“In curva c’è la Calabria unita”: ‘ndrangheta e Juventus, ecco l’inchiesta Report

“In curva c’è la Calabria unita”: ‘ndrangheta e Juventus, ecco l’inchiesta Report

Il caso / Il programma di Rai3 ha svelato lo scenario sommerso inquietante dietro al fenomeno del bagarinaggio

di Redazione Toro News

IL BAGARINAGGIO

Parma FC v Juventus FC - Serie A

“Non solo i Dominello. In curva è entrata la Calabria unita”, ha detto in un audio rubato Placido Barresi, ‘ndranghetista dei Belfiore”, dice un audio rubato di Placido Barresi, n’dranghetista della cosca Belfiore che viene individuato come regista dell’accordo tra i gruppi ultrà e i Dominello, boss calabresi del Piemonte, sul business del bagarinaggio. A tal proposito Report interpella Andrea Puntorno, capo del gruppo ultrà “Bravi Ragazzi”, il quale delinea il meccanismo dell’attività di rivendita a prezzi esorbitanti (in video un ultrà mostra, infatti, un “affare”: biglietti di Tottenham-Juve da 35 sterline rivenduti a 850) che partiva da biglietti concessi dalla Juventus. A tal proposito, il ticket manager bianconero Stefano Merulla registrato dalla ex compagna di Bucci, ha fatto delle ammissioni: “Abbiamo fatto delle cose che non dovevamo. Ma le fanno tutti e se non ci avessero beccato avremmo continuato”. Tramite i biglietti procurati alla Juventus, il business sommerso toccava un milione e mezzo di euro. E negli effetti personali di Bucci, consegnati dall’ex compagna a Report, sono state rinvenute parecchie schedine del Lotto vincenti, prova di un riciclaggio dei capitali del bagarinaggio tramite una tabaccheria compiacente di Cuneo che con uno stratagemma faceva incassare a Bucci i premi di Lotto e Gratta e Vinci dei clienti in modo da poter giustificare i suoi guadagni.

19 Commenta qui

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  1. BogaBoga - 7 mesi fa

    Sono andato a vedere il sito gemello di questo dedicato alle merde (Juvenews) e non esiste un articolo che parli della vicenda.
    In compenso ci sono interventi ridicoli su tutto il resto, per l’occasione hanno resuscitato anche Pistocchi.
    Faccio solo notare che la testata è la stessa di Toronews (gazzanet).
    Gazzetta dello sport è contagiata dallo stile merde o non parla perché ha paura della ndrangheta?
    Ma che ci faccio su questo sito?
    Vediamo se mi cancellate anche questo commento

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  2. Rock y Toro - 7 mesi fa

    Ma come mai molti di noi tifano la Ferrari? Per lo stesso motivo dovremmo tifare altre scuderie. Io la Ferrari la odio come la gobba

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  3. alrom4_971 - 7 mesi fa

    Caro “Granata ” collega di tifo , dovresti pregare la redazione di pubblicare a giorni alterni il tuo documentatissimo intervento che troviamo più sotto . Ciò servirebbe ad aprire le menti a chi avesse ancora dei dubbi su cosa si basa realmente il famoso stile Juve e sul perché i gobbi sono invisi dappertutto tranne che nel loro ovile .Solo chi non ha memoria può pensare che gli strisciati di Vinovo siano una grande società.

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Caro @alrom mi piacerebbe poter approfondire la discussione ed entrare in particolari contestualizzando tutto con fatti concreti quali ,nomi, cognomi, date, circostanze ed aprire un dibattito serio e non fatto di insulti che non portano a nulla. Mi piacerebbe che altri intervenissero, con aneddoti o fatti vissuti, proprio per fornire strumenti a chi vorrà confutare la teoria dello stile o della grandezza di quegli individui. Non credo sia facile e ,forse, nemmeno possibile. Sono andato per sommi capi ma credo di aver reso l’idea, nel mio piccolo.

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  4. dattero - 7 mesi fa

    granata,la frase di cantarella cimmi fu “dopo tanta polpa,ti prendi un po’ di osso”.
    l’ultimo cimminelli pero’ si era affezionato,subito fatto rinsavire annientandolo

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    1. Granata - 7 mesi fa

      @dattero non posso scrivere qui come iniziò ,cosa si dissero ed in quali termini Cantarella parlò al povero Cimminelli ma dal loro colloquio, dal carattere del compianto e dall’atteggiamento di qualche personaggio bicolore parti il fallimento del Torino FC. Non l’ho mai letto da nessuna parte ma l’ho vissuto in prima persona. Perdonami ma cosa riporti non è propriamente esatto, ci fu molto altro.

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      1. Bilancio - 7 mesi fa

        Grande granata.
        Qui c’e’ sete di sapere.
        Se puoi scrivere qualcosa sul passato, magari senza nomi e cognomi, se non puoi. Ti saro’ grato.

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      2. Granata - 7 mesi fa

        @Bilancio, riuscire a scrivere senza fare nomi e citare fatti magari sconosciuti non è semplice. Personalmente ho vissuto in prima persona poco più di 20 anni di Toro , senza contare gli anni passati ai margini o fuori come spettatore/tifoso Ti posso dire che un giorno , un personaggio appena diventato presidente del Toro, per esultare , sali sullo sportello dell’allora banca San Paolo , in piedi, in mezzo alla gente, sventolando una bandiera granata, gridando a squarciagola, “..sono il presidente del Torooooo”…. Ci rimasi male per il contesto ed il modo e dissi dentro fi me…. siamo a posto….. purtroppo non mi sbagliai anche se i suoi successori non furono da meno, anzi

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      3. Granata - 7 mesi fa

        Era un venerdì mattina, l’annuncio fu dato il giorno dopo. Di indizi ne ho dati molti.

