Derby Pulcini: un episodio di violenza che è la punta di un iceberg

Derby Pulcini: un episodio di violenza che è la punta di un iceberg

L’opinione / Sarebbe però un errore circoscrivere quanto accaduto a un misfatto di uno o due delinquenti singoli

Commentare un fatto come quello accaduto al Derby tra Torino e Juventus in finale alla Junior Cup di Borgomanero, che da partita di calcio tra Pulcini 2005 si è trasformata in un preoccupante episodio di cronaca, è superfluo se non inutile. Sfottò a un bambino di dieci anni, violenza accanita su una donna inerme a terra: gesti di vile ignoranza che si definiscono da soli. La giustizia penale farà il suo corso, i fatti sono acclarati e i colpevoli – si spera – pagheranno sino in fondo.

Sarebbe però un errore circoscrivere quanto accaduto a un misfatto di uno o due delinquenti singoli. L’azione dei due sedicenti “supporters” bianconeri va interpretata come patologico atto criminale che però è la punta di un iceberg: un problema culturale. Chi segue abitualmente il calcio giovanile sa che spesso sulle tribune si sente di tutto e di più: insulti all’arbitro, all’allenatore che magari non fa giocare il figlio, al compagno del figlio che magari non gli passa il pallone; incitamenti a “spaccare le gambe” agli avversari come se si stesse parlando di terroristi e non di altri ragazzi come i propri figli.

E’ bene infatti ricordare che l’episodio di violenza era scaturito da sfottò per un precedente derby vinto 4-0; e dal dileggiare un ragazzino per la sua altezza “eccessiva” per quell’età e preceduto da strattoni e tirate di capelli tra madri. Per fortuna non tutti arrivano a usare le mani, ma è un dato di fatto che spesso il calcio giovanile, invece di essere solo strumento di crescita e divertimento per ragazzi, sia fonte di nervosismi e tensioni tra i genitori. Il Torino, con in testa il Responsabile della Scuola Calcio Silvano Benedetti, dà una grande importanza al dialogo con i genitori dei propri ragazzi; un esempio che dovrebbe essere seguito maggiormente, perché c’è un confine chiaro e preciso tra l’amore e l’attenzione per i propri figli e il dileggio e la mancanza di rispetto per gli avversari che tutti quanti devono tenere bene a mente.

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