rubato sono stati arrestati…..e cosa volevano…essere premiati dal capo di stato? E’ una vera vergogna. (…)Il calcio deve cambiare sia dai dirigenti, dai giocatori in campo e, sopratutto, sugli spalti. Questo non è più calcio, questa è una guerra tra tifoserie, tra città. IL VERO PROBLEMA SIAMO NOI ITALIANI E TUTTO QUESTO NON CAMBIERA’ MAI, PURTROPPO.

Ricordiamoci che il secondo anello è tradizionalmente la casa degli ultras e se decidono una volta di compiere un atto di protesta civile, condivisibile o meno,  è giusto secondo me rispettarne la decisione, nonostante questo crei dei momentanei disservizi ad alcuni tifosi.

DA BARCELLONA: RIMUOVIAMO LA CULTURA DELLA FURBIZIA

Da Vittorio Castoldi

Caro Direttore,

(…)Non dimentichiamoci che il calcio è un riflesso della società. La società stà diventato sempre più violenta, egoista e calcolatrice, di riflesso anche il mondo del pallone ne risente. Quando però si parla di "isolare i violenti", "fermare i barbari", ecc. credo si commetta un grave errore a priori. Se la nostra società funzionasse decentemente (e parlo di quella Italiana) le cose sarebbero molto diverse. Non a caso uno dei campionati più violenti (a livello di tifoserie) è quello argentino, l’Argentina abituata ad un certi livello di vita una volta piombata nella crisi ha visto incrementare la violenza dei
campionati. ATTENZIONE : non può e non deve essere una giustificazione, però una riflessione attenta và fatta. Da ormai 3 anni vivo a Barcellona, che non è la città divertente e  "spagnola" di cui il 99% degli italiani si è convinto…. qui la vita non è facile, come in nessuna parte del mondo, il lavoro è duro, anche per chi ha avuto la fortuna come me di trovarne uno buono. Di sera non si esce come nei film o negli stereotipi dei turisti. Però quello che ha convinto me e molta altra gente ad abbandonare l’Italia è stata fondamentalmente la differenza sociale….. in Italia da tempo ha sempre prevalso, in tutti gli ambiti, la cultura della furbizia….. essere furbi è diventato una cosa positiva, si educano i figli alla furbizia che in tutti gli altri stati è vista come una cosa negativa…..non dimentichiamo che furbizia nella maggior parte dei casi vuol dire fottere il prossimo….. si è arrivati al punto (e questo aihme solo in Italia) che quando qualcuno rinuncia a qualcosa per darlo ad un altro viene considerato come un "cogli….". (…)Il risultato sociale è esattamente quello che ci si poteva attendere, tutti rubano (dal politico all’operaio) (…)e poi si pretende che la gente (in questo caso i tifosi) non reagisca, che stiano calmi e buoni come bestioline mansuete, a vedere che i più "furbi" li calpestano…… a vedere che un biglietto allo stadio costa 30 € per costringerli a stare a casa a vedere sky (e pagarne 50 !), a vedere che si costruiscono stadi come l’Olimpico, che Pancaro prende 1 milione di euro
l’anno ed in campo è fermo……noi non giustifichiamo la violenza, mai ! non ne abbiamo assolutamente mai commesse ! però quando i tifosi violenti vengono usati come capro espiatorio non siamo d’accordo. La violenza non è solo fisica, quella psicologica e quella del ricatto morale sono molto peggiori. Un livido passa in una settimana, gli abusi dello stato e dei potenti non passano mai !

VIETIAMO LE TRASFERTE

Da Franco Catalano

Secondo il sondaggio indetto seduta stante dopo i fatti di Catania, dalla Gazzetta dello Sport, tre Italiani su quattro ritengono giusta la decisione di congelare il Calcio Italiano in ogni sua categoria. Non nascondo che nell’immediatezza dei fatti anch’io avrei votato come il 75%. Ho poi ascoltato però le parole del Procuratore di Catania, Papa, il quale osserva che con una tal decisione ci si consegna ostaggi di una minoranza criminale. Parole illuminanti. Ho ascoltato, riflettuto e recepito il messaggio ed appartengo ora alla risicata percentuale di chi ritiene un clamoroso errore bloccare il Campionato considerandola una decisione presa sull’onda dell’emotività del momento che denota però l’incapacità di chi governa il mondo del pallone di saper gestire la situazione. Errar umanum est, ma perseverare con questa decisione è diabolico allorché sancisce ancora una volta la vittoria del male sul bene. (…)“Perché devono pagare tutti, buoni e cattivi?”. Pregherei i potenti del Calcio che solleticano gli orecchi predicando il Calcio ai Bambini di saper rispondere a questa semplice domanda degna di un ingenuo bambino di non più di 6/7 anni….Pregherei gli stessi potenti di non arroccarsi dietro decisioni verosimilmente sbagliate, ascoltando anche i consigli di noi persone qualunque. Un consiglio dei quali è: “dedicare questa giornata di sospensione alla memoria dei due morti (non dimentichiamo il lutto della settimana scorsa in una serie inferiore) e dalla settimana prossima vietare ai tifosi le trasferte fino a che qualcosa di intelligente per risolvere il problema vi venga in mente.” Perché impedire a me tifoso granata di andare a vedere (perdere?) la mia squadra, nella mia città, nel mio stadio dove la cosa peggiore che può capitare è un imprecazione contro l’ennesimo cross sbagliato di Pancaro? O perché impedire a un rossonero di andare a vedersi Ronaldo nella sua città e nel suo stadio? Per carità, si può vivere anche senza Calcio tutta la vita, figurarsi per qualche settimana o mese. Ma il punto focale è: “Perché?” e la risposta “Perché è morto un poliziotto” sa molto di stereotipato e scontato. Anche perché non si intravede una svolta nella cronica incapacità della politica italiana di porre un rimedio affidabile al
problema….
 

