Champions: Mourinho saluta l’Europa

Champions: Mourinho saluta l’Europa

La finale di Wembley sarà Barcellona-Manchester United. Questo hanno deciso i terreni di gioco del Camp Nou e dell’Old Trafford, scongiurando di fatto l’ipotesi di finale che più avrebbe fatto sorridere i sognatori del calcio europeo: l’epurato Raul contro il suo vecchio Real che l’aveva disconosciuto.

Se la gara tra lo Schalke ed il Manchester aveva poche pretese, coi tedeschi che dovevano segnare 4 reti nel tempio dei Red…

La finale di Wembley sarà Barcellona-Manchester United. Questo hanno deciso i terreni di gioco del Camp Nou e dell’Old Trafford, scongiurando di fatto l’ipotesi di finale che più avrebbe fatto sorridere i sognatori del calcio europeo: l’epurato Raul contro il suo vecchio Real che l’aveva disconosciuto.

Se la gara tra lo Schalke ed il Manchester aveva poche pretese, coi tedeschi che dovevano segnare 4 reti nel tempio dei Red Devils senza subirne per passare il turno, ed infatti non ha regalato emozioni particolari – con sir Alex Ferguson che schiera solo due titolari su undici e Rangnick che a fine gara si arrende: “quelle riserve del Manchester in Bundesliga giocherebbero titolari praticamente in tutte le squadre” – c’è chi crede che la rimonta dei Blancos sia possibile, nonostante l’assenza fondamentale di Pepe per la squalifica dovuta all’espulsione dubbia della sfida di andata.

Già dai battibecchi che giravano attorno alla partita di andava si sapeva che anche la gara di ritorno tra il Barcellona ed il Real Madrid avrebbe avuto la lingua lunga. L’1-1 decretato dal Camp Nou ha elimitato la compagine madrilena, ma le polemiche non sono mancate e nel bilancio generale, se Guardiola ha conquistato con merito – visto tutto il cammino europeo stagionale – la finale di Wembley, si può ammettere che Mourinho ha vinto la sfida con le pressioni e l’ingombrante paragone col passato del Real Madrid: oltre al successo personale della quinta semifinale di Champions League conquistata con la quarta squadra diversa, il tecnico portoghese ha pareggiato il conto dei ‘Clasici’ stagionali (perde per differenza reti, ma il computo totale recita due pari ed una vittoria per ciascuno col Barca) che mancava da tempo a Madrid e soprattutto s’è comportato, come suo costume, come meglio ha creduto, rimanendo in albergo durante la semifinale di ritorno – per eludere gli assurdi controlli Uefa che non volevano farlo comunicare con la panchina – e dimostrando che anche il suo Real, per oltre mezz’ora di gioco, era capace di giocare d’attacco e mettere in apprensione il Barcellona.

La svolta della partita è arrivata all’inizio della ripresa quando il redivivo Higuain trovava la rete del vantaggio madridista su invito di Cristiano Ronaldo: De Bleeckere, in modo molto dubbio, ravvisava però un’irregolarità del giocatore portoghese su Puyol dopo aver effettuato il passaggio e annullava la marcatura del Real.

Il cronometro, quindi, spingeva i Blancos a cadere nella trappola del nervosismo ed il Barcellona poteva venire fuori, conquistando metri, possesso palla e supremazia nelle azioni pericolose finchè, in apertura di ripresa, un filtrante col contagiri di Iniesta liberava Pedrito solo davanti a Casillas per l’1-0 blaugrana. La reazione del Real era laborioso e spesso confusa, ma arrivava dopo il quarto d’ora quando Di Maria, entrato in area sulla sinistra, eludeva il tackle scivolato di Piquè e calciava secco sul primo palo, colpendo in pieno il legno a Valdes battuto. Il pallone, però, tornava tra i piedi dell’argentino che, molto saggiamente, anzichè riprovare l’azione personale appoggiava in mezzo per l’accorrente Marcelo che pareggiava i conti.

Nel finale, però, scende in campo Lionel Messi, il prestigiatore: il Barca deve solo far trascorrere il cronometro e quindi adotta la soluzione migliore, consegnare il pallone alla ‘Pulce’ e lasciare che sia lui a nasconderlo e farlo sparire ai giocatori del Real. Il numero di falli ed i conseguenti cartellini gialli collezionati dai giocatori madridisti è considerevole, ma l’abilità di Messi e soprattutto la sua resistenza a subire calci e botte al limite del consentito senza mai accennare una reazione nè lamentarsi fanno certamente di lui uno dei più grandi esponenti del mondo del pallone rotondo.

L’appuntamento, quindi, è per il 28 maggio a Londra con le due regine del calcio europeo: Barcellona e Manchester United.

 

BARCELONA-REAL MADRID 1-1
Arbitro: De Bleeckere (Bel)
RETI: st 9′ Pedro (B), 19′ Marcelo (R).
BARCELONA: Valdes, Dani Alves, Mascherano, Piqué, Puyol (st 45′ Abidal), Busquets, Xavi, Iniesta, Villa (st 29′ Keita), Pedro (st 46′ Afellay), Messi NE: Olazabal, Thiago Alcantara, Fontas, Jeffren. All: Guardiola.
REAL MADRID: Casillas, Arbeola, Carvalho, Albiol, Marcelo, L. Diarra, Xabi Alonso, Ronaldo, Kaká (st 15′ Ozil), Di Maria, Higuaín (st 10′ Adebayor). NE: Dudek, Garay, Granero, Nacho, Benzema. All. Mourinho (squalificato).
NOTE – Ammoniti: Carvalho, Xabi Alonso, Marcelo, Diarra, Adebayor (R) e Pedro (B).

MANCHESTER UNITED-SCHALKE 04 4-1
Arbitro: Proença (Porto)
RETI: pt 26′ Valencia, 32′ Gibson (M), 35′ Jurado (S), st 29′ e 31′ Anderson (M).
MANCHESTER UNITED: Van der Sar, Rafael (st 15′ Evra), Smalling, Evans, O’Shea, Gibson (st 27′ Fletcher), Scholes, Anderson, Valencia, Berbatov (st 37′ Owen), Nani. All. Ferguson.
SCHALKE 04: Neuer, Uchida, Howedes (st 25’Huntelaar), Metzelder, Escudero, Papadopoulos, Jurado, Farfán (st 30′ Matip), Baumjohann (st 1′ Edu), Draxler, Raul. All. Rangnick.
NOTE – Ammoniti: Gibson, Scholes, Anderson (M) e Escudero (S).

 

Semifinali:

  and.         rit.
  0-2        1-4         Schalke 04-Manchester United
  0-2        1-1         Real Madrid-Barcellona


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