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        1. Bilancio - 7 mesi fa

          Grande. Continuero’ a leggerti.

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  5. dattero - 7 mesi fa

    invece credo che il 60% si ricordera’ della puntata.
    Granata,sul caso Bricherasio usci anche un libro,molto interessante,ahime’non ricordo il titolo

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Forse ti riferisci a “Dov’è la vittoria” di Angelo Forgione

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    2. alrom4_212 - 7 mesi fa

      Quello che ho letto io sull’argomento è ” Quando l’automobile uccise la cavalleria ” di CAPONETTI GIORGIO . Una lettura assai gradevole ed ” illuminante ” sul senatore e nonno dell’avvocato con orologio sul polsino.

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  6. Granata - 7 mesi fa

    È brutto constatare come , purtroppo, la storia si ripeta. Solo chi non conosce la storia di quella famiglia può restare sbigottito di fronte alla trasmissione Report. Il capostipite divenne proprietario della Fiat in modo quantomeno discutibile. Già nel 1904 ci fu un “suicidio” con colpo di arma da fuoco alla nuca di Emanuele Cacherano di Bricherasio che chiedeva di vederci chiaro alla scalata del capostipite. Così come morì misteriosamente calpestato da un cavallo Federico Caprilli che indagava sulla morte del Cacherano, poi archiviata come suicidio. Nel 1908 la Procura di Torino denuncia sempre il capostipite andato a processo nel 1911 concluso con un nulla di fatto. Passa il tempo e la famiglia capisce che per aumentare il potere deve poter controllare l’informazione ed acquisisce , nel 1926 ,il quotidiano La Stampa, uno dei maggiori critici sul modus operandi della famiglia, mettendoli a tacere. Nel frattempo Ford sbarco in Italia con uno stabilimento a Trieste. Pagavano gli operai 4 volte più che in Fiat e le loro auto costavano 4 volte meno. Quando la Ford apri a Livorno , per Fiat era troppo ed allora , con l’aiuto del Duce, li fecero chiudere. Nel ’71 il giovane Guariniello in seguito ad una perquisizione negli uffici Fiat rinveni oltre 350mila schede dettagliate su usi e costumi dei dipendenti, con informazioni su gusti politici e sessuali. Processo spostato a Napoli nel 78 con reati amnistiati ed altri prescritti. 36 condanne di cui 5 a dirigenti Fiat per reati minori. Volete che la squadra abbia modus operandi diverso se la proprietà è la stessa ? Certamente no. Già nel 1911 e nel 1913 sarebbero dovuti retrocedere ma prima intervenne un blocco retrocessioni e poi uno strano ripescaggio. Il resto è storia recente con Cantarlla che “suggerisce” Cimminelli (parole sue)all’acquisto del Toro e sappiamo tutti il seguito con la questione stadi. Loro sempre sfiorati ma mai colpiti. Mai. Non credo, purtroppo, lo saranno oggi, ammesso il loro coinvolgimento che tutti si affrettano a negare. Il Toro era, è, è sarà sempre un’altra cosa.

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    1. FVCG-70 - 7 mesi fa

      Pazzesco…

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  7. FVCG-70 - 7 mesi fa

    Ma la domanda è: qualcuno avrà il coraggio di intervenire e di andare a fondo?
    Perchè ho l’impressione che se questo è quello che è trapelato, ci sia molto altro ancora!
    (PS bizzarro il repentino allontanamento di Marotta…)

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  8. alètoro - 7 mesi fa

    Il personaggio Andrea Agnelli,massimo esponente del Club, rivela e ribadisce anche in seguito a questa inchiesta di Report quanto è sostanzialmente marcia la Società Juventus F.c. . Lo scandalo di Calciopoli o Moggiopoli, come fu intitolato dai media, esploso durante l’estate del 2006 documento chiaramente lo squallido sistema di rapporti “confidenziali” che i vertici della Società bianconera intrattennero con i Designatori degli Arbitri Pairetto e Bergamo . Con un conflitto di interesse assolutamente conclamato,oramai da numerose stagioni, la FIAT, la cui proprietà é la Famiglia Agnelli, risulta da contratto Main Sponsor dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri). Tale oggettivo conflitto di interesse continua ad essere assolutamente ignorato dalla Governance del calcio nazionale.Questo fatto, a mio parere, documenta quanto profondamente marcio e corrotto risulta oggettivamente il calcio professionistico nazionale. Ieri sera l’inchiesta di Report ha documentato quanto assolutamente ambigui sono stati sino ad oggi i rapporti tra il Club bianconero è i capi storici della tifoseria organizzata della Curva Sud dell’Allianz Stadium. Dio ci scampi dallo stile della Vecchia Signora… Alé TORO!

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  9. GlennGould - 7 mesi fa

    È noto da tempo. Fra una settimana nessuno si ricorderà della puntata di REPORT, poiché la juve ormai è troppo potente per essere fermata, siamo ad un punto di non ritorno, almeno che non succeda qualcosa di clamoroso.
    Calciopoli è scoppiata per il delirio di onnipotenza di qualcuno, hanno esagerato ed è scoppiata la bomba.
    Ora la juve detiene un
    potere economico/politico senza precedenti, la vedo veramente dura fermare il treno in corsa.

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    1. torracofabi_606 - 7 mesi fa

      Basta leggere le testate sportive per capire tutto:si parla dell’orologio nuovo di Ronaldo………

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