Limitare le trasferte può essere una soluzione tampone ma servono provvedimenti strutturali che coinvolgano l’intera società civile e non partano solo dalle istituzioni, ma vengano sentiti come necessità da tutti, non solo da coloro che vanno regolarmente allo stadio.

Da Nicolangelo

TUTTI COLPEVOLI=NESSUN COLPEVOLE ?

I "responsabili della federazione giuoco calcio": Hanno fermato tutto per paura, per non voler colpire SUBITO applicando le regole esistenti, invocano "leggi speciali". Siamo ben messi! (…) Ma sono sconcertato anche dalla piattezza di chi si accoda alle geremiadi dei giornalisti, che sono tra i maggiori responsabili del degrado del calcio. Va bene raccogliere fondi per il poliziotto morto durante i tafferugli; ma per quell’appassionato ammazzato a calci dopo una partita del calcio minore niente? vittima di 3^ serie? o pura cronaca senza riflessi sulla grande scena? A caldo, mi viene di proporvi anche di avviare un’iniziativa per differenziare noi tifosi del Toro da quei
mascalzoni colpevoli delle scene di guerriglia urbana. Cercate di coinvolgere anche la società del Torino, altri club di tifosi: non ci sto ad essere accomunato a malavitosi (…)a voi va bene questo polverone, per cui tra breve passerà l’equazione tutti colpevoli= nessun colpevole? sono scene già viste. (…) Basta con i tromboni che fanno finta di scandalizzarsi, soprattutto se hanno l’occasione di sfruttare una vittima istituzionale. Come possiamo dargli una spintarella e farli uscire di scena? come possiamo spingere per la pulizia tra i dirigenti coinvolti in calciopoli? Sono disposto a contribuire con idee e tempo: fatemi sapere se può partire una iniziativa valida.

Si accettano proposte concrete.

RADIAMO LE SOCIETA’ CONNIVENTI

Da Roberto

(…)Quando ci scappa il morto tutti gridano allo scandalo. Però quando è ora di fare qualcosa tutti scappiamo davanti alle responsabilità. E’ vero che non bisogna fare di tutta un erba un fascio , ma perchè non facciamo pulizia della FECCIA che infesta il mondo?? lasciamo perdere i pro o i contro pena di morte , ma chi sbaglia deve pagare magari sgobbando a vita e poco mi importa se qualche DOTTO dice che non è una soluzione di recupero. quanti si sono redenti dalle colpe ? crediamo ancora al ladrone sulla croce??  Per dirne una sugli stadi , io non sono più un assiduo frequentatore , ma quando per un anno sono stato abbonato in curva maratona , si sapeva benissimo chi erano i più esagitati gli attaccabrighe. Una cosa è protestare , insultare ma tutta altra cosa è picchiare e ancor peggio togliere la vita ad una persona per quei deficienti che fanno finta di giocare a calcio. Scusate lo sfogo , ma ho pochi anni in più del poliziotto ucciso , la stessa età del dirigente , 2 figli , e mi spaventa il mondo che ci sta circondando. Posso capire l’amarezza della gente per il periodo negativo che  abbiamo (e ancor peggio sarà) nel nostro paese ma ucciderci per motivi così futili ………….cosa succederà se mai arriveremo ad avere fame veramente??
Anzichè solo sospendere i campionati io sarei per radiare le società che spalleggiano elementi simili , ma certo che una nazione che non riesce a punire chi ha falsificato campionati per anni (…) Forza TORO anche se con le lacrime agli ochhi e una grande amarezza nel cuore.

L’amarezza tua è quella di tutti e le tue preoccupazioni sono condivisibili. Una cosa della sparata di Matarrese non va sottovalutata: è vero che con il sistema attuale gli incidenti (con annesse conseguenze) sono parte integrante della realtà quotidiana del mondo calcistico. E’ uno schifo e l’unica cosa che possiamo sperare di riuscire a fare è di contribuire tutti insieme (tifosi, giornalisti e istituzioni) a evolvere verso il meglio. Perché quanto successo non è degno di un paese civile.

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