I talenti degli altri

I talenti degli altri

Niente campionati questa settimana per consentire alle varie nazionali di giocare per le qualificazioni ai Mondiali in Brasile. Diamo oggi un’occhiata ad alcuni talenti che si stanno mettendo in evidenza in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna. Chissà che qualcuno di loro non sia adatto proprio al Toro di Giampiero Ventura?

Niente campionati questa settimana per consentire alle varie nazionali di giocare per le qualificazioni ai Mondiali in Brasile. Diamo oggi un’occhiata ad alcuni talenti che si stanno mettendo in evidenza in Inghilterra, Francia, Germania e Spagna. Chissà che qualcuno di loro non sia adatto proprio al Toro di Giampiero Ventura?

 

PREMIER LEAGUE / DIAME’ – Avete presente un giocatore che, pur avendo età ed esperienza giusta, ancora fatica a sfondare nel calcio che conta? Mohammed Diamè (nella foto) è tutto questo o quasi! Centrocampista francese classe 1987 dal fisico potente e dinamico, ha giocato nella Ligue 1 (Lens) e nella Liga (Rayo Vallecano) prima di approdare in Premier League al Wigan del bravissimo tecnico spagnolo Roberto Martinez. Centrocampista totale, in grado cioè di ricoprire tutti i ruoli da mediano a mezz’ala: un carattere forse un po’ eccentrico e il suo clan familiare che lo segue sempre con affetto e apprensione. Nelle ultime due stagioni il buon Diamè si è segnalato per quei cambi di passo che spesso aprono come scatolette di tonno le difese avversarie. Ama partire dal centro per poi puntare uno contro uno gli avversari sulle fasce: in particolare a sinistra ed è da qui che il buon Diamè ha esaltato Upton Park nel derby giocato nel 15° turno vinto 3-1 sul Chelsea con un secondo gol da antologia. Più dotato per i passaggi illuminanti che per i tiri, oggi nel West Ham di Sam Allardyce è uno dei beniamini dei tifosi londinesi ma fatica ad avere continuità di rendimento. Il motivo? Il gioco, anzi l’assenza di un gioco che gli hammers dimostrano una gara dopo l’altra! Ecco un bel giocatore, sicuramente non troppo costoso – diciamo sui 4 milioni il costo del suo cartellino – pronto a misurarsi in un calcio meno atletico ma più tattico come il nostro.

 

LIGUE 1 / MAUPAY – Ha appena 16 anni e mezzo e gioca nella squadra rivelazione di questa stagione in Francia: il Nizza allenato da Claude Puel. Ad appena tre ore di macchina da Torino c’è un piccolo sosia di Superpippo Inzaghi. Neal Maupay sta muovendo qui i primi passi di una carriera che in molti pronosticano ricca di soddisfazioni. Anche se alle prime armi lo si nota subito per il modo con cui si muove nei pressi dell’area di rigore avversaria. Ha un destro potente e preciso, discrete doti acrobatiche il buon Neal: ma quel che ruba l’occhio di lui è quel modo di nascondersi nelle pieghe dell’incontro per poi timbrare il cartellino senza dar scampo al portiere. Prima che esploda definitivamente con la gloriosa divisa dell’Aiglonne nizzarda – in questo caso il prezzo del suo cartellino lieviterebbe, eccome! – ci sarà qualche osservatore o manager di mercato nostrano particolarmente oculato che lo porti a giocare subito nella nostra serie A?

 

BUNDESLIGA / DIOUF – Senegalese come Diamè e suo coetaneo, essendo nato a Dakar nel 1987. Ecco un attaccante coi fiocchi che si è un po’ fermato per via di qualche infortunio di troppo. Mamè Biram Diouf cerca fortuna nel calcio che conta partendo addirittura dalla Norvegia. I suoi gol per il Molde attirano l’attenzione di un certo Sir Alex Ferguson che lo porta con sè allo United nel 2009. Un gol, l’unico con la divisa dei red devils, in Premier League. Poi tanta, troppa panchina o tribuna. Diouf va in prestito un anno ai Blackburn Rovers ma anche lì le cose non sembrano andare per il meglio. In Germania però lo notano in tanti e, quando Fergie lo mette sul mercato, nel 2011 è l’Hannover 96 ad aggiudicarsi le sue prestazioni. Passo felpato, più prima che seconda punta, il senegalese ingrana solo nella stagione in corso. Col contratto in scadenza nel giugno 2014 il presidente dell’Hannover Kind non chiede la luna per lui: 7 o 8 milioni rateizzabili, per intenderci, e nel nostro campionato arriverebbe una prima punta davvero non male. Sempre che nel fratttempo in Germania non salti fuori qualche altro pretendente …

 

LIGA / KIKO CASILLA – Real, Barca e poi? In Spagna giocatori alla portata dei nostri “poveri” club di serie A ce ne sono davvero pochi! Una rondine non fa primavera: mi riferisco al Villareal della scorsa stagione che, passando dalla Champions League alla retrocessione per mancanza di soldi, lasciò partire fra gli altri un certo Borja Valero, oggi protagonista assoluto nella Fiorentina di Montella. Provo a suggerirne uno che, dopo anni di dura gavetta, sta facendo davvero bene nell’Espanyol del santone messicano Aguirre. E’ un portiere classe ’96 e si chiama Kiko Casilla: non costa un occhio della testa e, con la penuria di buoni portieri che c’è qui da noi, troverebbe una sicura sistemazione in qualche club di medio-alta classifica.

Renato Tubère

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