Torino-Empoli, la mossa decisiva è sorprendere la difesa alta azzurra

Torino-Empoli, la mossa decisiva è sorprendere la difesa alta azzurra

La lavagna tattica / I toscani continuano sulla falsariga dello schema di Sarri e Giampaolo: la velocità di Martinez e Iago la chiave

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Senza mezzi termini, a Bergamo siamo rimasti delusi. La partita è da mettere alle spalle, ma voglio fare solo un appunto: io non do 100% della colpa a Hart in occasione del pareggio orobico, perché se Masiello è stato libero di colpire al volo a porta vuota i demeriti sono anche di una difesa che è rimasta ferma. A causa di questi errori, ora il match con l’Empoli ha un solo risultato utile, la vittoria: non ci sono alternative, proprio in seguito ai passi falsi del Toro contro Milan e Atalanta. Domani bisognerà avere la bava alla bocca, i toscani sono una squadra che sa mettere in difficoltà.

Atalanta BC v FC Torino - Serie A

L’Empoli tatticamente in questa stagione continua sulla falsa riga di Sarri e Giampaolo (Martusciello, il tecnico attuale, era vice di entrambi), con una difesa alta. Sarà proprio questa la caratteristica da sfruttare: il centrocampo e la difesa avranno numerose opportunità di lanciare la velocità di Iago Falque e Martinez che potrebbero trovare spazi dietro la linea difensiva avversaria. Una situazione che si era verificata con lo stesso Martinez nel match dell’allora Olimpico, a gennaio: all’epoca la vena realizzativa del venezuelano era pressoché nulla, ma per ben due volte egli si era trovato solo davanti a Skorupski, facendo valere proprio le sue qualità da velocista e prendendo d’infilata la difesa avversaria. Ora questa situazione tattica potrebbe ripresentarsi: la mediana granata dovrà sapere scavalcare la linea difensiva dell’Empoli. La problematica in queste situazioni è una: non andare in fuorigioco. Bisognerà coordinare al meglio i tempi tra i reparti. Appena la palla arriva a centrocampo, l’attaccante sa che quella può essere l’azione buona.

Martinez
Martinez dopo un errore contro l’Empoli il 10 gennaio 2016

Per quanto riguarda la fase difensiva degli uomini di Mihajlovic, il vero termometro degli azzurri è Saponara, un giocatore che può dare molto fastidio e l’ha già fatto proprio ai granata in passato: dovrà ricevere il minor numero di palloni fra le linee. L’uomo che lo dovrà controllare è Valdifiori. Quando giocavo davanti alla difesa, verso la fine della mia carriera, il mister ripeteva continuamente che il trequartista era sempre mio, così dovrà essere per Valdifiori contro l’ex Milan: Saponara ha il dribbling facile, e anche le punte sono giocatori da trattare con cura. Gilardino – non molla mai, gioca sempre sul filo del fuorigioco – Maccarone e Pucciarelli sono tutti pericolosi, a prescindere da chi giochi. La retroguardia granata dovrà limare gli errori del passato, con Castan e Bovo (anche se io darei un’altra chance a Rossettini). Stavolta, infatti, non bisognerà sperperare il gap di qualità che, di nuovo, è a favore del Torino.

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